L’essenziale

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da qui

Nella mia stanza ci sono cose inutili: una crema per mani, sempre scaduta quando sarebbe necessaria; un pettine con i denti troppo grandi; una confezione di borotalco Robert’s per le macchie, mai usato per sfiducia nella bontà del metodo; un nastro adesivo per pacchi, sommerso da altri oggetti; pile da 1,5 volts accomunate nello stesso destino di rovina; tappi per le orecchie inservibili perché mi condurrebbero dritto all’otorino; pennarelli per i cartelloni delle messe che si seccano perché sfruttati due o tre volte l’anno; puntine arrugginite, essendo ogni angolo impegnato da icone o da fotografie. Qual è il senso di un universo umano in cui l’essenziale si riduce a libri, penne e lampadario? Potrei rinunciare perfino all’orologio, perché mi chiamano ogni volta che gli occorro: è allora che provo un senso di superiorità sul borotalco e le pile, il pettine e il nastro per pacchi mai inviati. Eppure farò la loro fine: sarà l’essenziale a spiegarmi chi sia e cosa vuole da me, suo servo inutile.

15 pensieri su “L’essenziale

  1. f&r

    Qual è il senso di un universo umano in cui l’essenziale si riduce ai libri, le penne e il lampadario

    forse neppure queste cose rientrano fra l’essenziale

    se uno dovesse camminare per molti chilometri a piedi, dovrebbe portare con sé nient’altro che sé stesso, non portate due tuniche ecc…

    sarebbe bello fare l’esperienza dell’essenziale, partire con solo uno zaino da nove chili in spalla per raggiungere una meta prefissata a molti chilometri da qui

    non credo che a quel punto i libri farebbero parte del carico

    solo silenzio, memoria e astri a illuminare il cammino, come per Abramo, come per Mosé come fu anche per Gesù

    e poi anche quell’essenziale ci sarà tolto, come fu per Abramo, Mosé e Gesù che non avevano altro se non la fede (ma la fede non è visione dice s. Paolo) che avrebbero ricevuto cento volte tanto.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Giorgina Busca Gernetti

    Anche lo zaino da nove chili risulterebbe superfluo se si seguisse come esempio Gesù.
    “Omnia mea mecum fero” aveva detto un filosofo greco, riferendosi evidentemente solo alla propria interiorità, unico suo “bagaglio”, unico suo “bisogno” nel corso della vita (affermazione citata da Cicerone e da San Paolo).
    Giorgina BG

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  3. f&r

    pensavo a qualcosa di molto concreto come il pellegrinaggio verso santiago de compostela; nel 2010 non credo troverei molte case in cui fermarmi e rimanere senza passare di casa in casa come sta scritto, e a meno di non poter muovere più un passo dopo un paio di giorni senza cibo e/o puzzare come un somaro dopo 800/1000 chilometri senza lavarsi, uno zainetto con “l’essenziale del 2010” lo porterei con me 🙂

    credo che sarebbe comunque un’ esperienza di essenzialità per chi, come noi, è abituato ad essere circondato da cose inutili e utili ma non essenziali, o forse potrebbe essere un modo per rendersi conto che alcune cose che consideriamo inutili e altre che pensiamo necessarie in verità non lo sono.

    fermo restando che poi, come dice fabry, alla fine siamo servi inutili

    f&r

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  4. M&C

    Credo che non ci possiamo considerare “inutili” fino a quando ci sarà anche uno solo che ci ama, che ci vuole bene e fino a quando saremo anche noi capaci di amare.
    L’unico senso possibile di questo universo umano è proprio l’amore che ci rende unici ed indispensabili per qualcuno, come la rosa per il piccolo principe.

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  5. f&r

    credo che per nessuno più che per un cristiano sia difficile mandare giù il rospo della propria inutilità, eppure è il Vangelo dell’amore, quello di Luca a metterci in guardia e a ricordarci che fu proprio Gesù a dire: “Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare” (Lc 17,10)

    non credo che non possiamo sentirci inutili perchè amati o capaci di amare, (ma siamo davvero capaci di amare?).
    sarà solo dopo aver raggiunto una nuova consapevolezza di cosa sia l’Amore senza misura, o meglio di cosa significhi la Sua buona misura, pigiata, scossa e traboccante,che riusciremo finalmente a sentirci liberati da noi stessi e felici di essere servi inutili a tempo pieno (capaci di amare solo a intermittenza eppure amati da e per sempre)
    ma riusciremo mai a capire, a comprendere, riusciremo mai ad essere felici?

    f&r

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  6. Anonimo

    A proposito dell’essenziale e del Piccolo Principe, in questo libro (secondo me, un must per tutti da avere nella propria libreria) si dice proprio che l’ESSENZIALE e’ invisibile agli occhi. Ecco quello che dobbiamo coltivare in noi e che dobbiamo guardare negli altri, al di la’ delle apparenze. Il resto e’ vanita’ delle vanita’.
    Don Fabrizio, se c’e ancora tutto questo superfluo, allora con agosto ha sospeso i lavori per mettere ordine nella sua stanza. Bene, ha staccato un po’ la spina:-)

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  7. fabrizio centofanti

    grazie amici.
    credo sia importante riflettere sull’essenziale in questa società del superfluo:
    diventa un’abitudine dell’anima, e si rischia di perdere il filo.
    un abbraccio
    fabry

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  8. beppecucchi

    Suono con un amico (Roberto Guarneri) che ha composto una serie di canzoni per bambini ispirate alla storia del piccolo principe e ne ha fatto uno spettacolo.
    http://www.robertoguarneri.it/index.php?option=com_content&task=view&id=34&Itemid=5
    … se devi organizzare qualcosa per i ragazzi della tua parrocchia …tienilo presente.
    Volevo anche farti sapere che durante la vacanza del movimento di cui faccio parte, durante il momento preghiera, ho letto alcuni dei tuoi racconti tratti da “Prèt(re) à porter” ai ragazzi. I diritti d’autore te li pagherà …Qualcun’Altro.
    PS
    Quando scrivo in questo in questo blog mi sento un po’ come la volpe del piccolo principe. Una volpe post-moderna che deve addomesticare e farsi addomesticare senza nemmeno conoscere il volto degli amici con cui parla.
    Ciao a tutti
    Beppe Cucchi

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  9. alfonso

    non importa cosa contenga la nostra stanza,
    cosa raccoglie intorno a noi. specie se le cose
    non sono state caricate di significati, e quindi
    non rimandano ad altro. specie se quelle cose
    finiscono lì. se servono soltanto a un bisogno
    del corpo, non dell’anima.
    l’essenziale è dell’anima. e il più delle volte
    è invisibile agli occhi (piccola variante apportata
    da Isabell Allende)

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  10. Carla

    Adoro questi scorci di intimità che mettono a nudo la persona nel suo ambiente…immagino vividamente il contenitore verde del borotalco 🙂
    ci sono piccole cose “indispensabili” al nostro benessere.

    Buona giornata

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