[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HUXGLAaytmQ&feature=fvst]
da qui
L’edicola è un parallelepipedo di colore grigio, con una tenda bianca che cade per circa un metro a fare ombra o riparare dalla pioggia. Sul bordo ondulato, rovesciato verso il basso, c’è la scritta Libreria Ricariche (manca la i dopo la prima erre) DVD, e sul costone superiore si pubblicizza per quattro volte il quotidiano cittadino Ostia Oggi. Sulla facciata si succedono quattro ante a vetro gremite di riviste colorate; nell’ingresso pendono oggetti di ogni tipo: palloni, cannocchiali, secchielli, sfere colorate. Sulla sinistra giacciono cinque scatoloni – vuoti – di cartone e una sedia rossa di plastica dove il giornalaio, nelle giornate miti, si gode gli attimi di pausa tra un cliente e l’altro. L’accavallarsi delle cianfrusaglie prosegue con l’accavallarsi della gente, un assembramento che, visto dall’alto, è un disegno a macchie chiare e scure, maglioni grigi o a righe, scarpe nere da uomo o chiare e aperte da donna, colletti stretti o larghi, capelli bianchi e neri, teste calve o brizzolate, corpi protesi o immobili per l’emozione trattenuta, sopracciglia alzate in segno di stupore per l’uomo steso a terra con un rivolo di sangue che scende sulla tempia e va a formare una chiazza rossa sul grigio sporco dell’asfalto. Ognuno rivive un suo ricordo, la vita privata fa irruzione nella storia collettiva cercando di forzarla, tentando di ritrovare un colore e un sapore, la sicurezza del già visto: l’eterno vizio del sovrapporre se stessi al racconto che deve liberarsi dalla morsa fatale della contingenza, seguire il suo destino, non cedere al tifo da stadio che vorrebbe Cosimo vivo o morto, a un’idea di romanzo che fallisce sempre quando arresta il flusso della vita, la verità di ciò che accade al di là delle nostre paure e i nostri desideri.

Sospeso il fiato in attesa di leggere di Amerigo, se vivo o morto, a meno che il romanzo non abbia in mente una terza via, celata, per ora, allo sguardo del lettore.
un abbraccio, fabry
f@r
….rivivere un ricordo….
“la sicurezza del già visto”
che spesso sicurezza non è
“La verità di ciò chi accade al di là delle nostre paure e i nostri desideri”
Americo che lascia questo mondo così com’è, una anima che guarda dall’alto. un mondo indiferente dove le vicende umane più drammatiche diventano piccole eventi.
Così con questo ultimo canto trova la essenza è il regalo di una fine mai più incerta.
“O anima mia, tutto ti diedi, anche il mio ultimo bene; e le mie mani per te si svuotarono:
L’averti esortato a cantare fu appunto il mio ultimo dono!
D’averti esortato a cantare, dimmi dunque, dimmi:Chi di noi due deve ora dire grazie? Ma meglio ancora: canta per me, canta, anima mia! E che sia io a ringraziare!”
Zarathustra.
E’ proprio accettare “la verità di ciò che accade al di là delle nostre paure e i nostri desideri” la scelta difficile ma coraggiosa da fare…. E’ esattamente qua che bisogna mettere la “X” !!!
E, giustamente, dopo aver sottoscritto
“se sei un po’ nervoso ed un motivo ci sarà” …. :-)))
“corpi protesi o immobili per l’emozione trattenuta”
Ecco cosa accade quando si cerca di frenare l’irrefrenabile!Cercare di arrestare un’emozione:un’utopia!! Il corpo resta immobile, la vita perde i suoi connotati, tutto si ferma.
“Ognuno rivive un suo ricordo”
Un ricordo
Io non sapea qual fosse il mio malore
né dove andassi. Era uno strano giorno.
Oh, il giorno tanto pallido era in torno,
pallido tanto che facea stupore.
Non mi sovviene che di uno stupore
immenso che quella pianura in torno
mi facea, cosí pallida in quel giorno,
e muta, e ignota come il mio malore.
Non mi sovviene che d’un infinito
silenzio, dove un palpitare solo,
debole, oh tanto debole, si udiva.
Poi, veramente, nulla piú si udiva.
D’altro non mi sovviene. Eravi un solo
essere, un solo; e il resto era infinito.
Gabriele D’Annunzio
Sui gradini salì Ignazio
con tutta la sua morte addosso.
