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da qui
E se fosse questo il centro del mondo? Se la storia di ogni essere vivente finisse per specchiarsi qui, nel golfo di Sirolo, per comprendersi davvero? Se il muso mite del Conero, appoggiato sul mare, fosse in realtà un oracolo, una Sibilla incaricata di emettere responsi sul destino che attende dietro l’angolo? Vedo un gommone rimbalzare sulle onde, avanti a me, come un cavallo imbizzarrito, indifferente alla solennità del luogo, rapito nell’ebbrezza acerba della velocità. E’ il dilemma eterno fra contemplazione e azione, la prova che la vita è sospesa tra due golfi, sotto lo sguardo da sfinge muta del Conero-Sibilla.

la vita è sospesa come è sospeso il silenzio della Sibilla, sospesa, forse, a sua volta nell’attesa di vedere quale sarà la scelta o come, colui che si affaccia sui due golfi, saprà restare in equilibrio.
un abbraccio, fabry
f&r
ogni posto è il centro del mondo, così insegnano Calvino e la teoria della relatività generale!
“[parlo] di quelle prime ore mattutine in cui tutti dormono, tranne i pescatori che prendono il largo; delle cicogne di cui tutta la città si accorge verso l’autunno, mentre passano sopra il Bosforo e le isole, in arrivo dai Balcani e dall’Europa per andare a sud…”
(Orhan .Pamuk)
Mi spiace, don Fabrizio, ma concordo con Sparz: se si trovasse sul promontorio del Gargano o altrove tra due golfi, le sembrerebbe di stare ugualmente al centro del mondo.
Capisco pero’ che il posto dove si e’ rifugiato ora, per Lei significhi e rimandi a qualcos’altro…
Attendo con curiosita’ il suo post di domani sul concerto d’organo!
Le auguro una buona scrittura:-)
Anch’io, come Sparz e l’Anonimo, ho contemplato il Gargano e per ben sette estati consecutive mi sono sentita al centro del mondo. Però sul promontorio di Palinuro ho avuta la stessa sensazione. Per non dire di un promontorio nell’isola greca di Hydra. E il promontorio di Portofino?
Un saluto
Giorgina Busca Gernetti
Ai poeti sospesi tra contemplazione ed azione segnalo un concorso giunto alla sua settima edizione: http://www.ipensieridelpoeta.it
ogni mondo con me dentro, per questo solo motivo ritenuto creato,
è il centro del mondo: del mondo che io, con la mia tribù, abito.
e in questo mondo creato, in questo Eden, ho sempre da stare,
forse come un trapezista sospeso, avvitato nell’aria, nella speranza
che qualcuno mi afferri le mani, o che non sia troppo corta
la corda che devo acchiappare.
ovviamente il qualcuno che mi afferra
è l’altro verso cui mi tendo e in cui confido; la corda, invece,
è il mondo da cui mi lancio ed è lo stesso mondo che ho da fare.
credo che questa bella istantanea voglia rappresentare l’universalità d’ogni parte del mondo. come l’universalità della buona letteratura.
grazie amici: mi sento vicino ad Alfonso e Franz.
un luogo universale dove si sta sospesi sul nulla.
Certi luoghi sono come certe musiche e sinfonie: tutto è in perfetta armonia ed è inevitabile perdercisi dentro. Poi, se ad esso è legato un momento importante e significativo della nostra vita, per noi quello diventa il posto più bello del mondo, anche se in realtà non è così.
proprio così, grazie!