L’eleganza dell’amore

Mi piace la grazia nel dire le cose più sgradevoli
e – mio caro – sappi che l’amore io lo faccio
con eleganza. Quando dico cazzo, è l’eleganza
che parla. “Voglio tanto cazzo“, ti dissi quella
notte al mare, ricordi? Bene, non ricordi
l’eleganza classica della dizione? Io sono
una perfetta donna perbene, di famiglia
perbenissimo. I miei uomini sono stati tutti
perbene, a parte tu, che sei un maleducato.
Un violento, volgare, sempre in overloading.
Quando ti dissi “Sono la tua troia” lo feci-
dico feci, ecco – con uno spirito ben preciso.
Sappi che sono pochissimi gli stilisti che adoro,
che tu sei stato vraiment l’eccezione che conferma
la regola; quella specie di flirt che c’è stato
ha confermato il mio gran gusto: uomini brutti
ma potenti. Tu non sei tutto ’sto granchè, ma
certo al confronto di quelli, cessi e potenti,
sei Elvis Presley ai tempi di “Are you lonesome“.
Ma di che stiamo a parlare? Diciamo che, tolta
una certa bravura letteraria, sei uno stronzo
che deambula, e io resto la strafiga che sono,
per te e pure per tutti sono stata troppo, sì.
Voi non mi meritate, siete dei provvisori, siete
degli azzeccagarbugli dell’amore, e io sono
la strafiga che sono, la strafiga che merito,
per tutti i secoli dei secoli amen, mio Dior.

[Immagine: Franz Krauspenhaar – Pornoavanzato.]

46 pensieri su “L’eleganza dell’amore

  1. Iannozzi Giuseppe

    Vorrei sol dire: cbe cazzata! Ma sarebbe troppo troppo facile venire!
    Allora dico: sembri tanto, ma proprio tanto me, quando avevo 10 anni però e scrivevo e disegnavo sui margini bianchi della pagine di Playboy per il sollazzo dei compagni che come me di cazzi e di fighe non capivano.
    Che ci tocca di leggere ancora alla nostra età.

  2. Roberto Plevano

    Trovo che sia difficile fare letteratura sul sesso. C’è riuscito Boccaccio, in parte Donatien de Sade, Miller, Roth invece cade spesso nel grottesco, a volte cercato, a volte no.
    Poi c’è il sublime: l’attrazione di Ulrich e Agathe nell’Uomo senza qualità, ma quella è un’irripetibile eccezione.
    C’è sempre l’inconveniente che gli organi genitali non possono essere distaccati dai corpi, quindi limitarsi a quelle parti è fare astrazione.
    Lo stesso a livello di lingua (espressa). Nomina pudendorum fanno parte dell’organismo linguistico, quindi ogni frase che voglia essere erotismo ha bisogno del massimo di contestualizzazione. Non se ne esce.
    Perdonate la confusione, cerco di tematizzare la mia difficoltà ad apprezzare produzioni come questa poesia (?) di FK, in cui il contesto sociale mi pare un luogo comune un po’ frusto, e quello che ne esce mi sembra banalotto (fantasia di un dodicenne brufoloso? Vampirella? No, si chiamava, se la mente non erra, Jacula, oddio, per tutto il resto della vita non riuscirò a scordare lei, e c’era anche Messalina. Che razza di educazione sentimentale!)

  3. lucypestifera

    per rimediare propongo a FK di scrivere un pezzo dal titolo “l’amore per l’eleganza”. questa signora non può essere stata elegante (dal suo punto di vista) nel pronunciare voglio tanto cazzo, perché non c’è nemmeno una erre su cui giocare. della sostanza della frase non ci scandalizziamo, noi che pure non la pronunceremmo mai. forse di più forti, ma mai frasi come queste.

  4. lucypestifera

    quando uno non sa proprio cosa dire dice che il tale “provoca e coglie nel segno”. me mi provocano ste formulette, non i testi di FK che, molto più banalmente esprimendomi io, o sono belli o lo sono meno. questo, rispetto a cose apparse negli ultimi giorni, sembra il cugino di settimo grado e povero (e anche un po’ rozzo).
    morta qui, eh, però! vado a rileggermi “il vagare” o a contemplare quel faccino di bimbo, pieno di attesa e di promesse.

