di Donato Salzarulo
I
Tutto sembrava tela di ragno,
disegno benigno della sorte.
Immaginavo il volo della rondine,
la traversata, il garrire del cielo,
il nido costruito sotto tetto.
Il sognare e immaginare mi nascondeva
l’altro mondo, il sentiero dell’ombra
crocifissa. Chi molto sbaglia, molto
paga. Ora mi resta il tuo sorriso
fatto piaga.
II
Volevo comprarti le ciliegie,
sorprenderti. Volevo
l’anello dell’incontro, il cerchio
per ritrovare il sole. Ma spesso
mancava una tessera del puzzle,
il malessere lambiva i bordi
della foto. Ti ho cercata e mi
sono consegnato con gioia
alla sirena del vuoto.
III
Certe volte mi sembra di sapere
tutto di ciò che si concerta sul tuo volto:
il disegno di una battaglia in corso
tra ciò che vuoi e non puoi,
tra ciò che senti come colpa
e ciò che solo è potenza
del corpo.
Il desiderio non è mai
goffo. Spinge oltre la porta della legge,
trascende, conduce verso l’alto,
devia dal cielo delle stelle fisse
incontro all’iride di luce alla deriva,
una danza schiva, un brivido
di paradiso che si visse.
Io e te insieme agli altri, con la nostra
storia segreta e romanzata,
immersi in sguardi freschi,
in rivoli di commenti sussurrati.
IV
Fra le tante parole dette,
qualcuna c’è che disegna il segreto.
Ma forse più che segreto è enigma
che non vacilla, isola rocciosa
emersa dal mare stesso
delle parole. Tue diventate
nostre. Curiamo un orizzonte
di fragranze, essenze edeniche
svaporanti, casi che si destinano
a vite irreversibili. Una freccia,
un accoppiamento famelico,
un diluvio di sguardi giovanili
e l’esistenza muta. Invade l’ombra
per sempre, non taciuta.
.
V
Tre anni fa rigenerato, il tuo volto
ora appare alquanto stressato.
Non ti sento scaduta, ma ti penso
abbondantemente perduta
nella trincea irresistibile
dei giorni.

Complimenti a Donato, e grazie a Fabrizio per questa proposta.
Trovo nelle poesie di Donato misura e un andamento che accompagna il reale, con dettagli minuti che costituiscono un forte dato di verità e da cui emerge quasi impercettibilmente il mondo degli affetti e della vita intima e spirituale.
il disegno di una battaglia in corso
tra ciò che vuoi e non puoi,
tra ciò che senti come colpa
e ciò che solo è potenza
del corpo.
Mi unisco a Giorgio che ha usato parole che non saprei esprimere meglio.
grazie a Donato e al don.
SM
Le sirene hanno voce melodiosa che affascina e incanta ma attenti al vuoto che portano, attenti al vuoto che è in ognuno di noi,intorno a noi; vuoto non solo come senso del nulla, ma anche vuoto in termini di contenuti, esistenze che non dicono nulla perse solo nella ricerca della quantità, dell’abbondanza, dello spreco…Questa poesia in questa società del più più più mi affascina per il messaggio che ci invita a cogliere il significato profondo delle cose andando appunto al di là delle tante sirene che ci circondano. Grazie all’autore e a chi ha pubblicato .
grazie a voi: e a Donato per il dono, nomen omen.
fabry
Le danze schive sono quelle che preferisco , rimangono nella memoria , le danze di chi non sa ballare di chi cerca la sirena che ha dentro è un equilibrio di vita. E’ una poesia che commuove perchè ci aiuta a trattenere a conoscere i momenti rari unici …
che poesie struggenti, nutrono tutta la mia fame d’elegia e, ahimé, la mia compiaciuta malattia…sono molto belle, donato, grazie.
un saluto,
r
Elegia. Sì, Renata, hai ragione. Grazie a tutti per gli elogi e per le annotazioni. Devo aggiungere che non mi dispiacerebbero osservazioni critiche anche molto pungenti.
Cari saluti.
Volevo comprarti le ciliegie,
sorprenderti.
che bello semplice elementare colpire al cuore
c.
Si bello, semplice, elementare, ma poi non l’ha fatto perchè? Perchè non facciamo mai le cose semplici , più elementari, perchè? Inseguire la semplicità forse questo è il messaggio della poesia?
Inseguire la semplicità?…Indubbiamente. Però, come si sa, è difficile a farsi. “Spesso mancava una tessera del puzzle”!…Grazie, comunque, per queste vostre osservazioni. Sono preziose.