Ogni giorno è il 25 aprile


A Pecorara, comune della provincia di Piacenza, luogo simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha cancellato Piazza 25 aprile. Un affronto a quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà, alla Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza, all’Italia tutta, che su queste radici ha costruito la democrazia. Un affronto che non ha assunto il dovuto rilievo nazionale, fatto che denunciamo con forza: è in corso un attacco senza precedenti ai valori e ai principi che fondano la nostra convivenza civile, la nostra Repubblica.
Chiudere gli occhi è irresponsabile.

L’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia, nel richiamare tutti i democratici ad associarsi alla sua denuncia e a mobilitarsi con opportune iniziative, chiede l’immediata revoca di questo vergognoso provvedimento.

Anpi – Comitato Nazionale
Anpi – Comitato Provinciale di Piacenza
Appello dell’Anpi
Reset Italia

9 pensieri su “Ogni giorno è il 25 aprile

  1. robertorossitesta

    E’ giusto, bisogna sostituire il 25 aprile con il 29 settembre.
    Povera Patria…
    Ciao,
    Roberto

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  2. Roberto Plevano

    Scopro che Piazza 25 aprile a Pecorara è stata intitolata a Jacopo da Pecorara, vescovo guelfo del XIII secolo, come a sostituire le divisioni di oggi con quelle di ieri.

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  3. Flora Restivo

    Ancora, caro Gianni, ti meravigli di qualcosa? Per mio conto provo una vergogna illimitata, ma so che a nulla potrà servire la mia indignazione, l’imbarazzo che provo a sentire certe farneticazioni, assistere a vergognose sceneggiate, tentare una debole resistenza.
    Il muro si è alzato e l’arroganza, con il suo indotto nauseabondo ci si è asserragliata dentro.
    Grazie a tutti quei bravi italiani che hanno permesso che ciò avvenisse…
    A piangere saremo tutti.
    Un carissimo saluto.

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  4. Ennio Abate

    Sarebbe da leggere tutta la ballata, ma qui ne ho copiato in fretta solo un brano.
    Un caro saluto

    DA “PARTIGIANA NUDA”
    di Egidio Meneghetti
    (Cierre Edizioni 2005)

    Partigiana
    te mori con mi:
    me insenocio
    davanti de ti.)

    Ela l’è magra, tuta quanta oci,
    coi labri streti sensa più color,
    ela l’è drita anca se i zenoci
    tremàr la sente e sbatociarghe ‘l cor.

    – «O partigiana
    se parlerai
    subito a casa
    tu tornerai»
    – «Son operaia
    sior capitàn
    e no so gnente
    dei partigiàm

    – «O partigiana
    se tacerai
    per la Germania
    tu partirai»

    – «Son operaia
    sior capitàn
    e no so gnente
    dei partigiàn»

    – «O partigiana
    te spogliarò
    e nuda cruda
    te frustarò»

    – «EI fassa pura
    quel che ghe par,
    son partigiana
    no voi parlàr»

    (Partigiana
    te si la me mama,
    Partigiana
    te si me sorela,
    Partigiana
    te mori con mi:
    me insenocio
    davanti de ti.)

    * Nota
    La disposizione grafica dei versi è un po’ diversa, ma non la so rendere in XHTML

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  5. Giovanni Nuscis

    Ringrazio e saluto tutti, compreso Francesco Marotta nel cui blog Rebstein ho trovato ieri questa notizia, che subito ho postato anche qui.
    Difficile non pensare ai 55.000.000 di morti della seconda guerra mondiale, compresi gli ebrei dell’olocausto e chi ha lottato contro le forze di occupazione. Ma gli eroi e i martiri sono altri, anche in questi giorni, e chi non vede continuerà a non vedere.
    Giovanni

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  6. mariapia

    Non si sa se preferire saperle poi non fare nulla, o non saperle affatto: che la rimozione omicida faccia bene al fegato di poveri folli, è cosa abituale, ora occorrerebbe andare a trovare il sindaco e offrirgli un caffé, però..per esempio a nome dei morti o degli sterminati a nome di noi figlie, un caffé della vergogna, però credete per me che già vivo a milano, Aiuto, ossigeniamo l’ambiente terra!
    MPQuintavalla

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  7. riccardo paradoz

    Piacenza è da circa 20 anni una città razzista e tristemente nota per aver ospitato gruppi nazisti , e naziskin .Le colpe ovviamente sono della città che ha seppellito il suo glorioso passato nel provincialismo e nella più gretta omologazione.

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