  5. krauspenhaarf

    grazie a tutti per i commenti!

    voglio specificare che questo “scherzo” – senza lamentarmi, per carità – a me è costato qualche mese di sofferenza, tra cui una bella acidità di stomaco semipermanente, l’anno scorso. voglio dire che tutto quello che nella poesia con o senza virgolette è scritto è reale ed è stato da me vissuto, anzi malvissuto.

  6. lambertibocconi

    Oh povero Franz! Poverino… che è stato trattato male da una borghesona stronza! e poi gli è venuto un mal di stomaco duraturo! e poi ha scritto una poesia che non riscuote nemmeno molto apprezzamento! Tesoro bimbo folle dai sentimenti forti e capace di soffrire per amore! Non è che vuoi un po’ di cioccolatini di Mozart per tirarti su?

  7. Roberto Plevano

    F.K.: se aggancio a un vissuto c’è, è un’aggravante. Viene a cadere persino il residuale interesse per uno “sperimentalismo” o cazzeggiamento scritto mal riuscito.
    Sono solo i cazzi tuoi, che ad altri non cale (ed è giusto così)

  8. Roberto Plevano

    Precisiamo: nulla di personale, mi sei simpatico, il tuo lavoro su Bacon è bello. E’ che la mia idea di letteratura non è quella di raccontare alla meno peggio le proprie vicissitudini e sfighe. Non vedo altri Céline in giro, e anche lui poi… a leggere molte parti dei suoi ultimi romanzi, astio, acredine, malmostosità, insulti… uno si domanda: ma è letteratura questa? Sarà anche Bibliothèque de la Pléiade, sarà…
    Il bello di un testo letterario è la possibilità di essere parte di un’esperienza generale, se viene meno questa componente programmatica, resta niente (o resta il “me l’ha messa nel c…”).

  9. Iannozzi Giuseppe

    Sì, dai, censurami la Verità.
    Mi sbagliavo, anche io posso sbagliarmi: non sei migliorato. Continui ad amare solamente gli apprezzamenti.

    Statti bene.

  10. lambertibocconi

    Meglio un due di picche in faccia che un asso di picche in un altro posto… Qui il F.K., cercando di mettere una toppa peggiore del buco, si piglia tutto il mazzo.

  11. krauspenhaarf

    mi fate ridere… è una poesia, questa. farà anche schifo, però racconta una verità. siete stati poco furbi, prima a lanciarvi nelle vostre infantili congetture: come se avessi bisogno di prendere ispirazione dai fumetti. ma dai, datevi una riassettata, cari!

    pievano, abbia pazienza, qui nessuno vuol far concorrenza a céline soprattutto con una poesiola satirica. e grazie per il “bacon”, che lei a quanto pare ritiene una cosa abbastanza seria sulla fiducia. grazie, ma lei a scatola chiusa – e glielo dico contro il mio interesse – dovrebbe comprare solo la marmellata arrigoni, o i cioccolatini “mozartkugeln”, che infatti la marchesa lambertibocconi andrà presto a comprare perchè ha finito da tempo la scorta…

    e poi, scusate, quali sfighe?

    mi sono cavalcato una bella figa, mi sono anche divertito. come al solito pecco di autocritica.

  12. krauspenhaarf

    ps: lambertibocconi, dovresti sapere per esperienza che se il sottoscritto viene trattato male poi restituisce, e con gli interessi… non fatevi riconoscere per quello che siete, dai:-)

  13. krauspenhaarf

    <Non vedo altri Céline in giro, e anche lui poi… a leggere molte parti dei suoi ultimi romanzi, astio, acredine, malmostosità, insulti… uno si domanda: ma è letteratura questa? Sarà anche Bibliothèque de la Pléiade, sarà…<

    plevano che fai, metti in discussione anche l'ultimo cèline. io sono un pesce rosso come quasi tutti, ma céline. ma l'hai letta la trilogia del nord?

    ma dai, su. poi parlate di letteratura tra voi. meno male che – ma forse sono ottimista – qualche lettore vi legge e trae le sue considerazioni.

    ultima cosa: evita di dire che ti sono simpatico. così non va. in una discussione letteraria se tu smonti, a torto o a ragione, un mio discorso e poi dici che però sono simpatico io ho tutto il diritto, direi quasi il dovere, di appararirti antipatico, invece. spero di essere stato chiaro.

    ribadisco che questa poesia (in versi liberi) non voleva essere il tentativo di "mostrare i muscoli". è uno "scherzo" in versi liberi su un breve periodo della mia vita. se non v'è piaciuto ne prendo atto, naturalmente, anche se meriterei – pure per queste quisquilie – dei critici un po' più seri di voialtri.

