Chi sono

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ejXPcv9MS7s]

da qui

Cominciare dalla parte opposta, dall’innocenza del desiderio ancora vergine, perché il problema, lo sappiamo, è la struttura fatiscente dell’interesse personale, della paura di perdere, delle difese alzate appena è minacciato il proprio mondo. Partire dall’impulso alla vita, dall’energia che si sprigiona appena mollo la presa, quando finalmente il sogno mi dice chi sono e non chi vorrebbero che fossi.

11 pensieri su “Chi sono

  1. fides&ratio

    riuscire ancora a sognare…
    meno male che almeno i bambini ci riescono 🙂

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. claudia

    forse il tuo è un sogno che risponde al titolo del post
    “chi sono”:

    uno straordinario ottimista 🙂

    ti auguro che non uno, ma tutti i problemi si risolvano e presto!

    ciao!

    claudia

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  3. luigia sorrentino

    Caro Fabrizio,
    certo che il sogno risponde sempre alla stessa domanda: “chi sono”.
    Sono io, dunque… siamo noi, dunque…
    Grazie per la musica di fine d’anno…
    un sorriso
    Luigia

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  4. robertorossitesta

    Il discorso sarebbe lungo, ma può anche ridursi a questo:
    “paulo maiora/minora canamus”.
    Finalmente, grazie!
    Roberto

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  5. giuliana04

    “…e che possiamo diventare sempre più noi stessi..”
    chi sono?
    Dopo essermi strizzata il cervello penso che non sono niente. Sono un divenire perpetuo ,pronta ad accogliere, a separare, a congiungere, facendomi carico delle mie fragilità, accogliendo me stessa e gli altri.

    Il tuo sogno si avvererà, il fatto é che se i problemi sono mille lo devi sognare almeno 999 volte, …continua a sognare.
    Un saluto, Giuliana.

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  6. DonenicoLombardini

    parla per me Céline,

    “Si ha vergogna di non essere più ricchi di cuore e di tutto ed anche di aver giudicato, nonostante tutto, l’umanità più bassa di quanto lo sia veramente. Soffrivo, veramente, per una volta, per tutti, per me, per lei, per tutti gli uomini. È forse questo che si cerca nel percorso della vita, niente altro che questo, la più grande sofferenza possibile per diventare se stessi prima di morire”

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