Il canzoniere unico. Di Maria Grazia Lenisa


(Peschi in fiore)

IL CANZONIERE UNICO

Un cielo d’oro e piove tanta luce che fa prezioso

Il Sogno che consuma l’ultima cera

degli occhi

e si brucia nell’alchimia della Resurrezione.

Vedere rosa è ancora sogno umano a misura

dei peschi a primavera che danno

I frutti

con l’ammaccatura ed i vermi di dentro.

Se vedi oro, sai che non è guasto più né il fiore

né il frutto e sempre vive nella prima-

vera

la pelle intatta di creatura pura nella luce soluta.

Non so che raggio m’illumini interno dopo tanfi

di buio, è che nell’oro ci cammino dentro.

La luce

Non si spegne e che gioia, mia Signora dell’aria,

delle nuvole, averti scritto un Canzoniere Unico.

Giardiniera lucente dei tuoi orti, ho fatto versi

d’oro

in cui l’oggetto erotico era l’aria, la luce, il fiore…

e mai ogni bersaglio fu così incerto, volendo

sfiorare l’Impossibile Atto della Creazione,

crudele, ambigua, contraddittoria e insieme

bella, splendida, insondabile per cui lo smacco

in te sola risolvo nell’oro che riscatta

il mio metallo,

“Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio,”

incesto d’oro che abbaglia e riluce.

Da: Maria Grazia Lenisa, La predilazione, Bastogi fuori collana 2002

10 pensieri su “Il canzoniere unico. Di Maria Grazia Lenisa

  1. jacopo ninni

    Lucida poesia di luce
    che sia innata, generata, riflessa, nascosta, in potenza: la luce è il vero verme che scava dentro, divora, cancella e trasforma l’oggettuale in spirituale.

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  2. nadia agustoni

    Continuerò a proporre nel tempo schegge del lavoro di Maria Grazia Lenisa, intanto grazie a Marzia Alunni di avermi mandato questa poesia.

    Grazie a Jacopo Ninni e un saluto a tutti.

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  3. Mariella Bettarini

    Grazie, carissima Nadia, per questa ri-proposta di una grandissima, indimenticabile voce poetica (e umana). Grande, grande Lenisa! Una delle voci più intense della poesia italiana del secondo Novecento. Grazie!

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  4. Giorgina Busca Gernetti

    “Vergine Madre, Figlia del tuo Figlio,”

    incesto d’oro che abbaglia e riluce.

    Pochi saprebbero rendere a tal punto luminoso, seppure con parole umane, un concetto teologico.

    Giorgina Busca Gernetti

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  5. giacomo cerrai

    canzoniere d’amore, nel senso più ampio, verso la vita, per quanto essa possa essere “con l’ammaccatura e con i vermi dentro”, verso una visione ottimistica dell’esistenza, verso il dono dorato di essa, dono qui avvolto nel finale riconoscente e religioso, che sigilla la convinzione che nessun amore, in fondo, vale quanto quello riposto nella speranza, o nella fede. Peccato avere così pochi termini per descrivere l’amore,a differenza dei greci. Per qualche ragione (o forse perchè ho appena visto il film di Eastwood “Hereafter”), l’immagine che questa poesia mi ritorna è qualcosa di testamentario e definitivo (ma non lugubre, tutt’altro), come il gioioso attraversamento del tunnel di luce e colori che si dice si veda negli ultimi attimi dell’esistenza.

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  6. Marzia Alunni

    Sono grata a tutti per il calore e l’accoglienza data al testo di Maria Grazia Lenisa. In particolare apprezzo la cura nel cercare il dialogo, nel porsi sulla sua lunghezza d’onda, lasciandosi conquistare dalla virtuale bellezza del suo sovrammondo poetico. Iacopo ha colto l’essenza della sua “carnalità spiritule” irrorata di luce, Viola ha indicato il legame tra eros e sacro che pervade la sua poesia, da Mariella giunge un plauso pieno di umano calore eppure del tutto rigoroso.
    Per Giorgina la Lenisa ha rivestito di bellezza la teologia Giacomo invece ha scoperto l’ambivalente amore contrastato per la vita che si cela tra le righe del testo, davvero sui generis perchè preconizza un canzoniere che verrà scritto dalla poetessa successivamente. Non ho parole per esprimere poi la gratitudine per Nadia la cui capacità di ascolto e competenza sono proverbiali. Marzia Alunni

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  7. nadia agustoni

    A tutti grazie dei vostri interventi che danno altra luce a un testo luminoso. Continuerò a proporre testi di Lenisa, come già detto, per quello che ci danno. Un saluto.

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  8. rosaria di donato

    La primavera, la resurrezione, la vita e la morte si fondono in un tutto circonfuso di luce. Pèsca intatta Maria, forza cosmica indenne dalla corruzione e mistero d’amore, tutt’uno con il Figlio: entrambi incarnazione dello Spirito, manifestazioni della Luce che rifulge nel creato “l’aria, la luce, il fiore…” essenza della ri-nascita, alchimia che muta il metallo in oro.

    Un saluto,

    Rosaria Di Donato

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  9. Marzia Alunni

    Ringrazio Rosaria delle sue parole ispirate dense di vera poesia.
    Di nuovo mi complimento per l’iniziativa.

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