  14. Roberto Plevano

    Letta, letta la trilogia del Nord, mi riferivo proprio a quei tre romanzi. Rivediti le prime cento pagine de Da un castello all’altro, gli insulti contro “Achille”, contro “l’agité du bocal” o Tartre (un po’ il modo di storpiare i nomi che ha oggi Emilio Fede). E che cosa pensare del franco razzismo in Rigodon (i neri, gialli, i bianchi razza soccombente, ecc.)? Le bestemmie? (a me rompono i coglioni di Mozart. Oh, i bravi borghesi che si scandalizzano). E’ letteratura questa? La trilogia in sé è notevole, questo va detto, andrebbe rivalutata e messa sullo stesso piano dei primi due romanzi.
    E’ letteratura la tua? L’hai detto, hai dato parole alla vita, non solo una scopata ma anche una gastrite (occhio alle ulcere, sono brutte bestie). Ma vedi, io non ci ho visto letterarietà nei tuoi “versi”.
    Sono appunto affaracci tuoi, messi giù in settenari e ottonari accoppiati (non sempre).
    Scusa tanto, ma l’effetto ha un che di grottesco, l’ironia è greve.

  15. krauspenhaarf

    ho capito, però ho l’impressione che l’ulcera sia affar tuo, non mia.

    non so se questa è letteratura, non m’interessa nemmeno se sono ottonari e settenari, sinceramente.

    leggo roba in “finta pelle” sinceramente – a mio modo di vedere – peggiore.

    dare parole alla vita è letteratura. non parlo di questo famigerato caso, per carità, questa abbiamo stabilito che è merda.

    però la letteratura, di cui ti riempi “simpaticamente” la bocca, è piena di fatti veri. non c’è solo céline, c’è malaparte, per esempio, che secondo me è il grande scrittore più sottovalutato d’italia, soprattutto dai moralisti di mezza tacca.

    che altro dire?

    la letteratura, per tornare a cèline, non è un fatto morale, è una registrazione artistica della realt, non solo esterna, ma anche interna, mentale.

    le bestemmie, gli insulti, sono bene accetti. in un castello all’altro cèline insulta pure il suo editore, è magnifico quello che fa, sputa nel piatto in cui mangia ma in cui mangia soprattutto lui, l’editore.

    ma guarda, io seguo sempre il parere dell’autore: e lui considerava la trilogia il punto più alto. a me piacciono di più i primi due romanzi, però il parere e il gusto dell’autore lo vogliamo prendere in considerazione con più rispetto magari? (e questo in generale.)

    io faccio generalmente letteratura. qui non so, non m’interessa nemmeno. probabilmente ci rimetterò mano e la farò pubblicare su carta. per sfregio.

  16. krauspenhaarf

    ps: appena potrò, penso con un contratto in mano e poco prima di tirare le cuoia, scriverò senz’altro un libretto dove mi scaglierò con furia omicida non solo contro il mio editore, ma contro tutti gli editori, i critici, i lettori del cazzo e i colleghi.

    in questo voglio superare il maestro:-)))

    [ahahahahahah!!!]

  17. Roberto Plevano

    Comprendo il tuo punto di vista (POV, se preferisci, data la tua estetica) e non sono per nulla d’accordo.
    Tutti sono buoni ad incazzarsi, non è questo che fa un autore. La furia omicida rivolgila contro la pagina bianca, contro le angustie del qui e dell’ora, contro questo bizzarro accidente degli esseri umani di essere mortali. Che c’entrano editori, lettori (sono sempre lettori del cazzo), critici? I testi, una volta lcenziati, hanno comunque vita propria.
    Ciao, stamme bbene.

  18. Iannozzi Giuseppe

    I tuoi commenti, Franz, valgono assai di più di quella robetta che chiami poesia. Sai perché? Fanno ridere sul serio, senza possibilità di sbagliare.

