Un’occhiata casuale nello specchio: di chi sarà quel volto così bello? Per la prima volta s’innamora, dopo aver respinto con disprezzo qualsiasi pretendente. Nessuno è alla sua altezza, la perfezione è irraggiungibile, niente difetti, solo pregi superbi da non corrompere col volgo. Ma ora quel volto, quell’immagine: Narciso è immobile, non può staccarsi dal fascino violento del richiamo. Sente di non vivere più, se non giunge a possedere l’oggetto dei suoi sogni. La vita si consuma pensando a sé, dimenticando il mondo; muore d’inedia, perché invece è per il mondo, per consegnarsi all’altro, non a un’immagine riflessa nello specchio; l’io si consegna all’io, marcisce nella sua prigione, ora per ora.


Quod petis, est nusquam; quod amas, avertere, perdes!
Ista repercussae, quam cernis, imaginis umbra est
Nessuno è alla sua altezza, la perfezione è irraggiungibile, niente difetti, solo pregi superbi da non corrompere col volgo
scusa fabry, non amo metterla sul personale ma sta volta tiro un sospiro di sollievo:
quello è un rischio che non corro grazie a Dio… almeno a qualcosa serve guardarsi nello specchio (anche metaforico) e trovarsi inguardabili :-)))
un abbraccio
ciao!
claudia
Ovidio è un evergreen. Meno ironica e più drammatica la versone del Novellino.
Oggi il Narciso non lo capisce più nessuno, dal momento che è identità di massa.
Senza Dio fermamente nel proprio cuore, ogni uomo è perennemente in pericolo, la deriva narcisistica ed idolatrica è sempre imminente – penso, soprattutto, alle parole di san Paolo in Romani 1,25. Unicamente in Cristo è la felicità che non illude.
Un abbraccio nel Signore
Marco
Io sono il mio solo dio e come tale mi adoro. E Dio, se mai c’è, state pur certi che fa la stessa cosa, è un’eternità che si guarda allo specchio. 😉
grazie davvero amici:
l’uomo, come sa ormai anche la filosofia, è essere in relazione: ha bisogno del volto dell’altro.
per questo una delle preghiere più importanti del Primo Testamento è: Mostraci il tuo volto.
ne parlerò al festival biblico.
un abbraccio
fabry
Caro Fabry, con queste tue “tessere” caravaggesche stai “costruendo” un altro libro, di quei tuoi libri che si fanno da soli, durante le veglie notturne, quando la parola , o meglio la scrittura, ha un tempo “andante”, il tempo del paradiso.
Su Caravaggio ho fatto una piccola monografia , di cui riporto l’inizio, che forse potrà essere utile a qualcuno.
Ciao, un abbraccio forte.
Augusto
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Caravaggio , la luce e l’ombra, e la forma delle tenebre che interrompe il rilievo dei corpi, Caravaggio e il dramma della realtà, Caravaggio e la sua storia della religione fatta di drammi brevi e risolutivi, di lampi spietati .
Caravaggio , la luce e l’ombra: la luce che rivela , fra gli strappi inconoscibili dell’ombra , uomini e santi impigliati in quel tragico scherzo che è il calcolo dell’ombra, il geometra dell’armonia che rifà la storia della pittura con brividi di luce, che si mette a studiare sui volti l’incidenza dell’ombra, nelle osterie e sulle vie di
Damasco, nelle bettole e nelle tende da campo, nelle strade malfamate e nelle cattedrali , nelle stradine piene di coltelli di piazza Navona e nei crocicchi e nei vicoli maleodoranti della Roma papale ; l’artista che s’incantò di fronte alla magia naturale delle cose, che si mise ad osservare la natura della luce e dell’ombra ,il gioco che fanno la luce e l’ombra, il pavimento inclinato, l’ombra sul muro, il nastro caduto , si mise a teorizzare il caso, l’incidente luminoso e farli diventare causa efficiente di una nuova pittura, di una nuova poesia, facendo tabula rasa del costume pittorico del tempo. “Non vi è vocazione di Matteo – scrive Roberto Longhi – senza che il raggio , assieme al Cristo, entri dalla porta socchiusa e ferisca quel turpe spettacolo dei giocatori d’azzardo”. E’ una descrizione di luce, è il primo fotogramma poetico della storia che cattura l’attimo di cronaca in tempo reale ed emerge dal quadro quasi come un rilievo , con un’evidenza memorabile, invariabile, monumentale.
