Cittadini intellettuali

georges bernanos

di Franz Krauspenhaar

La somma importanza. Nel nome di Dio. Come Dio (dio) comanda. Basta con le donne frick. Finiamola coi soliti soloni da bar wock. Menevole. Nu! Menelegatti frega. Ec. Sic Transir John Ford Anima Mundi Tabasco Tamaro.]

Questo discorso mi venne fatto ieri da un intellettuale romano. Un intellettuale romano di solito si mangia le parole, guarda perennemente in basso, ha gli occhiali, insomma sembra (o è) uno sfigato. Il milanese invece è uno che guarda altrove, verso dimensioni altre, ansioso e ansiogeno, mortifero e foucaultiano. Di solito i suoi saggi o romanzi o articoli parlano del fureggiare del Krunsbumsenjait, una pratica masturbatoria sadomaso islandese.
Il napoletano è sempre impegnato, curiosamente. Nella lotta contro la camorra, contro il carovita, contro la monnezza; è decisamente “noir”, molto più del milanese, per dire. Il romano beato lui ama essere internazionale. Il milanese è molto più europeo. Il napoletano è angioino. Il fiorentino ha le ossa ghiacciate; la città più terribile d’Italia lo ha devastato. Bello ed Arno si fronteggiano. Il caldo e il freddo sparano bulloni di antidepressivi inutili. Come in Ungheria, a Firenze l’unica via d’uscita è un dignitoso suicidio, lanciandosi dalle Giubbe Rosse verso il noto. L’intellettuale palermitano è magnagrecico. Tutto è bello e siculo, non necessariamente in quest’ordine. Anche Ciprì e Maresco rappresentavano il bello, per l’intellettuale palermitano: sempre abbronzato, brillante, ricchissimo anche quando è praticamente in mutande. L’intellettuale bolognese, per finire, sogna e frinisce lo gnocco fritto. Frinisce sì, e poi lo finisce. E’ molto sapido, godereccio, flirtone, culatello e balanzone. La vita per lui è sempre bella, anche quando finisce ed è troppo tardi per continuare a godersela.

15 pensieri su “Cittadini intellettuali

  1. lambertibocconi

    Fa molto ridere, Franz. Ti prepari per giovedì?
    🙂 Personalmente, e anche sub specie aeternitatis, non ne vedo l’ora.
    Giovedì prox 12 novembre ore 20.45 Franz Krauspenhaar col suo nuovo libro al SUD di Milano, via Corsico 5.

    ps: io un tempo facevo la gosth writer per una casa editrice di varietà, e mi hanno dato il benservito perché ho detto cose cheap sulla Svizzera (tipo che andava forte in banche, cioccolata e caramelle alle erbe). 😉

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  2. api

    il sardo che fa, nel frattempo?
    si culla nell’altalena della sua insularità…oppure gioca ‘sporco’ con le altrui anime?
    provocatoria, si!

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  3. riccardo ferrazzi

    Sì, lo so che sarebbe infantile, però mi piacerebbe tanto un divertissement di questo genere anche sugli intellettuali di Bregenz, Innsbruck, Graz, Klagenfurt, Salzburg, e magari anche di Schaffhausen, Winterthur, Olten, Baden, Arth Goldau e Appenzell.

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  4. mauro baldrati

    Forte! Anche la foto, che strana – e auguri per il libro.

    Il bolognese, ehm, le crescentine (il gnocco fritto cioè), con l’affettato e il bianchetto frizzantino, dacci un rosso piemuntèis da 30 euro a bottiglia al bolognais, dice, oh, buono, oh, interessante, si bagna il becco ma poi torna al suo pignoletto frizzante e alle crescentine, fino alla fine.

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  5. Roberto Plevano

    E il veneto? La figura triste, anzi malinconica, di nobile decaduto, ombroso e un poco barbaro, umido di nebbie e muschi, che annega l’atra bile nella grappa?

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  6. lucy

    veneto di terra, perché l’intellettuale veneto d’acqua ha cappello e piume, impermeabile svolazzante nelle calli ventose, la barba di tre giorni, una tasca sdrucita in cui si annida un quotidiano del giorno prima, il passo un po’ storto come i cani, voglia di essere serio, ma sempre troppo chiacchierone, conteur e tombeur, il gomito sempre un po’ troppo alto a versare cabernet e sauvignon, qualche volta raboso, ma non vivace.

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  7. lucy

    ho detto “troppo chiacchierone”, infatti: racconti e racconti, chansons de gestes amoureuses. casanova compreso.

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  8. cf05103025

    l’intellettual torinese,
    di vini orfano e d’agnolotti di Soria,
    piange orammai sua sorte ria,
    per consolarsi s’imbroda
    in un premio tartufato,
    qual languido lesso ripassato

    MarioB.:-)

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