Marco Bellini. Come spiegarle queste finestre senza vetri


(Vecchie finestre)

Come spiegarle queste finestre senza vetri

Come spiegarle queste finestre senza vetri
che tutto ci passa dentro
e fa un freddo diverso preso lontano
il freddo che un pianeta attraversa
e lascia sul filo dell’orbita. Un fiato scuro
che non penseresti mai sul tuo davanzale.
Mancano i rimbalzi della luce
a concludere il giorno
prima che l’aria gialla della lampadina
dia il passo ai gesti lenti della casa.
Le tende sbeccate non possono nulla.
Forse possono: l’appartenere a una sedia
il proprio bicchiere la sera
tutte le sere l’impronta sulla tovaglia.


E’ rimasto indietro

E’ rimasto indietro
e l’ho avvertita appena una leggerezza fragile:
ero edera sulle spalle di piuma e il dito
mirino in trasparenza sul mio domani.
Chiamato alla sorveglianza lui
l’angelo è rimasto indietro, scollato
dai motori che brillano sull’oggi.
Non ha visto l’imbocco, l’asfalto nuovo
sul cavo dal muro al portatile: un lago
icone a galleggiare le parole
palline di mercurio che respingono
senza mani per tenersi in una frase
senza sponde per l’attracco
in un bosco di pixel
luminarie di un tempo artificiale.

Montagna

E’ arrivato il tempo che sulle montagne
fermarsi alla sella è sensato. Bisogna
pestare strade diverse con l’orizzonte
che non taglia e qualche panchina
come le briciole per non perdersi.
Con i polpacci a riposo ascoltare
un figlio che sta ancora dentro l’imbrago
e la bocca piena del crepaccio lungo il ghiacciaio.
Cosa si riconosce di me
nelle scarpe da jogging sul balcone? Dentro
il vapore dei calcagni ancora ieri
li torcevo nella polvere e un pensiero
che batteva sul ritmo a battesimo
con il sudore che non scende a patti.


Non basta accettarli all’offerta un po’ esitante

Non basta accettarli all’offerta un po’ esitante
devo chiederli più spesso i pomodori
che combatti alla terra e prepari
sulla notizia del giorno incartati appena vedi
l’auto al cancello e arrivi che quasi disturbi
e dovrei dirtelo che non è vero. L’orto
come uno specchio dove ti confermi
è il tuo dire che ci sei che la pensione
e quella malattia reumatica
tutta un problema dentro il nome
non l’hanno vinta e tuo figlio grande
deve chiederli più spesso i cetrioli
che stasera alla sua tavola
crescerà ancora un dito.

Rimesta!

Rimesta l’inchiostro del tuo nome
quel pezzo di carne senza riposo
e l’ho avvertita appena una leggerezza fragile
che uno non penserebbe mai. Poi
l’ago sulla carta ha le curve sbagliate
(chissà se ti hanno vista). E dicono:
quella parte è necrotizzata
e io temo ma non posso toccare
temo che i momenti di te
stiano proprio lì a seccare
impagliati in quel pezzo di cuore
che ora ci piove la polvere.
E lo voglio negare
pensare che posso farne a meno
e che tu prenderai l’aorta
per tornarmi dentro la corsa
di un occhio che ancora batte.

(Inediti)

Nota bio-bibliografica

Marco Bellini nasce in Brianza, dove ancora risiede, nel 1964.
Nel 2007 pubblica “Semi di terra” (LietoColle). Nel 2008 pubblica la plaquette “Attraverso la tela”
e per le Edizioni Pulcinoelefante la poesia “Le parole”.Nel 2010 pubblica “E in mezzo un buio veloce” (Edizioni seregn de la memoria). E’ in uscita in questi giorni il nuovo libro “Attraverso la tela” (La vita felice). Sue poesie hanno ottenuto riconoscimenti in diversi
concorsi, sono presenti in diverse antologie e sulle riviste “Ali”, “Le voci della luna” e “Poesia”.

21 pensieri su “Marco Bellini. Come spiegarle queste finestre senza vetri

  1. Anna Maria

    Muove una poesia che si ferma ad aspettare l’angelo che è rimasto indietro, “scollato dai motori che brillano sull’oggi”. Rifletto e ringrazio chi scrive e chi propone.

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  2. nadia agustoni

    Una poesia molto bella quella di Marco Bellini. L’autenticità delle parole ci sorprende e le immagini. Lo saluto qui e lascio spazio ai lettori. Grazie

    Rispondi
  3. francesco

    Poesie molto belle, molto.
    Apprezzo tutte, in particolare però la prima, i cui versi iniziali mi suscitano sincera meraviglia.
    Complimenti, e grazie a Nadia.

    francesco t.