  19. krauspenhaarf

    siete poco credibili come lettori di un testo qualsiasi, non solo di questo. siete troppo incazzati. e se ve lo dico io…

  20. fernirosso

    E
    quando dico cazzo non è
    l’eleganza
    che parla ma la voglia
    una voglia esagerata esacerbata da tutte quelle
    bocche a forma di uccello
    che mi vedo svolazzare avanti e indietro
    in tutte le cartelle in format-
    (o) fratello e questo e poi quello
    in un’isola di feaci nudi come vermi
    non perchè mostrano il corpo
    ma una vuotezza di se stessi
    in cui comprimere qualcosa.
    Così vado sul sicuro quando chiedo
    “Voglio,cazzo, tanto cazzo“
    perché sono una donna
    perbene
    infilata tra le pieghe di tutte le lenzuola
    e della famiglia mi prendo cura come meglio posso
    I miei uomini? Sono Stati
    non bancomat soltanto
    hanno mandati e mandanti
    mandano in auto uno chauffeur
    che alimenti il fuoco finchè viene a pre-
    levarti non come te che cavalchi il tuo lombrico.
    E poi che gran maleducato che sei
    violento, volgare, sempre in overloading.
    Quando ti dissi “Sono la tua Troia” lo feci-
    dico feci, perchè eri ancora latitante e io non avevo la vita davanti
    per aspettare il tuo cavallo irrigidito.
    Hai impiegato mezz’ora,ma-
    no che dico mano all’orologio
    è stata una quarantina di minuti buoni
    per sfilarti i pantaloni
    sudando come una granita gelata
    perché s’erano appiccicati
    ma non lo sai che a scanso di errori
    in dolci languori come doveva essere il nostro
    si usano braghe all’altezza?
    All’altezza giusta,dico!
    Sappi che sono pochissimi gli stilisti che adoro,
    e tu, conciato com’eri, con quel tanghino fino fino
    fino all’ombelico o forse più su
    sei stato vraiment l’eccezione che conferma
    la regola; quella specie di flirt, quella montatura
    di relazione che c’è stata
    ha confermato solo una cosa
    che le donne, anche quando sono vampire
    sono loro che fanno la spesa e scelgono con una sola occhiata
    Altro che pacchi!.
    Tu non sei proprio ’sto granchè
    ma tra tanti che dicono di essere
    e poi mangiano viagra da mattina a sera
    per farsi un’uscita quasi quasi mantieni ciò che prometti.
    Ma poi di che stiamo a parlare? L’amore si fa e non si racconta per cavilli
    per versetti o per sestine
    se non per tutti quei perversi
    che neanche con il blu gli si tira su la vita.
    Nella provvisorietà di questo paesaggio
    chiudo la strofa apro il passaggio
    e vado in pellegrinaggio.

    Hy franz! Se la goda, ora, che poi, quando non resta più nemmeno la memoria, ogni tanto, uno sprazzo di demenza porta a galla quel che si è avuto,ma anche il resto,purtroppo, non resta sommerso, il brutto è che non si sapiù che cosa farne.
    ferni

  21. Iannozzi Giuseppe

    Illuditi pure, nessuno te lo nega.
    Alle volte ti comperti proprio come un bulletto di setto otto anni che ruba le monetine ai compagni e si vanta d’aver un rapporto speciale con la maestra! Fai ridere sul serio, però non ci si diverte.

  22. Iannozzi Giuseppe

    Ode al cazzo
    ode a me
    che lo tengo lungo
    e che bene o male lo affondo
    di tanto in tanto
    in un buco
    grazie alla cristiana carità
    di una che la dà via disperata
    forse quanto o più di me
    seppur poi alle spalle violentato
    da un paparazzo,
    il suo obiettivo
    sulla mi faccia puntato
    però
    “un primo piano mica male” mi dico;
    godo
    e penso alla foto sul giornale,
    che eleganza da duro, da uomo maturo1

    Proprio ieri sì, giuro che è così
    mi sono cavalcato una bella figa,
    lo vado ripetendo
    all’occasionale rompipalle
    che il suo lungo bastone m’infila
    a tradimento fra le gambe
    tra le terga giusto un poco mosce
    da quanto i cinquanta
    han spogliato la giovinezza
    quelle vane certezze
    che pur io nutrivo in seno
    eiaculando precoce
    precoce
    su pubblicità
    su romanzetti d’accatto
    toccandomi di nascosto anche
    per le amiche di mammà
    ma sempre sia lode a ‘sto cazzo
    che mi fa…
    che mi fa cavalcare sogni
    pugni
    cazzotti di dritti
    – di ubriachi persi pure;
    e che mi lascia
    lungo disteso
    al tappeto
    circondato da un pubblico divertito
    sul mio volto sfatto
    zuppo di sangue saliva e muco
    di parole che dalla gola
    non più vengono sù…
    che soffocano
    – un tappo di gorgoglii
    sulle labbra spaccate
    e sulla lingua vago il sapore
    amaro
    dolce
    di spergiuro seme
    ma, per Dio!, non so di chi sia.

