Di là

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=pItN99RkXog&feature=related]

da qui

All’inizio è il silenzio. Non sai bene quando partirà. Poi, all’improvviso, senti i violini e l’arpa. Non sai come nasca, una musica così. Forse perché sei triste e non hai più speranze in questa vita: ne cerchi un’altra, trasfigurata da un desiderio senza sbocco, un’utopia. L’arte è utopia, un mondo che appare sulla scena, senza preavviso; sorprende, affascina, trascina. Il paradosso è che ascoltando, leggendo, guardando, si comprende che è quello il mondo vero; fino ad allora avevi vissuto a occhi chiusi e anima spenta, soffocata da bisogni e paure primordiali. Una penna, un pennello, un violino, uno scalpello sono oggetti singolari: chiavi per aprire una porta, fare un passo dentro la realtà. E’ bello per noi stare qui, disse Simon Pietro; era entrato nella nube, uscito dal nulla, assaporando il gusto del definitivo, come lo chiama il quarto evangelista. La vita eterna non esiste; esiste la vita, quella vera. La tocchi, la vedi, sei segnato per sempre. Non puoi tornare indietro né adattarti ancora allo stridore del niente. All’inizio è il silenzio. Non so in che momento l’arpa e i violini  partiranno, ma sono già di là. E’ inutile chiamarmi.

17 pensieri su “Di là

  1. donmo

    a me fa lo stesso effetto la musica di Bach, ma il fine è il medesimo: essere trasportati in un altrove, anche se per poco, ma è come una piccola eternità, perchè non sai quando avrà fine

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  2. Deborah

    “esiste la vita, quella vera. La tocchi, la vedi, sei segnato per sempre. Non puoi tornare indietro né adattarti ancora allo stridore del niente.”…questa è la malinconia dei Santi…questa è la stigmate di coloro che incontrano Cristo! Eppure Cristo ha scelto di spogliarsi di tutto per Amore di questa “pesante” umanità… ed è venuto ad abitare in noi, in un guazzabuglio di note senza senso, per dire una parola… “Effatà! Apriti!”… ecco il silenzio e poi la scoperta: “Mio Signore e mio Dio!… “all’inizio è il silenzio. Non so in che momento l’arpa e i violini partiranno, ma sono già di là. E’ inutile chiamarmi”…perchè non appartengo più al mondo…il Cielo si è nascosto in me! “Cercati in me…cercaMi in te” (Teresa d’Avila)
    “O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi completamente, per fissarmi in Te, immobile e tranquilla, come se la mia anima fosse già nell’eternità….O miei Tre, mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo, mi abbandono a Voi come una preda. Seppellitevi in me perché io mi seppellisca in Voi, in attesa, di venire a contemplare, nella vostra luce l’abisso delle vostre grandezze.”(Elisabetta della Trinità)

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  3. Rashide

    Si esite la vita , quella vera , sta a Letonia (AMATCIEMS). La tochi , la vedi…..sempre che tu lo vuoi veramente.
    Vi invito a tutti sempre con la speranza di farcela “Di Là”
    Un abbraccio forte.
    Rashide.

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  4. f&r

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=TKjjxXIwcOY&feature=related]

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=X97mXSwDBnQ&feature=related]

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=vQpMnJSZfII&feature=related]

    di là…

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  5. Marco Sini

    Indubbiamente, caro don Fabrizio, la musica e l’arte in genere (in modo particolare se illuminate da una fede consapevole), donano questo senso di trascendenza. Ma – in me – unicamente la lettura della Bibbia (insieme all’Eucaristia) dona quella forte ispirazione, per sentirmi già “di là”, per credere con tutto il cuore e la mente in una vita di vera gioia e pace, nell’eternità di Dio.
    Un abbraccio nel Signore
    Marco

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  6. Michele Ortore

    Leggo nella biografia di Mahler che impedì a sua moglie Alma di continuare nella pratica della composizione musicale, cui lei era dedita…qualcuno sa il perché? Mi sembra una notizia particolarmente interessante…

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  7. Titti

    Rashide,
    grazie dell’invito: vengo con te ad Amatciems!
    Mi sono documentata: è a 80 km dalla capitale Riga ed è frutto del lavoro di un GENIUS “ECO” MR. Aivars Zvirbulis.

    http://www.youtube.com/watch?v=pWLckBtN0Ig

    Dopo questo viaggio virtuale, sai che ti dico…prenota subito per la tua festa di compleanno!!!
    AUGURI,
    Titti

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  8. Anonimo

    Forse anche Mahler fu vittima del proprio orgoglio da non riuscire ad accettare il talento della moglie?

