Sarò una crostata di scintille
dolci, e una Sacher che succhi;
sarò la mousse al fastoso gusto
del miele delle tue dita, il senso
poi salato, dentro il nudo tuo
di donna; e apriremo le bocche,
e ci daremo all’assalto, come
le mosche cieche, come fanti
nel formicaio, speranza zero;
non si sopravvive ma si vive,
nei tuoi capelli sfiorati da tutto
io troverò more, e albicocche,
e la farcia dei nostri discorsi.
Dentro, e fuori. Sarò goloso
fino all’ultimo, e tu pure; non
temere la bocca, fino ai denti.
[Immagine: Franz Krauspenhaar – The Painter.]


L’immagine non so, ma la poesia mi piace. Mi inquieta. Mi fa un po’ paura.
db
dolce e inquietante anche per me – bella – tosta
Oh, il Poeta per Signora ha lucidato la vetrina! Ti sei ispirato per questa poesia mangiando i cioccolatini Mozart?
esatto marchesa! tu sì mi conosci!
grazie per i vs commenti.
mi scuso del ritardo con cui leggo, ma questa è proprio bella, Franzaccio, te lo devo dire, goloso fino all’ultimo.
mi piace enormemente “la farcia dei nostri discorsi” e “non/temere la bocca, fino ai denti”: anche se io temerei, e molto!
e se mi mangerai
completamente
ricordati
più tardi
un alkaseltzer
ho nidi di rondine tra i capelli
e uova di cormorano
tra le nocche
sotto ogni gin-
occhio all’erta
sta la mia vipera che vitupera chi
non la bacia
con avidità.
Adieu
adieu mon coeur
la neve sulle colline
è scesa
dalle mie ginestre
alla sera di queste
finestre impossibili
non ci sei più
tu bianco
ti sei fatto più bianco
corpo dell’amore
quando il mio amato
tìha divorato
preparato in salmì
senza nemmeno
l’antipasto di una preghiera.
Adieu,adieu mon ami
f.
ottima poesia, o Franz!
Ci hai messo come una dolce ferocia che ben si adatta a questo divorarsi le carni in abbracci golosi!
MarioB.
grazie sparz! un abbraccio.
grazie lucy, la dedico a te e a chi ami.
fernirosso, è sua? molto bella.
ciao mario, sì, è l’amore divorante ma bello.
un abbraccio e grazie.
sì è mia, nata grazie alla lettura della sua, per la quale la ringrazio: me la sono gustata!f