Cercava l’alba,
ma l’alba non c’era.
Cerca il suo dritto profilo,
e il sogno lo disorienta.
Cercava il suo bel corpo
e trovò il suo sangue aperto.
Non ditemi di vederlo!
da “il sangue versato” – Garcia Lorca
accettare ciò che ci viene incontro senza paure
un abbraccio Vale
Questo pomeriggio, caro don Faber, uscendo dal parcheggio della parrocchia mi sono trovata come sempre di fronte all’edicola, ma questa volta l’ho guardata meglio, come non avevo mai fatto perchè di solito le passo accanto distrattamente….
è proprio “un parallelepipedo di colore grigio” con tutti i fronzoli che hai minuziosamente descritto: bellissimo 🙂
Chissà quanti altri particolari, più o meno importanti, ogni giorno mi perdo per la fretta e la distrazione!!!
Grazie per avermi ricordato quanto sia importante ogni tanto fermarsi…
“c’è la scritta Libreria Ricariche (manca la i dopo la erre)”
Meraviglia delle meraviglie, stasera ho controllato e NON MANCA la i dopo la erre!
Si,la realtà, appena un po diversa, quel tanto che basta. Non ho parole!
“[..] Com’è cieco colui che immagina e progetta qualcosa fino ai più realistici dettagli. e quando non riesce a darne conto interamente con misure superficiali e prove verbali, crede che la sua idea e la sua fantasia siano vanità!
Se invece riflettesse con sincerità, si convincerebbe che la sua idea è reale tanto quanto l’uccello in volo,
solo che non è ancora cristalizzata; e capirà che l’idea è un segmento di conoscenza ancora ineslicabile in cifre e parole, poichè troppo alta e troppo vasta per essere imprigionata nel momento presente;
ancora troppo profondamente immersa nello spirituale per piegarsi al reale. [..]
[..]A prescindere da cultura alto o bassa, è il racconto della realtà che ti incunea la realtà nella testa, e te la fa esplodere dentro.
I fatti diventano tuoi o quando ti schiantano la vita, direttamente,o quando qualcuno te li compone in racconto e te li spedisce in testa.
Che vuol dire anche: raccontare non è un vezzo da dandy colti, è una necessità civile che salva il reale da un’anestetizzata equivalenza.
Il racconto, e non l’informazione, ti rende padrone della tua storia.[..]”
Barnum (Il Racconto)
vi ringrazio, care.
sì, la vita è una questione di dettagli.
baci
faber
L’ esperienze, la fede, l’educazione condizionano o guidano le nostre scelte. Ognuno di noi è un universo unico e inripetibile.
“Menomale”.
Caro Fabry, la descrizione è come sempre intensa, particoleraggiata, coinvolgente, magistrale. Immerso come sono in un altro dei “nostri” ritratti ( Lorca) – e vedo che anche Vale non ne è esente – , mi viene in mente una frase del poeta andaluso, che , dopo aver scritto una delle ultime scene della sua ultima sua opera teatrale , La casa di Bernarda Alba, si precipita presso un amico ( come faceva abitualmente) acceso di entusiasmo e gli dice , Non una sola goccia di poesia! Realtà! Realismo puro”. Ma in realtà ( scusa il gioco di parole) era la poesia che si sollevava dal libro e si faceva umana, come fai tu, con questi racconti. Perchè – come diceva sempre Lorca – la ” La poesia è qualcosa che cammina per le strade, che si muove, che passa accanto a noi. Tutte le cose hanno il loro mistero e la poesia è il mistero di tutte le cose. Si passa accanto ad un uomo, si guarda una donna, si percepisce l’incedere obliquo di un cane e in ciascuno c’è la poesia ”
Un grande abbraccio.
Augusto
Quando l’istante si fissa sulla pagina non c’è più scampo, come una macchia di inchiostro ne osserviamo attenti il divenire. Alla fine la macchia diventerà una rosa, una nuvola o rimarrà soltanto una macchia scura sul foglio bianco?
La descrizione dell’edicola è molto bella così ricca di dettagli, mi pare proprio di vederla.
Barbara,
grazie cari!
Augusto, non vedo l’ora di sentire il mio Lorca.
grazie a tutti, è bellissimo leggervi
quando troverò animo,
chissà,
forse scriverò qualcosa anche io:)))))
ciao Lia, benvenuta, ti aspettavo!