Il 5 aprile 2011 in Parlamento

Non uno si è ribellato di quelli che dovevano e potevano ribellarsi. In 314 come un sol uomo hanno coscientemente codificato una menzogna: Ruby nipote di Mubarak.

Si è trattato di una violenza squadrista da parte del Presidente del Consiglio e della conferma del servilismo acritico di questa metà del Parlamento italiano, inclusi i 14 ministri presenti in Aula.

Di fronte a questo paesaggio desolato è difficile non rassegnarsi alla forza dei numeri. È difficile non fare riaffiorare alla memoria un altro Parlamento soggiogato da un dittatore.

A noi non spettano atti di eroismo, ma opporre alla forza dei numeri, la forza della volontà: non rassegniamoci. Il silenzio equivale alla complicità.

Da: Libertà e giustizia

5 pensieri su “Il 5 aprile 2011 in Parlamento

  1. robertorossitesta

    Caro Giovanni,
    ho cliccato sul link e ho trovato
    accanto all’iconcina di Facebook
    “Piace a 168 persone” (dopo di me 169, 13 al quadrato). Conosco poco Facebook e i suoi meccanismi, ma come persona che passa sui numeri le sue giornate posso dire soltanto:
    “Poveri noi”.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  2. Mauro Pesce

    La cosa impressionante di tutto questo è che a credere alla storia della nipote di Mubarak sono i parlamentari cattolici che sostengono Berlusconi. Comunione Liberazione e i suoi esponenti ufficiali avvallano la storia e proteggonio Berlusocni. Perché la chiesa cattolica italiana è cadurta così in basso?

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  3. Carla

    la ribellione fa parte dei pochi, quelli che non hanno evidenziato in fronte il marchio di: vigliacco.
    la menzognia è il loro vestito migliore.
    pensano che non si riconosca?
    c’è ancora chi ci vede bene, per fortuna!
    ne bastano pochi, pochi ” buoni”, per fare un vero esercito contro la dittatura.
    non ho dubbi su questo;-)

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