Caravaggio- dice Jullian – inventa lo stil nuovo, un’armonia rara e sottile , una tecnica che si fa poesia, in cui dal nulla dello spazio nudo nascono esseri e cose, dall’informe emergono le forme ; dal contrasto e dall’incertezza del chiaroscuro si stagliano le figure monumentali con la pienezza di statue, ma vive e sofferenti. Come sofferta fu la sua breve esistenza, in particolare negli ultimi anni sempre in fuga.
Gentile Augusto, ha pensato ad una riedizione della sua monografia stavolta in combinata con questi “affreschi” di don Fabrizio? Nel post precedente gli e’ gia’ stato consigliato di pubblicarli e lui era in cerca di un esperto d’arte. Se lei lo e’, il gioco e’ fatto! Buona giornata.
Non ero al corrente del Festival Biblico (che si terrà a Vicenza dal 27 al 30 maggio 2010); anche se è improbabile che ci sarò, volentieri riporto, di seguito, il link al programma del Festival, ed alcune informazioni sull’evento:
http://www.festivalbiblico.it/contenuti/fb10_programma_web.pdf
Festival Biblico 2010
“L’ospitalità delle Scritture”
Edizione 2010: 4 giorni sul senso dell’ospitare
69 – CONFERENZA
Giovedì 27 maggio ore 20.30
Chiostro del Monastero delle Agostiniane – Via Pasini, 80
Ospitati dalla Parola – ”Ascoltatelo!”
con don Fabrizio Centofanti di Roma
in collegamento Skype: don Luigi Verdi
della Fraternità di Romena (AR)
Letture:
Morena Sandri di “Schio Teatro 80”
Interventi musicali:
Giuliano Cremasco ed Enrico Sola
Piccola correzione.
Il nostro Fabrizio terrà la sua lectio a
Schio (prov. Vicenza, circa 25 Km dal capoluogo)
Chiostro del Monastero delle Agostiniane
Via Pasini, 80
h. 20:30
Che bella notizia, don Fabrizio!
e’ stato contattato tramite il blog?
Immagino si mobilitera’ tutto il suo fans’ club!
In bocca al lupo, padre, ma che il successo non la trasformi in Narciso, visto che sa che fine farebbe…
Ci faccia sapere come andra’.
In effetti, avevo – per disattenzione – omesso di precisare la località dove si terrà la conferenza di don Fabrizio, ed è stato ovviamente bene precisarlo.
Caro amico Anonimo, da ciò che ho saputo intorno al 2004-2005, don Fabrizio era (e suppongo sia ancora) molto stimato da diverse persone della “famiglia paolina”, e credo sia questa la ragione per la quale ha ricevuto l’invito a tenere la conferenza.
Un abbraccio nel Signore
Marco
grazie Augusto, prezioso come sempre: magari infiliamo tutto nel prossimo Pret(re) à portér…
grazie, cari: la chiamata è arrivata da un amico di Roberto, Antonio Ranzolin.
sono curioso di vedere come va a finire.
un abbraccio!
fabry
Et voila’, abbiamo gia’ in tasca il seguito di un libro appena uscito! Che io sia diventato un profeta?
Don Fabrizio, sa se e’ possibile seguire il Festival Biblico e il suo intervento magari su Tv2000 oppure su Radio Vaticana? Come relatore la informeranno sicuramente. Se ce lo fa sapere, saremo in spirito la’ con lei, ma collegati ognuno dalla propria citta’.
A. A. Anonimo profetico
per ora non so nulla, amico, grazie.
se mai, ti faccio sapere!