    Un tempo come oggi per l’uomo-macho non e’ concepibile il fatto che la propria compagna abbia sul lavoro una posizione/retribuzione migliore (poco importa che si lavora x il bene comune della propria famiglia…perche’ poi spesso i conti in banca sono separati!)
    Ma ancor più raccapricciante e’ il fatto che spesso gli uomini sono invidiosi anche delle capacita’ di relazionarsi che le proprie compagne dimostrano di avere con le altre persone.
    Quando a fare cio’ sono le donne nei confronti dei propri mariti, invece, e’ pura gelosia e possessivita’.
    Quindi stesso comportamento negativo, ma generato da sentimenti diversi dovuti pero’ entrambi a insicurezza e frustrazione.
    Questo il mio umile, anonimo pensiero.

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  9. Titti

    Vengo in aiuto dell’Anonimo, postando il risultato di una veloce ricerca fatta su Wikipedia:

    Mahler sposò Alma Schindler, di vent’anni più giovane.
    Alma era musicista e compositrice, tuttavia il marito le proibì di continuare a cimentarsi con la composizione, anche se appartengono alla mano di Alma delle copie manoscritte di alcune partiture di Gustav.
    Nel 1910 Mahler, colpito dalla scoperta del tradimento della moglie, fu consigliato di rivolgersi a Sigmund Freud, il quale lo incontrò una sola volta e quindi poté dargli solo alcuni consigli; i biografi (Quirino Principe e altri) riferiscono di un lungo colloquio di tre, quattro ore. Freud tempo dopo, ricordando l’episodio dichiarò: «Ebbi la possibilità di ammirare le capacità di penetrazione psicologica di quell’uomo di genio. Nessuna luce illuminò ad un certo punto i sintomi della sua nevrosi ossessiva. Era come scavare con un bastoncino in un edificio misterioso”.

    MA ADESSO LA DOMANDA SORGE SPONTANEA: lo sfogo creativo che Mahler vietò alla moglie, sfociò nel tradimento per ribellione da parte della donna?
    Mi sembra inutile scomodare Freud 😉

    GIA’ CHE C’ERO HO PRESO ANCHE INFORMAZIONI SULLA MUSICA PROPOSTA DA FABRIZIO:
    La Quinta sinfonia, in do diesis minore è del 1903. È anche l’unica sinfonia su cui Mahler tornerà più volte fino alla fine della sua vita, perché non era mai del tutto soddisfatto della strumentazione.
    Consta di cinque movimenti, divisi in tre parti.
    La prima parte è costituita dai primi due movimenti, fra loro tematicamente legati. Il primo è una MARCIA FUNEBRE in cui compare di nuovo in modo prepotente il gusto sardonico di Mahler (con una rielaborazione ironica del tema del destino della Quinta sinfonia di Beethoven; il secondo movimento, in forma sonata e in la minore, è in un tempo agitato e verso la fine presenta un luminoso tema in modo maggiore che tornerà nel finale della Sinfonia. La seconda parte è costituita per intero da un vastissimo Scherzo in re maggiore. L’ultima parte della Sinfonia si apre con il famoso Adagietto, in fa maggiore, forse la pagina più nota di Mahler, utilizzato poi da Luchino Visconti per la colonna sonora del film MORTE A VENEZIA: 103 battute affidate solo agli archi e ad un’arpa.
    La sinfonia si conclude poi con un Allegro che riprende uno dei temi principali dell’Adagietto, eseguendolo in maniera molto più frenetica

