Cominciare dalla fine

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E’ circa un mese che torna nei pensieri, nella predicazione, nei colloqui, un criterio che potrei sintetizzare in questo modo: cominciare dalla fine. Ne lessi la prima volta in un libro che studiava le dinamiche della realizzazione umana. Guardarsi dalla fine della vita, considerare tutto da questa prospettiva: cosa vorrei si dicesse di me, quale memoria lasciare del passaggio sulla terra? Su tali basi, le scelte del presente cambierebbero, apparirebbero i valori autentici, si relativizzerebbero le dipendenze e ogni genere di possessività; saremmo liberi, riscattati dalla morsa della contingenza, lucidi nelle scelte fondamentali della vita. Non so perché, mi viene in mente l’aneddoto riferito intorno a un santo; a chi gli chiedeva, mentre giocava con la palla, che cosa avrebbe fatto se di lì a poco fosse finito il mondo, rispose: continuerei a giocare. Una risposta saggia, l’unica possibile a chi crede in quello che fa, al punto da non essere in grado di pensare ad altro.

24 pensieri su “Cominciare dalla fine

  1. Anna Maria

    Conforta cominciare la giornata con il tuo chiaro e inequivocabile “discorso sul metodo” (ma anche sulla sostanza). Un saluto riconoscente, Fabrizio.

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  2. alfonso

    partire dalla fine. iniziare un lettura del presente, del proprio presente, nel qui-ora, nel mondo
    a partire dall’escatologia, dalle cose ultime, quelle che coincidono con l’inizio.
    comprendere sé avendo uno sguardo estraniato, non stranito. comprendersi a partire da un senso

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  3. Marco Di Pasquale

    Ma forse, guardandoci dalla fine, rischiamo di sapere come va a finire, o di illuderci di saperlo? La creazione attimo per attimo, anche con le necessarie deviazioni e il riconoscimento di errori di valutazione e convinzione; il modellamento continuo, senza ipocrisie di saldezza, il dubbio temperato al fuoco dell’esistenza, questo soltanto può convincerci della bontà delle scelte e della direzione presa. Far rimbalzare la palla sempre nello stesso modo potrebbe consumarla troppo da un lato ed impedirci di goderne l’intera superficie.

    mdp

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  4. rrt

    Cominciare dalla fine: fin da piccolissimo non sono stato capace di ragionare e di comportarmi diversamente.
    Questo però non mi ha fatto diventare santo né purtroppo mi ha evitato i peggiori errori.
    Evidentemente occorre anche altro.
    Comunque grazie e un abbraccio,
    Roberto

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  5. Giorgina Busca Gernetti

    E’ un “metodo” certamente saggio, quasi un “memento mori” per sforzarsi di vivere in modo da lasciare di sé una memoria pregevole. Ma può essere anche un tormento se quel “Che cosa diranno di me DOPO?” diventa un rovello quotidiano che si aggiunge al “Che cosa pensano e dicono di me OGGI?”. Si dovrebbe avere la superiorità del sapiente (Seneca?) che vive pensando sempre al traguardo della lunga via da percorrere, metafora della vita, con quello stoico distacco dalle cose futili che produce la serenità (“De tranquillitate animi”).

    Giorgina Busca Gernetti

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  6. lucypestifera

    sarà che ci bazzico sempre dalle parti della fine, della mia fine, che non mi pare poi così rilevante. ma manca un tassello all’immagine virtuosa della mia fine: non mi chiedo e non m’importa della memoria che lascerò del mio passaggio (o definitiva collocazione? non ho ancora deciso per che cosa propendere) sulla terra. m’importa invece del mio inizio: mi chiedo come mai di certe cose, se il segreto sia tutto lì, di tutto quanto è andato storto. se il buon giorno si vede dal mattino, anche la mia sera sarà stortignaccola. spero di dormire, almeno, la notte seguente.

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  7. f&r

    cominciare dalla fine mi procura un’angoscia claustrofobica che non so descrivere allora non ci penso, però so già che la mia ultima volontà saranno funerali scarni, un elenco di due o tre persone (non ce ne sono di più) che mi accompagnino fino all’ultima dimora, sotto terra, assolutamente vietata la sepoltura in quei castelletti di cemento orribili, un ulivo piantato sul mio cuore e una lastra di marmo bianco poggiata lì come per caso, senza nome o date o foto, ma solo una piccola croce sul margine sinistro perché sia una pagina bianca, ancora da scrivere se mi accoglierà il dopo o un simbolo dell’unica perfezione che mi sia stata data di raggiungere.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  8. carla

    certo solo un “santo” poteva dare quella risposta…
    comunque per cominciare dalla fine bisogna avere un buon fegato, perchè le primizie non si conservano.

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  9. Titti

    Complimenti, Fabry!
    LPELS oggi e’ al quinto posto dei blog più popolari… Si vede che il tema attira, nonostante i commenti abbiano preso una piega funerea 🙂
    Un grande abbraccio,
    Titti

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  10. Stella Maria

    Una frase celebre recita così: nella mia fine è il mio principio. Mi sfugge, ora, autore ed opera, chiedo venia.
    D’accordo con te, don, se si conosce il fine e lo si ha ben presente, al punto di svolta si continua sulla strada scelta e ben tracciata e non serve pensare ad altro, forse …
    Un abbraccio
    SM

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  11. Stella Maria

    “Nella mia fine è il mio principio” è il titolo di un giallo di Agatha Christie, avvincente ed unico, un vero capolavoro della scrittrice. Anche se non interessa a nessuno così sembro meno … a-colta;-)
    SM

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  12. Anonimo

    L’Alfa e l’Omega ci attirano irresistibilmente
    (da Ricominciare – commento del 12 agosto…ma sempre attuale 😉

    Quando una cosa ricorre spesso e ce ne imbattiamo di frequente quasi “per caso”, in realta’ e’ un messaggio da decodificare diretto a noi personalmente.
    Don Fabrizio, metta mano con decisione a quanto piu’ le sta a cuore, perche’ e’ quello che restera’ come ricordo indelebile.
    Buon lavoro!

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  13. Anonimo

    Di nulla, don Fabrizio, e’ per me un piacere provare a contribuire al dialogo con i miei modesti mezzi.
    A proposito di principio e fine (ma soprattutto di fine), il filosofo-psicologo William James pare dicesse ai candidati al suicidio: “Aspettate il giornale di domani”. 😉
    Preferibile comunque affidarsi a San Luigi Gonzaga, protettore mondiale della gioventu’… ammesso che – con l’alzarsi dell’eta media- ancora ci rientriamo 😉

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