Almeno da morti

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da qui

Di torti ce ne hanno fatti tanti, e ce ne faranno ancora. Anzi, me ne faranno, perché lui ormai non c’è più. Prima non comprendevo come ogni iniziativa potesse essere messa in discussione o ostacolata. Preparava tutto con cura, con amore, in ogni minimo dettaglio, e c’era sempre chi vedeva il lato negativo, l’intenzione nascosta. Oggi mi meraviglio ancora, ma ho una strana sensazione: è come se il fardello, da portare intero sulle spalle, mi pesasse meno. Forse perché, prima, c’era il pensiero della sua salute, ogni timore veniva amplificato dalla glicemia che cresceva, dal mal di testa che esplodeva all’improvviso, dalla tosse violenta, e scrutavo ogni tratto del volto per indovinare con anticipo mali e rimedi. Oggi dovrei scrutare me, comprendere cosa mi succede, procedere alle analisi che mi hanno prenotato chissà dove e chissà quando; la verità è che ho cessato di interrogarmi sul futuro; non ho paura di nulla e mi è rimasta un’unica ossessione: essere sepolto accanto a lui, dovunque sia, al Verano o nella nostra chiesa, se qualcuno si degnerà, un bel giorno, di concederci il trasferimento. Che almeno da morti ci lascino tranquilli, la smettano di aprire stazioni sempre nuove sulla via della croce.

8 pensieri su “Almeno da morti

  1. f&r

    anche se non t’interroghi sul futuro magari sarebbe bene farle quelle analisi 🙂

    (come sarebbe bene che ti lasciassero un po’ di quiete anche da vivo )

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Marco Sini

    Caro don Fabrizio, mi spiace molto per questo tuo stato d’animo rassegnato di fronte agli attacchi, prevalentemente, (suppongo) di persone che non vivono un vero cammino di fede in Cristo. Ovviamente, puoi contare sulla mia piena e totale solidarietà e vicinanza, e sono convinto che molto si possa ancora fare nel bene, senza lasciarsi condizionare da individui che, evidentemente, non hanno conosciuto davvero l’amore di Dio, o (cosa che sarebbe molto più grave) che l’hanno rifiutato.
    Non smettiamo mai di confidare nell’onnipotenza dell’amore di Cristo, anche se è umano e fisiologico che vi siano (in tutti, me compreso) momenti in cui ti verrebbe voglia di fuggire lontano, ma ben più distante di Samarcanda.
    Un grande abbraccio nel Signore
    Marco

    Rispondi
  3. Marco Sini

    Ringrazio Dio, caro don Fabrizio, perché non ci fa mancare persone sincere e sante, come te.
    Un grande abbraccio
    Marco

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  4. Iannozzi Giuseppe

    Padre, mi perdoni, ho peccato.

    Perdonarti? Senti figliolo, solo Dio perdona.

    E Dio dove lo posso trovare se non qui in Chiesa?

    Figliolo, ti sbagli di grosso: se c’è un posto che Dio non frequenta è proprio la Chiesa.

    E perché mai?

    Che vuoi che ne sappia! Mania da VIP.

    Ma Lei se la sarà fatta un’idea…

    Circolano certe voci… pare che abbia detto che questo è un postaccio… che le panche di legno gli fanno male al sedere… alle emorroidi e alla prostrata… Cose di questo genere.
    In fondo bisogno capirlo, ha la sua bell’età…

    Sì, ma non è questo il modo di comportarsi… uno lo adora per tutta la vita nei secoli dei secoli e quello bello bello un giorno si sveglia con la luna storta e lascia baracca e burattini al loro destino. Son cose che non si fanno…

    Comunque c’è Lei, Don…

    Se Dio è morto e Marx pure, come dite voi dannati comunisti, anche il parroco è morto.

    Oddio, il morto che parla…!!!

    Senti, figliolo, non fare lo spiritoso…

    Ma quale spirito e spirito… Mi dice che Dio è morto, che per lui la Chiesa è un postaccio, che non mi confessa…

    Figliolo, siamo sempre nella casa di Dio…

    Ma quale casa e casa… Lei è morto, Dio è morto, Marx è morto, non c’è un cane qui e lei mi viene a dire… ma mi faccia il piacere! Qui tempo due giorni e si riempie come un uovo di puttane protettori e spacciatori che è una bellezza… altro che ostie della Madonna…

    Figliolo, non mi far perdere la pazienza.