    😀

    Te la regalo questa, piccolino. 😀

  23. lucypestifera

    ok: se un pezzo di FK piace i commenti si riducono a cinque o sei, se suscita perplessità o rifiuto, in capo a ventiquattr’ore il moderatore interviene e chiude a quota 1003. ci sarà un motivo. secondo me troppe attribuzioni di senso e di valore a quello che il lettore, comune o meno, sostiene nel suo commento e il fantastico, reiterato controcommento del tenore di questo: “siete poco credibili come lettori di un testo qualsiasi, non solo di questo. siete troppo incazzati. e se ve lo dico io…”.
    ok.
    se questo è vero, è vero sempre: anche quando si apprezza, FK!

  24. Iannozzi Giuseppe

    @ lambertibocconi

    Povero Franz! Era così ingiusto che nessuno gli dedicasse qualche cosa di bello… ho voluto rimediare.

    Tu pensa che sono stato così tanto dispiaciuto per Franz che gliel’ho persino dedicata sul mio blog, così non potrà dire di non essere amato. 😀

    un bacio 😉

  25. Pasquale Giannino

    Caro Franz è lo sconfinamento che non paga. Il testo mi ha impressionato. È un testo forte, autentico, è un testo impregnato di verità e sofferenza. E come tale dà fastidio, come dà fastidio un delirio di Céline o una pagina di Henry Miller: sono parole che ti scuotono dentro e ti devastano le viscere, ma poi dici: Cazzo, questo qui dice delle cose vere. Questo se ne fotte delle convenzioni e delle maschere borghesi: questo qui dice le cose come stanno… Il contrasto fra il titolo e il contenuto è un ossimoro che funziona. Resti spiazzato quando procedi nella lettura, alla faccia dell’eleganza!… ma l’obiettivo è stato centrato: il lettore non può fare a meno di leggere e rileggere il testo e domandarsi che intenzioni hai: è un mero gioco letterario? un rebus? lo vuoi prendere per il culo?… Ma poi capisce che hai messo a nudo il vero volto dell’amore. Non quello alto e nobile con la A maiuscola del messaggio cristiano, ma quello piccolo sporco e laido del rapporto di coppia. Ché le faccende di un rapporto di coppia, qualunque esso sia, si risolvono per lo più tra le pareti della camera da letto e chi ne parla come se fosse un sogno colorato di rose e ciclamini forse non si rende conto che vive sulla Terra anziché su Marte… Il problema è lo sconfinamento: se sei un narratore devi fare il narratore e basta. D’altra parte poeti ne nascono tre o quattro in un secolo – diceva Moravia: la competizione è feroce…

  26. lucypestifera

    pasquale g.:
    Cazzo, questo qui dice delle cose vere. … il vero volto dell’amore…quello piccolo sporco e laido del rapporto di coppia

    ???

    in alternativa c’è solo rose&fiori?

    una cosa è vera solo se è brutale e volgare? se si narra di sesso un tanto al kilo e al metro con apprezzamenti sulle quantità/qualità?

    a me sta cosa sembra solo mal riuscita, forse è colpa dello sconfinamento che però non spieghi in che cosa consista.

    boh.

    invecchio e mi imborghesisco, abbiate pietà.

  27. Iannozzi Giuseppe

    Allora possiamo star tranquilli, deo gratias: Franz non è un poeta, ci metto mani e piedi sul fuoco. Se Franz fosse capace di scrivere anche solo una pagina alla maniera di Henry Miller mi inchinerei di fronte alla sua “patta”. Per mia fortuna è a malapena capace di reggere una biro in mano, purché non abbia bevuto.

  28. mukele

    Se questa è poesia
    caro il mio krauspenhaarf
    mio nonno in carriola
    sarebbe in pole position
    al gran premio di Monza.

