Lei, poveretta, c’entra poco: fu Atena ad arrabbiarsi, al punto da trasformarla in un orribile mostro capace di trasformare in pietra chiunque la guardasse. Un simbolo attuale e variamente utilizzabile. Si potrebbe interpretare, per esempio, nel senso che la gente in preda al raptus sia trasformata da una forza che sfugge al controllo abituale. Giustificabile, dunque, in quanto la responsabile sarebbe Atena, o Satan, o Seth, a seconda di gusti, culture e prospettive. Il risultato è inquietante in ogni caso: per la fanciulla, che perde la sua bellezza leggendaria; per lo sventurato, colto dal suo sguardo da cui non trova scampo. L’idea geniale è quella dello specchio: il nodo non si scioglie mai direttamente; occorre una sapienza duttile, attiva in dinamiche complesse e articolate: mi viene in mente l’I Ching, le tre monete, i responsi collegati a ogni livello; ma anche lo Spirito settuplice, sottilissimo avvocato delle cause impossibili. Attraverso lo specchio di una conoscenza più profonda, in grado di cogliere il fondo delle cose, nemmeno la medusa può distruggere; e saranno finalmente liberi Pegaso e Crisaore.


lo specchio mi fa venire in mente la visione del mondo al contrario: lì la destra è sinistra e questa destra.
forse, a volte, solo al contrario si riescono a comprendere le cose
un abbraccio, fabry
f&r
come diceva Calvino…
grazie!