    La fede?

    Esatto. …quando ti applichi capisci bene, bravo.

    Amen. Ho capito. Sloggio.

    Ricordati di lasciare l’elemosina prima di lasciare questo luogo sacro.

    Cosa???

    La mancia.

    Senta Don, lei ha forse raccolto la mia confessione? No.

    E che c’entra? L’elemosina si lascia sempre in ogni caso.

    Lei mente sapendo di mentire. Se in Chiesa Dio non ci sta, a chi diavolo la dovrei lasciare l’elemosina?

    Tu, figliolo, mi stai facendo veramente incazzare…

    Pure i morti s’incazzano mo’. Non mi faccia ridere, Don.

    Io sono buono e caro, ma se c’è una cosa che non tollero è l’avarizia. Non la tollero, per niente. Quando vedo uno spilorcio mi vien voglia di torcergli il collo…

    Don, io il pizzo a Lei non lo pago. Lei non m’ha confessato… Dio è latitante, poco ma sicuro in qualche postribolo a sbattersi come un dannato… e io dovrei pagare a Lei il pizzo? Ma siamo pazzi o cosa?

    Avanti, spara.

    Don, ne è sicuro?

    Sicuro come la morte. Non volevi che ti confessassi? Confessati. Spara. Forza! Basta che fai in fretta… e poi l’obolo…

    Dunque Don, è che a me i preti non mi sono mai andati giù, mi sono sempre stati sullo stomaco…

    La confessione!!!

    E’ questa la confessione, Don.

    Bene. Non è proprio quello che… lasciamo perdere… ego te absolvo…

    Non ho ancora finito.

    No???

    No. Don, quante avemarie dovrebbe dire un assassino?

    Be’, così su due piedi non saprei… Un assassino incallito o un assassino occasionale?

    Occasionale.

    Certo, ammazzare è peccato.

    Quindi???

    Diciamo 20 avemarie, un paternostro… e una donazione alla Santa Madre Chiesa in una misura non inferiore ai 50 Euri, tondi tondi… 50 perché siamo in periodo di crisi e anche i fedeli se la passano male, ma la Chiesa sempre di più…

    Più male dei fedeli?

    Certo, Figliolo.

    50 Euri non sono pochi di questi tempi.

    E’ il minimo.

    Se lo dice Lei che è morto, ci credo… Bang, bang, bang… !!!

    😉

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  5. Titti

    “qualcuno si degnerà, un bel giorno, di concederci il trasferimento”.

    Ah, gli scontri con la burocrazia!
    Attendiamo con fiducia (Domma sbloccherà la situazione!)
    Titti

    da “Il giornale di Ostia” del 01/04/2010: DOMMA ATTENDE ANCORA IL “SUO POSTO A CASA”

    Qualche ritardo per l’avvio dei lavori della cripta per Domma, don Mario Torregrossa, figura storica della parrocchia di San carlo da Sezze di via di Macchia Saponara ad Acilia, fondatore del Centro Madonna di Loreto, rimasto vittima di un attentatore che gli diede fuoco nella sua chiesa al quale sopravvisse, deceduto poi il 30 dicembre del 2008. Il progetto presentato, un lavoro preliminare realizzato dall’architetto Annalisa Ciarcelluti, è stato un attimo bloccato per renderlo un po’ più semplice. La commissione doveva infatti valutare l’elaborato e dare parere dopo il 15 gennaio scorso, partorendone poi uno decisivo. per il resto i pareri ci sono tutti. Sia quello del V dipartimento del Comune di Roma, che quello della ASL Roma A che si occupa di tumulazioni privilegiate, manca solo il Vicariato. I fedeli e amici dello storico parroco Domma attendono quindi che la loro guida spirituale “torni a casa”, in quella San Carlo da Sezze che era stata il luogo cardine del suo lavoro dedito ai più deboli.

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