Scarrafone

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da qui

Di tutti si può dire bene. L’amante di Hitler ne parlava benissimo, credo, come del resto gran parte del popolo tedesco, in certi anni. Qual è il confine tra oggettivo e soggettivo? Dove comincia la distorsione esplicita, patente, indifendibile? A Napoli c’è un detto: ogni scarrafone è bello a mamma soia. Madre scarafaggio o madre coraggio, non si sa. Ricordo una scena de La giornata di uno scrutatore, di Italo Calvino. Un padre contempla, al Cottolengo, il figlio incapace di intendere e volere mentre mangia le mandorle portategli da casa. Lascia i suoi campi e viene fino a qui, sapendo che la scena sarà sempre la stessa: il figlio mastica e lui guarda, senza perdere un dettaglio. Cosa c’è di attraente in un quadro così scarno, quasi inumano, per l’assenza di una luce qualsiasi di spirito o ragione? Certo, un figlio è sempre un figlio, ogni scarrafone è bello a mamma soia. In realtà, nello spettacolo grottesco c’è qualcosa di più, descritto con parole che da allora in poi non ho potuto più dimenticare: Ecco, pensò Amerigo, quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. E pensò: ecco, questo modo d’essere è l’amore. E poi: l’umano arriva dove arriva l’amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.

8 pensieri su “Scarrafone

  1. lucypestifera

    ero una professoressa alle prime armi: una collega anziana, brava insegnante, mi ferì con queste parole “calvino, quell’imbecille”. avevo proposto di far leggere al biennio la trilogia o questo che citi e marcovaldo… mi sentii più che a disagio, perché per me calvino era una fonte di spunti, era uno scrittore che, oltre alla bellezza dello scrivere, aveva questa umanità, questo “sguardo” particolare per la sofferenza e le stranezze della vita, senza piagnistei.
    mi sentii colpita come se avesse dato uno schiaffo ad un amico fraterno, più che l’avesse dato a me. non avevo mai definito fino a lì calvino un grande (era morto l’anno precedente): da lì in poi lo feci e lo faccio con tutto l’amore e la devozione possibili. (mi costa anche delle litigate, come su queste pagine! :DDD )

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  2. MarioB.

    Siccome ho insegnato per tre anni in una scuola media interna al Cottolengo ebbi modo di sentire fino in fondo, nelle midolla, fino alle piante dei piedi, dico, il messaggio di Calvino nela sua “Giornata..”.
    Libro che irritò anche marxisti, sommari, schematici che non erano in grado di capire ciò che di basilare, importantissimo trasmetteva il gran ligure: dedizione, abnegazione, amore.

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  3. f&r

    Calvino va dritto al cuore dell’umano

    ho visto, vissuto e ascoltato una madre un po’ speciale dire dei suoi figli da cottolengo: loro sono l’aria che respiro, sono pezzi della mia anima

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  4. Rashide

    La descripciones di Amerigo è la di una persona come tante che risponde alla esigenza politica di una convivenza sensata e pacifica.
    La distorcione sta in la vechia antropologia dell’umanita, e bisogna lavorare su questo.
    Una umanita veramente globale che non abbia piu bisogno , per affermare le propie identità di contrapporsi con le altri.
    Di non opporsi ad amare, di fare rinascere della profondita dell cuore e nella povertà feconda di relazioni umane concrete, di nuovo capaci di allegrià, di entusiasmo, e di dono (amore).
    Un obbiettivo per niente facile!!!!
    Un abbraccio.

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  5. carmine vitale

    è vero i confini sono soltanto quelli che diamo alle nostre passioni
    una delle tue riflessioni più belle

    ps arrivò il tuo gradito plico
    un dono da custordirti!!!!!!

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