Tempo fa, avevo scritto queste righe:
Parlerò bene di uno scrittore famoso. E’ un impresa titanica, in genere. Mandi messaggi e non rispondono; tocchi con mano il non essere come categoria esistenziale, non solo filosofica. Nulla di tutto questo, con ***.Ti accoglie, aiuta, consiglia. Mi chiedo se lo faccia con me, esclusivamente: sono un tipo speciale, mi dico, è giusto che mi trattino bene. Ma rinuncio alla versione narcisista. *** è gentile e disponibile a prescindere. Che gli scrittori famosi non siano tutti pessimi soggetti? Finché *** esiste, la letteratura non è una élite di snob insopportabili. Ciò mi costringe a rivedere le mie idee. Mi complica la vita, segnala sfumature impercettibili, insinua il dubbio, mi impone la fatica del pensiero.
***, fammi un favore: non rispondermi più, ignorami, lasciami il gusto acre della malevolenza.
Ora posso dire di chi si trattasse: anzi, lo documenta questo articolo, uscito sul Primo amore.
Grazie, di cuore.
Fabrizio


La copertina è bellissima…
Complimenti!:-)
Fabrizio Centofanti è uno scrittore cristiano, o meglio, è un cristiano scrittore. E dunque è un genere speciale di cristiano. La Bibbia da sola non basta. La Bibbia contiene tutto o quasi, anche il contrario di sé stessa, ovvero il contrario di ciò che uno si potrebbe aspettare: le dichiarazioni di odio contro la vita, per bocca di Giobbe e di Qoelet, come ricorda puntualmente don Fabrizio. Ma non contiene la nostra vita, oggi, non dice quello che sta accadendo adesso, alle diciotto e cinquantuno del trentun marzo duemiladieci, mentre sto scrivendo queste parole, non dice quello che sto scrivendo e che quindi sopravviverà a queste ore diciotto e cinquantuno del trentun marzo duemiladieci. La scrittura è la zona di affondo nell’impasto di vita e eternità, è la sua zona isterica.
è davvero la bellissima prefazione di un libro straordinario
Fabry, quasi quasi potrei volerti un cincinnino di bene. Ma solo un cincinnino. ;-)))
bellissima prefazione di un sicuramente bellissimo libro. complimenti!
Ancora complimenti, Fabrizio.
Giovanni A.
“E’ da un po’ che digerisco a fatica la teoria e mi aggrappo all’essenziale, che per me, curato di campagna, è questo: portare amore dove non c’è, mettere il bene dove è assente. Gesù è stato avaro di teorie; ha parlato di pecore e campi, semi e figli scapestrati, fame e sete, persecuzioni e afflizioni. Il cristianesimo non ha bisogno di molto più.” (Quella sera)
Condivido, Fabrizio!
Complimenti, e auguri di cuore per l’ascolto più ampio ed attento di questo tuo libro.
Giovanni
E’ un libro che avevo letto in fieri su LPELS, ma che sto rileggendo con maggior piacere.
A un libro così non poteva che corrispondere la prefazione di un Premio Strega!
Un grande abbraccio, Fabry, ad maiora semper!
Titti
P.S.
Sul sito http://www.centromadonandiloreto.it ho messo la copertina del libro e linkato le pagine con la prefazione ed il tuo ringraziamento a Tiziano Scarpa.
Sarà tutto “vanità di vanità”, ma ho messo anche il tuo curriculum e la possibilità di acquistare on line 😉
grazie di cuore, amici.
Beppe, mi basta quello.
un abbraccio a tutti
fabry
D’accordo, un cincinnino in più. Due cincinnini. 😉
http://www.jujol.com/2010/05/21/fabrizio-centofanti-pretre-a-porter-ovvero-la-vita-in-cinque-righe/
grazie del regalo!
Ma che meravigliosa sorpresa…ora corro a leggerlo, sì , e complimenti, fabrizio!!!
Che gioia, e non posso neanche abbracciarti..MPia
articolo splendido di tiziano scarpa, un viatico grande per te, fabrizio, uomo di penna e vero guerriero della pace.
Non so bene perché, provo un’emozione strana quando sento uno scrittore parlare in termini lusinghieri (e con onestà) di uno scrittore suo connazionale e contemporaneo. Forse, come scrivi tu, è la percezione che un certo clima intorno alle cose della cultura si diradi un po’, magari per un momento, per qualcuno soltanto. Che si dia la possibilità di un avvicinamento tra quanti si curano delle stesse cose ultime, e senza fini di opportunità, di visibilità, di potere sociale, e nemmeno per amicizia. Che scrivere può diventare anche un essere in contatto, in dialogo, e non una pratica di separazione dagli altri. Penso sia difficile trovare un compagno di strada così.
In ogni caso, complimenti per il libro che viene segnalato da molte parti in rete, sembra promettere molto bene, per non dire della prefazione. Buone cose, ciao Fabrizio!
Daniele
un grande grazie al mio amico Franz e al sensibilissimo Daniele.
ogni tanto ci sono evenienze felici, grazie a Dio.