[Una delle ultime frontiere della poesia. La poesia fotodigitale è senza parole, ma si avvale soltanto di un’immagine. La poesia fotodigitale parla per interposto mezzo comunicativo. Le parole sono talmente in libertà dall’essere facoltative, e non devono mai essere scritte, bensì, a scelta del lettore, pensate. Nessun titolo, che potrebbe condizionare il pensiero del lettore. Ripeto:nessun titolo. Grazie a nome della Pentax, nostro sponsor ufficiale.]


Ripetitivo il post, ripetitivo il commento:
Mmm… e quale sarebbe la differenza rispetto alla fotografia?
non ho capito la domanda. (giuro).
Sì, certo, lo riconosco:
è ilfamoso nuraghe di Stettino, o Szczecëno,
detto anche la sacra montagna di merda secca,
sì,
l’ho visto nel luglio 1945,
tra le rovine della città infranta.
Tempi duri.
Però che tempi!
MarioB.
scusa, ma non hai letto le avvertenze? parole in libertà – e qui ci siamo – ma non scritte, cumpà! solo pensate. ciao mario!
come nei vestiti nuovi dell’imperatore.
Come copertina per il mio romanzo “Animamadre”, che tu conosci perfettamente perché hai una delle primissime bozze, questa fotodigitale aggiungerebbe una completezza lirica al mio lavoro, dove la terra-pensiero si esprime attraverso una Sardegna onirica, arcaica e visionaria.
Molto interessante, Franz:-)
RESTO SENZA PAROLE…
Un caro abbraccio,
Nina
ti ringrazio, nina. la foto non mi sembra una gran cosa, ma se t’ispira ovviamente è tua, con grande piacere. il tuo romanzo è bellissimo. un caro abbraccio a te.