Un’impresa metterle insieme tutte e sette: solo un genio potrebbe riuscirvi in maniera convincente, naturale, con il pezzo di cielo che cala dall’alto quasi con violenza, la Madonna e il bambino – lei premurosa/preoccupata, lui quasi sorridente – e gli angeli intrecciati a indicare la terra – luogo dove ogni storia si decide – e il regno da cui piove la luce delle membra, delle ali; il vicolo di Napoli dove tutto accade, i piedi del cadavere condotto a sepoltura, Cimone allattato in prigione dalla figlia Pero, san Martino che veste il povero e risana il malato, Sansone che beve a garganella dalla mascella d’asino, san Giacomo di Compostela, cui qualcuno offre un ricovero. Tutto in un punto, come se l’amore potesse esistere soltanto intero e non nella finzione del compartimento stagno, nella buona azione quotidiana incorniciata dall’odio distillato in porzioni d’ipocrisia politically correct. No, unicamente nel miscuglio terribile di terra e cielo, tenebra e luce, dramma e riscatto, si può trovare, anzi toccare, o addirittura stringere in un abbraccio quasi carnale Dio.


La domanda che penso sia fondamentale porsi è la seguente: in qual modo è possibile che questo mondo guarisca (citando il tuo post) “dall’odio distillato in porzioni d’ipocrisia politically correct”? Credo vi sia una sola Via che conduca ad una guarigione che non sia illusoria e precaria; il problema che riscontro è l’enorme difficoltà che quasi tutti sembrano incontrare nell’imboccarla, nonostante sia l’unica che doni vera gioia fin d’ora. È davvero un grande paradosso, preferire la sicurezza di una vita – sostanzialmente – cupa, alla gioia sconfinata che Dio dona a chiunque si apra a Lui con cuore sincero.
mi viene in mente la cipollina di Dostoevskij
un abbraccio, fabry
f&r
Terribilmente divino. Umano troppo umano.
una carnalità che tocca gli opposti confini, il varco tra il cielo e la terra, il sole che si dirama, centrale e potente, sul mondo..
questo è l’occhio di dio.
un dio quasi carnale che però conosce i suoi confini.
🙂
grazie amici.
sì, Grushenka docet.
Un Dio impuro (so, so)io, tornata da Fonte Avellana. Ah!
MPia
beata te, Maria Pia, un bellissimo posto!