    Rispondi
  4. Agostino

    Oltre ad unirmi ai vostri complimenti, vorrei aggiungere che Marco è davvero una bella persona, l’ho incontrato a Casazza un paio d’anni fa e mi ha fatto proprio un’ottima impressione.
    Leggo spesso i suoi versi in giro, spero però di incontrarlo nuovamente di persona.
    Un saluto a tutti

    Agostino

    Rispondi
  5. Donatella Colombo

    E’ forte l’emozione nel leggere queste poesie. Nel silenzio, le parole penetrano, evocano, si depositano e rendono questa pagina il luogo migliore ove trascorrere una serata di fine estate.

    Rispondi
  6. Marco Bellini

    E’ un piacere essere qui e condividere questi versi con voi. Un grazie affettuoso a Nadia per l’ospitalità e ad Anna Maria, Elio e Francesco per la loro attenzione ed apprezzamento.

    Marco.

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  7. Carla

    Complimenti Marco, in queste poesie ci sono frammenti di vita che non passano inosservati, si legano all’esperienza, al vissuto, all’umano rivelandone ogni limite, questo mi piace molto…evidenzi la debolezza dell’uomo di fronte allo scorrere del tempo, alla vita che incalza, con tutte le sue complicazioni.
    in particolare ho gradito Montagna e Non basta accettarli all’offerta un po’ esitante.
    un saluto anche a Nadia
    C.

    Rispondi
  8. liliana

    Eh sì, niente male davvero. non sempre i poeti corrispondono alla loro poesia. Non è il caso di Marco, bella persona e altrettanto bella poesia, autentica (non sarebbe poesia, altrimenti)
    E bravo Marco!
    un saluto affettuoso
    Liliana Z.

    Rispondi
  9. nicola vacca

    La poesia di Marco attraversa con grande coraggio il nostro tempo ferito.Ci vuole coraggio per fare i conti con la vita. Da qualche tempo leggo i versi di Marco Bellini.Ogni volta che mi capita tra le mani una sua poesia è una grande gioia.
    Prendete questi versi, per esempio, che con suggestiva aderenza a un vero interiore ci conducono nella terribile stagione di freddo che stiamo vivendo con la generosa umiltà della condivisione davanti a quel nulla che quotidianamente ci toglie sempre qualcosa…
    Caro Marco,grazie di cuore per la tua poesia che sa illuminare il nichilismo delle cose che tocchiamo con la naturalezza del testimone che non si arrende, attraverso la parola,alla deriva del senso.
    nicola vacca

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  10. Anna

    Che belle queste poesie! Quanta profondità! Si soffermano su momenti quotidiani ma sanno andare oltre, ci invitano alla riflessione e ad assaporare la vita. Grazie al poeta che ci aiuta a saperla apprezzare.

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  11. Marco Bellini

    Mi trovo ancora qui, un poco stupito, a ringraziare: Carla per le sue parole attente e a cui chiedo di salutare il NOSTRO lago, Liliana sempre troppo generosa con me, Stefania e Lamberti Bocconi a cui prometto che tenterò di non sparire.
    In ultimo un abbraccio e un ringraziamento per le parole appassionate e puntuali a Nicola che da qualche anno mi segue e incoraggia nel mio tentare.

    GRAZIE, Marco B.

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  12. Marco Bellini

    Un caro saluto ed un ringraziamento per il loro passaggio a Sebastiano, Agostino che da troppo tempo non vedo, Donatella capace di parole davvero delicate e Anna.

    Marco B.

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  13. PAOLO OTTAVIANI

    Poesia di un uomo forte. Parole che tagliano e scavano, che aprono squarci di dolore sconosciuto, “un fiato scuro / che non penseresti mai sul tuo davanzale”.

    Poesia di un uomo fragile. Parole che rammendano e coprono gioie quotidiane, “l’appartenere a una sedia / il proprio bicchiere la sera”.

    Poesia di un uomo sognante che avverte la presenza di un angelo “rimasto indietro, scollato / dai motori che brillano sull’oggi”.

    Poesia di un uomo sensato che sulle montagne si ferma ed evoca la favola e “le briciole per non perdersi”.

    Poesia come ogni poesia che ci fa tremare, respirare e vivere.

    Paolo Ottaviani

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  14. Blumy

    scusate l’intrusione, ma ho letto una gran bella poesia di Marco Bellini sulla rivista Poesia e l’ho cercato nel web e l’ho trovato qui, in Poesia e spirito. mi piace il suo il suo ‘linguaggio di tutti i giorni’, con il quale racconta la vita (la sua, la nostra) e anche la leggerezza con cui tratta temi di grande inpatto emotivo. Bravo!

    Blumy

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