E se potessi – di Carlotta Giucastro

E se potessi risalire a morsi
il corso del tuo corpo liberato
dagli abiti, e poi bevuto a sorsi,
mi temeresti o mi saresti grato?

E se volessi aggiungere vergogna
ai tuoi ricordi per gli anni a venire,
raccogliendoti là dove si sogna,
anima mia, soltanto di finire?

Che non resti di te che un centro nudo,
arso dal vento, scarnito, rappreso,
mendicante a se stesso eppure pieno,

nell’arco vivo del tuo corpo teso
che cerca la sua morte sul mio seno
e la offre tremante, come un dono.

[Immagine: Franz Krauspenhaar – Mirror tree.]

3 pensieri su “E se potessi – di Carlotta Giucastro

  1. lucypestifera

    bel sonetto, carlotta! ritrovarti qui mi dà gioia, ma anche un po’ di pena, perché conto inevitabilmente il tempo trascorso e considero come le strade prendano, senza che lo vogliamo veramente, direzioni che ci allontanano. tu sei qui, e sono qui anch’io: e tu sei poeta! è bellissimo.
    lucia, o “la ine(s)”, se preferisci.

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