[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Xy84N_U5jw0]
da qui
Di tutti, quello che m’inguaiò di più fu Boris, re di Bulgaria.
Le damigelle sono in fila, a scala, coi vestiti bianchi e in testa corone floreali.
Com’ero finito lì? Tutto, piuttosto che in ufficio.
Il sovrano era coperto di medaglie e guardava di sottecchi alla sinistra.
Aveva promesso i sacramenti cattolici e sembrava mantenere la parola.
Dove c’era la regina che smistava sorrisi senza risparmiarsi.
E invece, tornato dall’Italia, celebrò le nozze col rito ortodosso.
Il re sta col cappello in mano, vestito di scuro, la regina è tutta bianca: c’è un motivo per cui l’uomo e la donna sono tenebre e luce?
In terra straniera, lontano da ogni usanza, la continuità possibile era il calore umano, l’amicizia, che non consulta mappe e finisce col comprendere ogni lingua.
Dal grattacielo, la montagna è una torta al cioccolato spruzzata di cannella.
La basilica pullula di auto e uomini in divisa. La sposa scende con il velo al vento, monarchi, ufficiali e soldati attendono pazienti: perché aspettare irrita, predispone al rimprovero, all’alterco; l’unico ritardo ammissibile è quello della sposa.
In Vaticano si scatenano le maldicenze: vedi, è un buono a nulla.
La villa è quasi nascosta dagli schizzi della fontana enorme, circondata da alberi maestosi.
La marcia nuziale è una musica quasi insopportabile: perché sempre la stessa? Poi dicono che il matrimonio sia la tomba dell’amore.
Capivo che Boris dovesse scendere a mille compromessi.
Sulla città, le nuvole sono un corpo che si apre e lascia uscire il sole.
Un militare armeggia con un telo: una tenda? Una bandiera? La carta dell’amore, piena di luoghi sconosciuti, dov’è così facile perdersi e non trovarsi più?
Avevo fin d’allora l’idea che i formalismi non dovessero impedire alla gente d’incontrarsi, che niente è più terribile di quando il principio è più importante rispetto alla persona.
Il cielo è il rovescio della vita: la parte leggera che non riusciamo a liberare, il sogno che rimane in gola, il bacio non dato, la confidenza soffocata da un calcolo qualsiasi.
Gli sposi procedono spediti, come avessero fretta di finire; il velo è una pergamena srotolata su cui è scritto qualcosa che nessuno riesce a leggere.
Boris mi fece un altro scherzo, battezzando la figlia con il rito ortodosso. L’avrei preso a schiaffi, non fosse stato il re. O forse proprio perché era il re, l’avrei fatto volentieri.
Il bosco, invece, è un ventre di donna che promette meraviglie, una pelliccia calda che finge di racchiudere tesori, le labbra umide della memoria, il catalogo dei progetti perduti o interrotti sul più bello.
Dalle finestre, gli invitati salutano: sono l’ombra che si affaccia con gli scoppiettii di invidie e gelosie, la resa amara di chiacchiericci e insinuazioni.
In fondo era un buon diavolo. Quando me ne andai, mi accorsi che i bulgari mi volevano bene e promisi che chiunque di loro avesse bussato alla mia porta, sarebbe stato accolto.
Il castello è accovacciato ai piedi del monte in cui la pietra si trasforma in braccio, in volto, in cuore che batte senza far rumore.
La folla agita all’unisono i fazzoletti bianchi, sorride ai sovrani che procedono con la testa bassa, come rivolgessero alla strada una domanda che arriva troppo tardi.

l’unica cosa che mi viene da dire è che la sposa, meringa, fata o regina che sia, mi fa sempre l’effetto di una vittima sacrificale addobbata a festa prima che sia la fine…
Poi dicono che il matrimonio sia la tomba dell’amore.
perché non è cosi? 🙂
“procedono con la testa bassa, come rivolgessero alla strada una domanda che arriva troppo tardi.”
Le strade non percorse o percorse a metà lasciano aperte grandi domande…non è mai troppo tardi per accogliere una risposta.
“In terra straniera, lontano da ogni usanza, la continuità possibile era il calore umano, l’amicizia, che non consulta mappe e finisce col comprendere ogni lingua.”
Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee. (George Bernard Shaw)
FUOCO E GHIACCIO
Dicono alcuni che finirà nel fuoco
il mondo, altri nel ghiaccio.
Del desiderio ho gustato quel poco
che mi fa scegliere il fuoco.
Ma se dovesse due volte finire, so pure che cos’è odiare,
e per la distruzione posso dire
che anche il ghiaccio è terribile
e può bastare.
Robert Lee Frost
“In qualunque luogo del mondo mi accada di vivere, se alcuno di Bulgaria avrà a passare presso casa mia, durante la notte, fra le difficoltà della vita troverà sempre la lampada accesa. Batta, batta, non gli sarà chiesto se è cattolico o ortodosso: fratello di Bulgaria, basta, entri, due braccia fraterne, un cuore caldo di amico lo accoglieranno a festa…”.
La domanda giusta da fare sempre e subito, mai “troppo tardi”, di fronte all’altro, è: “se fosse mio fratello?”.
