“A PIRRA” di Quinto Orazio Flacco. Adattamento in dialetto siciliano di Marco Scalabrino

Cui è, Pirra, lu picciottu
chi nna un lettu di pampini di rosa
t’abbrazza a l’ummira frisca di la grutta?
Pi cui allisci, cu la to liena grazia,

li biunni toi capiddi? Ah, quantu voti,
traduta la fidi, cuntraria la sorti,
avi a chianciri mischinu
e maravigghiarisi di li furturati niuri

cui godi astura di la to biddizza,
cui ti cridi divota sempri e giniali
e, sincirazzu, nun sapi l’aria
prestu comu cancia. Amari chiddi

chi tu latina abbagghi e nun ti sannu!
Ju prennu mi la scampai
e ci fici votu di li mei robbi
a lu diu putenti di lu mari.

*

Quis multa gracilis te puer in rosa / perfusus liquidis urget odoribus /
grato, Pyrrha, sub antro? / cui flavam religas comam /
simplex munditiis? heu quotiens fidem /
mutatosque deos flebit et aspera / nigris aequora ventis /
emirabitur insolens, / qui nunc te fruitur credulus aurea, /
qui semper vacuam, semper amabilem / sperat, nescius aurae /
fallacis. miseri, quibus / intemptata nites: me tabula sacer /
votiva paries indicat uvida / suspendisse potenti / vestimenta maris deo.

*

Chi è, Pirra, il giovane sottile / che ti stringe, umido di profumi, /
sul letto di rose della tua grotta? / per chi con grazia misurata annodi /
i tuoi capelli biondi? Quanto dovrà / lamentare
la tua infedeltà, l’avversità / degli dei e osservare stupito le acque /
agitate da un vento oscuro, / se ora senza sospetto ti gode dorata /
e sempre libera ti spera, degna d’amore, / ignaro dell’inganno
che respira. / Sventura a chi risplendi sconosciuta. /
Per me su una parete sacra / la tavola votiva testimonia /
che al dio potente del mare / le vesti bagnate ho consegnato.

(Trad. Mario Ramous)

11 pensieri su ““A PIRRA” di Quinto Orazio Flacco. Adattamento in dialetto siciliano di Marco Scalabrino

  1. marco scalabrino

    Ringrazio Gianni Nuscis e LPELS per la pubblicazione. Un cordiale saluto, Marco Scalabrino.

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  2. Anna Maria

    Da recitare a voce alta, questa vivace trasposizione in siciliano. Ringrazio l’autore, Marco Scalabrino, e Giovanni per aver pubblicato la sua musicale lettura dei versi di Orazio su LPELS.

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  3. marco scalabrino

    Ringrazio per il cortese commento Anna Maria, alla quale, se gradita e se mi comunica il suo indirizzo, avrò piacere di inviare una mia pubblicazione. Cordiali saluti, Marco Scalabrino. [email protected]

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  4. Manuel Cohen

    un esercizio di traduzione che va oltre la traduzione. molto bello, complimenti a Marco Scalabrino e a Gianni Nuscis per il (solito) buon fiuto.

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  5. marco scalabrino

    Caro Manuel, mille grazie sempre per la tua graditissima attenzione. Quanto a Gianni, la mia ormai pluriennale riconoscenza unitamente alla mia assoluta stima. A entrambi un abbraccio, Marco Scalabrino

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  6. sergio pasquandrea

    Purtroppo, non essendo siciliano, mi perdo sicuramente molte sfumature di questa traduzione, ma posso dire che mi piace molto il tono generale, che mi pare renda bene quell’intonazione così tipica di Orazio, sospesa in bilico tra saggezza, malinconia e ironia.
    Mi piacerebbe cogliere meglio il significato di certi termini, come “astura”, “giniali”, “sincirazzu”, o “latina”.
    Complimenti comunque al traduttore.

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  7. marco scalabrino

    Gentile Sergio Pasquandrea, i miei sentiti ringraziamenti per l’attenzione dedicata al mio lavoro e per il generoso commento. Sono ben lieto di chiarirle l’accezione dei termini ai quali lei fa cenno: astura, in questo momento, giniali, amabile, sincirazzu, ingenuo, latina, disinvolta. Avrò piacere, se gradita e se mi comunica il suo indirizzo, di inviarle una mia pubblicazione. Cordiali saluti, Marco Scalabrino. [email protected]

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  8. Giovanni Nuscis

    Ringrazio Marco per questo suo contributo, e Anna Maria, Manuel e Sergio. Il testo oraziano è splendido, e bella mi sembra la traduzione nella lingua siciliana, per originalità evocativa di suoni e significati.
    Un caro saluto.
    Giovanni

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  9. flora restivo

    La passione per i classici greci e latini, è una costante di Marco e di altri illustri poeti. Questa non la conoscevo, ma sono avvezza alle sorprese di Marco!
    Come sempre, le sue non sono pedisseque traduzioni, ma lasciano ampio spazio all’interpretazione, rispettando in pieno lo spirito dell’opera in oggetto.
    Capisco come alcuni termini possano colpire l fantasia di chi non è siciliano, ma posso tranquillamente azzardare che anche parecchi siciliani le ignorino, ahimè!
    Grazie a Marco e Gianni, un saluto a tutti e,in particolare a Manuel.
    Flora Restivo.

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  10. marco scalabrino

    Ringrazio Flora Restivo per la sua affettuosa testimonianza. Cordiali saluti, Marco Scalabrino.

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  11. Antonello

    Me l’ha trovata un allievo. Sono piemontese e faccio fatica a leggere il siciliano ma la faccio leggere in classe domani… dopo il compito!!

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