[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ejXPcv9MS7s]
da qui
Cominciare dalla parte opposta, dall’innocenza del desiderio ancora vergine, perché il problema, lo sappiamo, è la struttura fatiscente dell’interesse personale, della paura di perdere, delle difese alzate appena è minacciato il proprio mondo. Partire dall’impulso alla vita, dall’energia che si sprigiona appena mollo la presa, quando finalmente il sogno mi dice chi sono e non chi vorrebbero che fossi.

questi diari sono adorabili…
io scriverei solo sui miei sogni
ma sarebbero tutti da moderare.
🙂
riuscire ancora a sognare…
meno male che almeno i bambini ci riescono 🙂
un abbraccio, fabry
f&r
grazie.
sogno spesso che uno dei mille problemi che mi assediano si risolve inaspettatamente.
chi me lo interpreta?
forse il tuo è un sogno che risponde al titolo del post
“chi sono”:
uno straordinario ottimista 🙂
ti auguro che non uno, ma tutti i problemi si risolvano e presto!
ciao!
claudia
Caro Fabrizio,
certo che il sogno risponde sempre alla stessa domanda: “chi sono”.
Sono io, dunque… siamo noi, dunque…
Grazie per la musica di fine d’anno…
un sorriso
Luigia
grazie a te, Luigia,
e che possiamo diventare sempre più noi stessi…
fabry
Il discorso sarebbe lungo, ma può anche ridursi a questo:
“paulo maiora/minora canamus”.
Finalmente, grazie!
Roberto
“…e che possiamo diventare sempre più noi stessi..”
chi sono?
Dopo essermi strizzata il cervello penso che non sono niente. Sono un divenire perpetuo ,pronta ad accogliere, a separare, a congiungere, facendomi carico delle mie fragilità, accogliendo me stessa e gli altri.
Il tuo sogno si avvererà, il fatto é che se i problemi sono mille lo devi sognare almeno 999 volte, …continua a sognare.
Un saluto, Giuliana.
parla per me Céline,
“Si ha vergogna di non essere più ricchi di cuore e di tutto ed anche di aver giudicato, nonostante tutto, l’umanità più bassa di quanto lo sia veramente. Soffrivo, veramente, per una volta, per tutti, per me, per lei, per tutti gli uomini. È forse questo che si cerca nel percorso della vita, niente altro che questo, la più grande sofferenza possibile per diventare se stessi prima di morire”
Caro don,
ti ho interpretato il sogno:
http://www.youtube.com/watch?v=6b3T9Ec1XII&feature=related
a proposito che numero porti? :-))
a tutti i bambini che sono sopravvissuti e a quelli che ci sono e verranno ma la vogliamo smettere di psicanalizzare tutto, razionalizzare? ognuno è quel che è ed è bello perchè non ce n’è al mondo uno uguale:-)
grazie a voi.
per crescere bisogna soffrire.
ma sottoscrivo la massima citata da Roberto.