    La poesia suscritta la regalo in segno d’hommage a quanti vogliano ancora continuare questa ridicola farsa.

  29. krauspenhaarf

    che vi devo dire, iannozzi in questi frangenti è direi necessario.

    mi sono piaciute molto le sue satire.

    io non penso di aver scritto granchè, solo che ho una sicurezza: che questa non è una ridicola farsa, è solo lo specchio piccolo e deformato di una società che ha paura – e in questo do ragione a giannino – di dire le cose come stanno. perchè una verità, per quanto piccola e parziale, viene non solo non creduta, ma sberleffata, come se raccontare la vita finisse lì, sempre. è invece si sa, non è così.

  30. krauspenhaarf

    ps: mukele. la poesia la regalo io, semmai. tu di mio non regali proprio un bel niente.

  31. romanticavany

    No, non è poesia pare uno scritto da cervellino annaffiato, scusa non volevo offenderti, va bene che scherzi ma certe cose o le sai scrivere o non le scrivi, se le persone che conosci sono tutte come quella signora da Te citata è meglio che ti fai togliere il cxxxo.

    Ribadisco le mie scuse ma ti vedo stranostrano! 🙁

    Buonaserata ? vany

  32. Iannozzi Giuseppe

    Mukele mi fa morire, in maniera positiva però.

    La società potrà pur aver paura etc. etc. Ma come chi è stato con te onesto te l’ha detto che cosa ne pensa di quello che hai scritto. Non sei Miller e nemmeno Bukowski.

    Dài, sei più bravo in altre cose, purché tu non faccio il bulletto e ti capita spesso. Vedi di lavorare su quello che sai fare non su quello che non fa per te.

  33. Iannozzi Giuseppe

    Okay, dopo il commento di Romanticaperla, basta, non aggiungo nient’altro. La sua linguetta innocente ti ha messo kappaò di brutto, Franz. Non ti preoccupare, non troppo, mette kappaò di brutto pure a me. 🙂

    ciao ciao

  34. krauspenhaarf

    la signora “romanticavany” mi vede strano… ma scusi, lei si sente normale che non ha il coraggio di scrivere “cazzo”? ma dai! con quel nome, poi.

    siete sempre più improbabili.

    mukele intendeva la sua una poesia. e vabbè, mi scusi tanto, chiedo venia…

    ciao iannozzi, per le stroncature – probabili e improbabili – rimani il migliore. anche se far partecipare le tue amiche dodicenni… dai…

  35. Iannozzi Giuseppe

    Krauspenhaar, vedi di andarci piano, molto piano, con RomanticaVany. A buon intenditore poche molte poche parole. Tu lasciala in santa pace. Una parola, una parola cattiva o d’offesa contro di Lei e per quant’è vero Iddio ti distruggo, altro che stroncatura e satira. Sono stato chiaro, vero? Bene, ne ero certo.

  36. krauspenhaarf

    sì, sei stato chiaro, solo che non è che mi fai paura.

    stai carmelo, che l’è mej.

  37. krauspenhaarf

    ps: ma che devi distruggere?

    fai solo ridere. a me sei simpatico per quanto sei improbabile. mi minacci per offese che non mi sognerei mai di rivolgere alla tua amica. e nemmeno a te, ché io ormai offendo solo gli umani.

  38. Iannozzi Giuseppe

    D’accordo. Era solo per farti capire in maniera inequivocabile chi è Vany nella mia vita.

    Poi non lo so se non ti faccio paura: mi hai mai visto? Cioè a parta in faccia, che è proprio quella d’un brutto ceffo? Ecco, no. Sappi comunque che dovresti scontrarti con un armadio di 102 chili alto un 1 metro e 85, con due mani grosse come badili. 🙂 Chiaro che non è una minaccia, ci mancherebbe, non arrivo alle mani mai. Solo se me le mettono addosso e se toccano chi amo.

    Non ho idea di cosa tu intenda con quell’improbabile, ma sta bene così. Di etichette me ne hanno date tante, una in più non mi cambia la vita, non a uno come me che non ama stare sotto i riflettori e che evita il pubblico come la peste. Mi incontri in rete, ma altrove è molto difficile, due o tre persone hanno avuta la fortuna/sfortuna di conoscermi di persona.

    Ah, neanche tu mi fai paura.

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