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da qui
E’ una delle canzoni più dolci che ricordo, il Natale di Francesco De Gregori. Rendeva bene il sentimento indefinibile, tra il malinconico e il complice, che regnava in quegli anni irripetibili. Ci si sentiva uno, senza sapere perché, e senza chiederselo. Fraternità casereccia, che riconciliava con il mondo. Le falle nel presente e nel futuro si scongiuravano presto, come il gelo vinto dalla tombola e il vino, dall’appuntamento col fuoco su una spiaggia piena di colori. Proprio come oggi.

“Caro Gesù,
che tristezza pensare che i passi sulle scale non sono i tuoi e che la pietà e la misericordia umana si siano fermate due piani più giù. io non sono buona, men che mai a Natale e non mi piace il buonismo ma questa “Stella cometa” spero che arrivi ad illuminare le menti di chi ha dimenticato la propria umanità.
Scrivimi allora, scrivimi e raccontami le tue giornate però fa presto torna qui, c’è tanto bisogno di te!
un bacio
Stella”
“Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35)
“Tratterete lo straniero che risiede fra voi come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso” (Levitico 19,33-34)
“Amate lo straniero perché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto” (Deuteronomio 10,19)
“Non dimenticate l’ospitalità, perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli” (Lettera agli Ebrei 13,2)
E’ il Natale del Re degli ultimi, dei dimenticati, dei rifiutati, se si dimentica questo non c’è Natale ma solo un vuoto di senso.
un abbraccio sconsolato, fabry
f&r
Mancanza di empatia e un po’ di sadismo: ecco la ricetta per quello che sarebbe un autogoal perfetto, se non fossimo troppo distratti e confusi per rendercene conto e reagire.
Per di più, quello adombrato non è un “bianco Natale” ma un “Natale bianco”. In “L’ultimo aprile bianco” trent’anni fa Giuseppe Conte lanciò una profezia laica che si sta avverando: nell’indifferenza di quanti, in un gioco delle tre carte protratto fino all’ultimo, non desistono dal mostrarsi forti con i deboli e deboli con i forti.
Un saluto, con più rabbia del solito,
Roberto
questa cosa della lega che si impadronisce ideologicamente del cristianesimo a suo uso e consumo mi fa inc…… non so quanto. domenica raccoglievano firme per rimettere il crocefisso nelle aule. normalmente sono dei mangiapreti, detto per inciso, ma che si facciano portabandiera di un dio che è di tutti e non si fermino davanti a niente per raggiungere i loro scopi miserabili, questo proprio non lo tollero. possiamo lanciare un black christmas, un coloured christmas?
“Il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana e della nostra identità”.
Peccato che la Chiesa si autodefinisca “cattolica”, ossia “universale” (katholikòs) e che Cristo abbia detto “andate e predicate il Vangelo A TUTTE LE GENTI”.
Ma pretendere che un leghista sappia il greco è davvero troppo. Pretendere che sappia il Vangelo,pure.
grazie amici.
se non ci si ribella a questo, si firma il (proprio) certificato di decesso.
un abbraccio
fabry
Caro Fabrizio,
grazie per aver postato questo. Una delle fortune che riconosco alla mia vita è quella di aver conosciuto lo spirito che tu descrivi con le tue parole e con FDG.
Purtroppo la nullificazione che avanza genera anche demenze come quella avanzata dal tristissimo articolo che riferisci.
Mi piace immaginare che una “normalità” sia ancora largamente diffusa, nonostante tutto. E che di fronte a queste manifestazioni di cecità (alla Saramago) esiste tanta gente umile e semplice, che non ha voce, che ancora porta nel cuore, in modo indelebile, la fedeltà a una disponibiltà, ad una accoglienza. Che precede anche ogni discorso di fede.
E questo è, secondo me, il vero miracolo.
F.
bello sentirsi in sintonia, Fab.
grazie e speriamo che la normalità resista.
fabry
Hanno impoverito il natale rendendolo costosissimo: regali, regali,cenoni,viaggi, luminarie addobbi…Il tocco finale è questa spruzzata di razzismo,come neve artificiale.Vorrei tornare ai natali poveri della mia infanzia,al senso autentico della famiglia e del Cristianesimo:un pò di amore per tutti….
concordo Annamaria.
ma si può guardare anche avanti, rinnovando nel senso dei valori in cui crediamo.
anzi, forse è meglio.