nuvole inerti
sul mio paese
ma un peso grande sul mio petto
è il tuo dolore che preme
da lontano
e il mio che è sempre qui
a portata di mano.
sento il fallimento della mia vita
l’orrore di dissanguarsi
senza neppure una ferita.
6 pensieri su “nuvole inerti”
rrt
“l’orrore di dissanguarsi
senza neppure una
ferita”
penso che siamo in molti a sentirlo.
Roberto
non sentirti un fallimento.-forse solo perchè ti senti solo/sola:hai mai pensato di parlare con te stesso/a?forse a volte c è un vuoto nell’ anima: quello che avremmo voluto essere e non siamo riusciti ad esserlo,forse
per colpa nostra
o per colpa di altri.
Certo che il dolore preme nell’anima
come un masso pesante
che non ci lascia respiro:
e vorremmo avere così
all’istante
una spugna da cancellare
quel dolore
che più che un masso
ci preme
spina segreta
ma senza lacrime
che addolciscano il vuoto
e quel segreto dolore
che non riusciamo
o forse
non riusciremo mai a capire
perchè segreto.
se non capisci:
il tuo dolore
come una barca sarai
alla deriva
di questo nostro vivere
di cui non sappiamo nulla
o quasi
ma solo il “viviamo”.
Sarà che io mi dissanguo di meno, o sarà forse che preferisco pensare alla sensibilità e alla fragilità come a un eccesso di sangue, piuttosto che come a un’anemia…comunque, questo testo mi sembra più banale rispetto agli ultimi pubblicati da Arminio qui su LPELS. Il “peso grande sul mio petto”, il “dissanguarsi senza neppure una ferita”, il “dolore che preme”, sono immagini ed espressioni veraci, ma anche troppo, troppo trite, e così non riescono proprio a parlarmi -intendo soltanto nella ristretta estetica di una poesia, ovviamente- di una reale emotività.
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“l’orrore di dissanguarsi
senza neppure una
ferita”
penso che siamo in molti a sentirlo.
Roberto
Condivido e sottoscrivo il commento che mi ha preceduto.
Anch’io condivido e sottoscrivo il commento di RRT.
GBG
touché!
non sentirti un fallimento.-forse solo perchè ti senti solo/sola:hai mai pensato di parlare con te stesso/a?forse a volte c è un vuoto nell’ anima: quello che avremmo voluto essere e non siamo riusciti ad esserlo,forse
per colpa nostra
o per colpa di altri.
Certo che il dolore preme nell’anima
come un masso pesante
che non ci lascia respiro:
e vorremmo avere così
all’istante
una spugna da cancellare
quel dolore
che più che un masso
ci preme
spina segreta
ma senza lacrime
che addolciscano il vuoto
e quel segreto dolore
che non riusciamo
o forse
non riusciremo mai a capire
perchè segreto.
se non capisci:
il tuo dolore
come una barca sarai
alla deriva
di questo nostro vivere
di cui non sappiamo nulla
o quasi
ma solo il “viviamo”.
Sarà che io mi dissanguo di meno, o sarà forse che preferisco pensare alla sensibilità e alla fragilità come a un eccesso di sangue, piuttosto che come a un’anemia…comunque, questo testo mi sembra più banale rispetto agli ultimi pubblicati da Arminio qui su LPELS. Il “peso grande sul mio petto”, il “dissanguarsi senza neppure una ferita”, il “dolore che preme”, sono immagini ed espressioni veraci, ma anche troppo, troppo trite, e così non riescono proprio a parlarmi -intendo soltanto nella ristretta estetica di una poesia, ovviamente- di una reale emotività.