Riconoscersi fratelli, figli di uno stesso Padre, è l’unico modo di essere cristiani, come ci hai detto oggi don, ed è questa la “continuità possibile”, “il calore umano, l’amicizia, che non consulta mappe e finisce col comprendere ogni lingua”.
– … niente è più terribile di quando il principio è più importante rispetto alla persona.
“L’uomo è creato per l’amore…
L’amore è il senso stesso della vita …
L’amore non deve mai fermarsi, ma anzi tendere a diventare universale ed essere strumento per raggiungere sempre più la comunione con l’unico vero Amore”.
Sulla città, le nuvole sono un corpo che si apre e lascia uscire il sole.
Che bella questa frase, l’uomo che finalmente si toglie la maschera delle convenzioni, dei pregiudizi, si fa spazio fra le sue paure e i giudizi altrui, e si dà al prossimo con tutto se stesso, così come fa il sole che regala luce e calore a tutti, indistintamente, anche a chi vuole respingerlo con una tenda da sole.
“c’è un motivo per cui l’uomo e la donna sono tenebre e luce?”
Senza mai incontrarsi…il giorno e la notte
http://www.youtube.com/watch?v=rd8ufytfu4s
“una domanda che arriva troppo tardi.”
In principio era… la risposta…
Dio risponde prima che arrivino le nostre domande…nella maggior parte dei casi non si è stati in grado di ascoltare
Il castello è accovacciato ai piedi del monte in cui la pietra si trasforma in braccio, in volto, in cuore che batte senza far rumore.
La folla agita all’unisono i fazzoletti bianchi, sorride ai sovrani che procedono con la testa bassa, come rivolgessero alla strada una domanda che arriva troppo tardi.
La strada percorsa senza sapere dove ci porta è una strada che è meglio abbandonare. A testa alta, consapevoli verso chi stiamo andando e chi ci sta aspettando, su una strada senza frontiere, lastricata da tanti colori, è la strada giusta da percorrere dove alla fine troveremo un cuore aperto e le giuste risposte alle nostre domande.
….mi volevano bene e promisi che chiunque di loro avesse bussato alla mia porta, sarebbe stato accolto.
Il matrimonio può essere considerato la culla dell’amore,quando viene continuamente alimentato dall’amore reciproco,cercando di capire ciascuno le esigenze dell’altro senza mai dare tutto per scontato.
A volte,può accadere, che si viene sopraffatti dai problemi quotidiani, e l’amore viene posto in secondo piano,perchè si pensa che la persona amata ,non cambierà mai e resterà sempre al nostro fianco, trasformando la culla dell’amore nella sua tomba.
”La basilica pullula di auto e uomini in divisa. La sposa scende con il velo al vento, monarchi, ufficiali e soldati..
La marcia nuziale è una musica quasi insopportabile..”
Forse la tomba dell’Amore – quello con la A maiuscola – è una celebrazione nuziale fatta perché la convenienza e l’immagine sociale la richiedono, gli eccessivi fasti che trasformano in un rito pagano quello che dovrebbe essere un momento intimo e religioso: scambiarsi una prosessa d’amore di fronte a Dio.
Sempre che l’amore, agli occhi di Dio, necessiti di registri e di classificazioni….
volevo scrivere ”promessa d’amore” (dita e tastiera non stanno andando d’accordo ultimamente..)
‘la continuità possibile era il calore umano, l’amicizia, che non consulta mappe e finisce col comprendere ogni lingua.’
Credere nell’ Uomo che è morto e risorto (in questo non ho mai smesso di credere) per portare la pace tra gli uomini significa credere nell’Amore come principio primo del mondo. E non si ama in maniera settoriale, si ama e basta. Calore umano e amicizia non conoscono mappe: fortunatamente si trovano in ogni fede religiosa e anche tra chi dichiara di non credere in nulla. Però, credere in un Uomo morto e risorto per amore dà una consapevolezza ed una responsabilità in più, secondo me: quella di dover fare il primo passo per tendere la mano verso gli altri.
Il cielo è il rovescio della vita: la parte leggera che non riusciamo a liberare, il sogno che rimane in gola, il bacio non dato, la confidenza soffocata da un calcolo qualsiasi.
http://www.youtube.com/watch?v=Wptj_WOwdGc&feature=youtube_gdata_player
“la confidenza soffocata da un calcolo qualsiasi.”
“Nessuno, nemmeno i poeti, ha mai saputo calcolare cio’ che il cuore è in grado di reggere. ”
(Zelda Fitzgerald).
“la confidenza soffocata da un calcolo qualsiasi.”
NON NASCONDERE
Non nascondere il segreto del tuo cuore,
Amico mio!
Dillo a me, solo a me, In confidenza.
Tu che sorridi così gentilmente, Dimmelo piano,
Il mio cuore lo ascolterà, Non le mie orecchie.
La notte è profonda, La casa silenziosa,
I nidi degli uccelli tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti, Tra sorrisi tremanti,
Tra dolore e dolce vergogna, Il segreto del tuo cuore.