    E MENO MALE CHE TERMINA CON UN Allegro, DOPO LA marcia funebre e “La morte a Venezia”… 😉
    Tutti tormentati gli artisti!
    Titti

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  10. Achille Maccapani

    Chiedo scusa se mi sono eclissato per qualche giorno, ma i doveri familiari incombono. Ad ogni modo, il rapporto tra Gustav e Alma è sempre stato alquanto controverso, sia per la forte differenza di età tra entrambi i coniugi sia soprattutto per il forte desiderio di libertà espressiva che nutriva dentro di sé Alma Schindler, la quale non accettava certo l’idea di fare il semplice angelo del focolare. Molti dettagli sono rinvenibili al riguardo nella splendida e oceanica biografia di Henry Louis De La Grange oppure in quella di Quirino Principe. Mi limito solo a rilevare che tutta la struttura della Decima Sinfonia (ricostruita e affermatasi nelle sale da concerto solo dopo la morte di Alma) risente proprio dei fortissimi conflitti in seno alla coppia, come risulta anche da specifici riferimenti nella partitura autografa di Mahler. Peraltro questi conflitti, già emergenti pure nella Settima e nella Nona (ma, direi,anche nella Sesta) sinfonia, esplodono in tutta la loro virulenza proprio nella Decima, dove il confine tra l’utilizzo estremo della tonalità e l’introduzione rivolta verso le dissonanze e la fine di ogni armonia è sempre più valicato, non tanto in termini teorici, quanto sotto il profilo del disagio esistenziale espresso nel modo più esplicito possibile.
    Se volete, potremmo andare avanti…

    Rispondi
  11. Achille Maccapani

    Che il linguaggio musicale, soprattutto quello puramente strumentale, possa prestarsi quale strumento espressivo di sé, dei propri drammi, dei propri conflitti, e delle dinamiche interne alla propria vita, già si era notato in modo evidente nelle sinfonie di Anton Bruckner, specialmente nelle ultime tre, e in particolare nella nona, rimasta incompiuta (solo i primi tre movimenti erano stati completati nell’orchestrazione, esistono vari frammenti del finale mai terminato).
    Nelle sinfonie di Mahler, tutto questo è amplificato, sviluppato, ed esplode in modo esponenziale, al punto tale da non essere affatto compreso dai contemporanei, fatta naturalmente eccezione per pochi direttori a lui vicini come Bruno Walter. Eppure la modernità e, paradossalmente, la contemporaneità di Mahler divenuto familiare agli statunitensi, alle prese con i drammi del Vietnam, delle vicende kennedyane, dello scontro con Cuba, negli anni degli Young People Concerts, assunse una valenza talmente forte da trasformare quelle musiche, quelle sinfonie ciclopiche, pazze, complesse e di difficile assorbimento, in veri e propri soundtracks alternativi di un’epoca che storicamente associamo a Hendrix, ai Cream, agli Stones, ai Monkees, quando in realta’, grazie all’azione divulgativa (e non solo)di Leonard Bernstein sul podio della New York Philharmonic – autori della prima integrale discografica mahleriana per la Columbia records -.
    Così, quando nella cattedrale di St. Patrick a New York, l’8 giugno 1968 venne celebrata la messa funebre con rito cattolico per Robert Kennedy, assassinato tre giorni prima in piena campagna elettorale, l’intera sezione archi della New York Philharmonic, diretta da un quantomai commosso Bernstein, salutò per l’ultima volta il canddato sicuro vincitore delle presidenziali Usa proprio con l’adagio dalla quinta sinfonia di Gustav Mahler. Tre anni prima che Luchino Visconti se ne servisse per il film “Morte a Venezia”…

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  12. Rashide

    Grazie Titti, mi sa che sono arrivata tardi, forze per il tuo compleanno.
    Molto interessante la vita di questo genio,
    Vai avanti per favore Achille.

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  13. Anonimo

    La morale del post?
    E’ inutile suonare qui non vi aprira’ nessuno: il mondo lo abbiamo chiuso fuori con il suo casino! 🙂
    della serie ” quanno ce vo’, ce vo’ 😉 “

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