Voce sola. Di Pierluigi Cappello
Io dico che
– secondo me –
le parole non vedono
le parole non vedono mai abbastanza
sono due occhi
rimasti dietro un muro
sono il buio di una stanza
e quello che vedono, povere,
a vederlo mi fa quasi pena
non conta
rispetto alle cose che contano
rispetto alle cose che ci hanno detto
che sono vere.
A noi, timbrati in seme.
Da: Asseto di volo; sezione Dentro Gerico; Crocetti Editore 2006


Molto piaciuta. Quel muro invalicabile che separa le parole dalle cose, dai sentimenti; eppure credo che proprio la poesia, talvolta, sappia creare il miracolo; e se non brecce, almeno sottili fessure che permettono di vedere (oltre) e prevedere con sintesi mirabile, luce inedita ciò che nessuno prima vedeva.
Grazie Nadia
Giovanni
” …sottili fessure” si, almeno queste forse…Grazie a te Giovanni, (per la poesia bisogna ringraziare solo Pieluigi Cappello :-), un saluto ).
“timbrati nel seme”, perfetta.
Nadia, uno dei miei poeti preferiti!
Che, come sai, legge le proprie poesie in modo magistrale.
Ciao e auguri a tutti tutti
Liliana Z.
Le parole rimbalzano in coro dentro e fuori dall’anima….come mi piace questa poesia che mi solletica e le sensazioni così si dannano, magnificamente mi abbarcciano, complimenti sinceri, un saluto natalizio a tutti, Tiziana
La scelta di questa poesia di Pierluigi Cappello fatta da Nadia Augustoni mi sembra ottima: sintetizza bene la poesia di Pierluigi, poeta meraviglioso.
Grazie a entrambi Ciao Pierluigi, un abbraccio …
Ringrazio per i nuovi commenti e saluto tutti voi aggiungendo gli auguri. Buone feste.