Rabrindranath Tagore
“La carta dell’amore, piena di luoghi sconosciuti, dov’è così facile perdersi e non trovarsi più?”
Quello che sei
mi distrae da quello che dici.
Lanci parole veloci,
pavesate di risa,
invitandomi
ad andare dove mi porteranno.
Non ti presto attenzione, non le seguo:
sto guardando
le labbra da cui sono nate.
Intanto guardi lontano.
Fissi lo sguardo laggiù,
non so in cosa, e già si precipita
a cercarlo la tua anima
affilata, come saetta.
Io non guardo dove guardi:
io ti vedo guardare.
E quando desideri qualcosa
non penso a quello che vuoi
né lo invidio: è il meno.
Ciò che ami oggi, lo desideri;
domani lo dimenticherai per un nuovo amore.
No.
Ti aspetto oltre qualsiasi fine o termine
in ciò che non deve succedere.
Io resto nel puro atto del tuo desiderio,
amandoti.
E non voglio altro
che vederti amare.
Pedro Salinas
Il cielo è il rovescio della vita: la parte leggera che non riusciamo a liberare, il sogno che rimane in gola, il bacio non dato…
Dammi il supremo coraggio dell’Amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose,
o di essere lasciato solo.
Temperami con incarichi rischiosi,
onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell’amore,
e dell’amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita nella morte,
alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore,
che accetta l’offesa,
ma disdegna di ripagarla con l’offesa.
Dammi la forza di amare
sempre
e ad ogni costo.
K. Gibran
”Il cielo è il rovescio della vita: la parte leggera che non riusciamo a liberare, il sogno che rimane in gola..”
Amore, vola da me
con l’aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l’ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d’albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa’ delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un po’ di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.
(Alda Merini)
“In Vaticano si scatenano le maldicenze: vedi, è un buono a nulla.”
http://www.youtube.com/watch?v=StohqP6TBKY
vi ringrazio!
la domanda che precede l’azione evita il proliferare di spose-meringhe e maritozzi.
ma a volte pasticci e pasticcerie aprono a ideali più grandi e autentici.
l’importante, in un matrimonio, che non sia solo un bisogno diplomatico ad avere la meglio….
….C’è un motivo per cui l’uomo e la donna sono tenebre e luce?
Le tenebre e la luce sono come l’uomo e la donna , l’uno compensa in modo bilanciato le differenze dell’altro,per ottenere l’equilibrio perfetto dell’amore.
La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.
Oscar Wilde
“Avevo fin d’allora l’idea che i formalismi non dovessero impedire alla gente d’incontrarsi, che niente è più terribile di quando il principio è più importante rispetto alla persona. Il cielo è il rovescio della vita: la parte leggera che non riusciamo a liberare…”
Bisogna alleggerirsi di tanti formalismi, è vero: la forma che elude la sostanza rende le persone dei “sepolcri imbiancati”, non solo nel palazzi delle alte gerarchie ma anche nelle parrocchie.
Ancora più importante è non dimenticare mai un attributo della Carità, che don Mario ricordava sempre: l’attenzione, senza la quale si passa accanto ai propri fratelli senza accorgersi di loro.
Era naturale che ” l’avversario” mettesse il suo zampino per ostacolare il successo ottenuto dalla Santa Sede con le nozze cattoliche ad Assisi tra il Re Boris III (dalla erre moscia) e la regina Giovanna di Savoia (con l’esse blesa), inducendoli a celebrare anche nella forma ortodossa a Sofia.
Gli impegni assunti e non mantenuti resero ancor più necessario agli occhi del Pontefice presentare l’enciclica sul matrimonio cristiano.
Ciò però non voleva essere un richiamo di Papa Pio XI ad Angelo Roncalli – che era l’incaricato della delicata missione diplomatica nei Balcani.
Come sempre accade, invece, si sparse la voce di un richiamo diretto al rappresentante in Bulgaria.
Figuriamoci dopo che quella “canaglia” di Boris battezzò la figlia primogenita con il rito ortodosso!
Mons. Roncalli protestò amaramente per questa decisione che, secondo lui, non avrebbe portato fortuna al re, ma sapendo che era stata dettata da una difficile situazione interna, continuò a considerarlo un’anima buona, concludendo: “che mistero però la vita umana! Bisogna pregare per lui.”
La notte di Natale, alla vigilia della sua partenza da Sofia per trasferirsi ad istanbul, Roncalli si accomiatò con un discorso sulla fratellanza riportato dalla radio e dall’ Istina, il giornale cattolico di Sofia, la cui conclusione ha già postato M&C nel suo commento 5.
FRATELLI MIEI…Nei vent’anni trascorsi tra Bulgaria (1925-34) e Turchia (1934-44) come rappresentante del pontefice, il futuro Papa Giovanni XXIII aveva maturato la convinzione che, non essendovi divergenze teologiche insormontabili, ortodossi e cattolici dovevano riunirsi e superare le divergenze politiche.
P.S.
Ho riepilogato un po’ di cose che ho imparato grazie alla lettura di questo giornale dell’anima. Chissà che non possano servire come note a margine del romanzo 😉
grazie!
tutto fa brodo.