di Antonio Sparzani
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José de Sousa Saramago (Azinhaga, 16 novembre 1922 – Lanzarote, 18 giugno 2010) non è più con noi.
O forse lo è ancora.

Un altro grande che entra nell’eternita’
Bellissimo discorso, d’impatto, semplice e immediato.
“Noi siamo l’altro dell’altro” ha detto José Saramago. Facciamo nostra la sua splendida affermazione e maneniamo vivo nel nostro spirito questo “grande”.
Giorgina Busca Gernetti
Se ne è andato anche lui. :'(
Le sue Opere non moriranno mai. Questo è certo.
http://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2010/06/18/jose-saramago-attraverso-le-sue-parole-e-la-sua-immagine-di-intellettuale-contro/
Un grande.
grazie grazie grazie.
uno di quei pochissimi che considero “inarrivabili” della nostra epoca.
Inarrivabile. Esatto. Uomini uno ogni secolo quando si è molto fortunati.
L’Osservatore Romano alza un rogo per Saramago. Qui non posso dire per ovvie ragioni. Ma chi ha voglia puo’ leggere da me che cosa ne penso. E non si creda che faccia pubblicità al mio blog. Faccio pubblicità alla LIBERTA’ DI PENSIERO e condanno la stupidità di pensiero di alcuni… saludos
Non si tratta di stupidità, ma di irrapportabilità, che ogni tanto emerge superando l’ipocrisia lubricante: fra chi crede VERAMENTE e chi non crede VERAMENTE non esiste una possibilità non soltanto di “accordo”, ma neppure di vero confronto. Per fortuna la maggior parte della gente presto o tardi approda ad una qualche forma interna di “ma che cazzo ne so, io..” che permette un certo grado di tolleranza.
Siamo dunque di fronte alla più alta forma di INTOLLERANZA. Per un istituto qual è la Chiesa questa INTOLLERANZA è la negazione di quella umanità su cui va cianciando che essa è fondata. Un istituto religioso che non sa, anzi che non vuole – per quella cosa che è il libero arbritrio – rapportarsi con le altre credenze e non credenze è solamente causa di guerre. Qui mi fermo, il rischio è sempre lo stesso…. essere gambizzato.
dubito.
dubito.
se è sano,
come per lui,
il dubbio
più della certezza
dubito che sia grande.
ovviamente questo
comporta che mi impegni
ulteriormente
nella conoscenza
Una Chiesa che non ha rispetto per la morte altrui non èuo’ essere ritenuta un ufficio degno di fiducia ancorché prima di fede.