[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=GTyPD606GNM&feature=related]
da qui
Dicono che la Francia sia anticlericale.
I due pilastri fanno da guardia al viale che si sprofonda fino all’obelisco, inquadrato da due file di alberi giganti.
All’inizio, ammetto, era difficile, soprattutto per il caso dei vescovi seguaci di Pétain.
La gente passeggia, come se al mondo esistesse solo il parco, gli edifici in fondo, il leggero strato di nuvole che ombreggia i colori del tramonto.
Rimasi ad ascoltare, smussando gli angoli, imparando che il silenzio, le parole misurate, sono a volte gli strumenti migliori per entrare nel cuore della gente.
L’immagine è sfocata, come volesse trasformarsi in qualcos’altro: ecco, appare lentamente, lasciandoti in bocca il sapore agrodolce di paure e desideri.
Ero il prete contadino nella metropoli dell’intelligentsia, della critica spietata a ogni dogma e istituzione.
E’ una via stretta che scende tra case bianche e ciuffi di gerani aggrappati ai balconcini.
Non saprei dire da cosa furono convinti: la mitezza dei gesti, l’ironia del sorriso, la bontà che mi appiccicarono addosso come un’etichetta?
I lampioni sono vigili che smistano le traiettorie delle stelle, nel pentolone fumante di gas e polveri che chiamano universo.
La terra dovrebbe essere divisa un tanto ad abitante, un tanto a famiglia, perché ce ne possa essere per tutti.
Forse percepivano la mia apertura, l’accoglienza di idee che non avevano mai associato agli uomini di Chiesa.
La piramide del Louvre è un abat-jour sul comodino dei sogni più eccitanti, dalle forme arrotondate delle femmine di Rubens agli scenari minuziosi e surreali di Paolo Veronese al disordine studiato degli interni di Brueghel.
Perché la legge permette che ci sia chi butta il cibo e chi muore di fame con i suoi bambini?
Si trovarono di fronte un monsignore che non rientrava negli schemi, un curato abituato agli odori forti della stalla, al profumo delle querce abbarbicate alle colline morbide di Sotto il Monte.
Se giri pagina, t’investono i giochi di luci e di fontane che corteggiano il corpo affusolato della torre Eiffel – di che colore è la notte di Parigi? Blu di Persia, oltremare, indaco, zaffìro?
Se la terra è di Dio e Dio è la gratuità, che senso ha l’accumulo di patrimoni smisurati, il bene rubato ai poveri, ai reietti del mondo?
Capirono che non potevo che essere me stesso, mi trovassi a les Halles, al Palais Royal o nella periferia grigia e invivibile.
A pensarci bene, la notte è un occhio di donna che ti guarda, un getto umido che tradisce un desiderio inconfessabile, uno strato di luce azzurra che conduce a uno spiraglio inatteso nel buio dei tuoi pensieri.

“Capirono che non potevo che essere me stesso”
“Il principale compito dell’uomo nella vita è dare alla luce sé stesso.”
Erich Fromm, L’arte di amare, 1956
“di che colore è la notte ..”
http://www.youtube.com/watch?v=u32HaQOuNT4
-.. il silenzio, le parole misurate, sono a volte gli strumenti migliori per entrare nel cuore della gente.
Troppe parole acciecano e stordiscono, ma nel silenzio è più facile aprire gli occhi per vedere uno spiraglio, uno “strato di luce azzurra”.
Essere”se stesso”,brillare di una propria luce , è questo il segreto per” entrare nel cuore della gente”.
“Si trovarono di fronte un monsignore che non rientrava negli schemi”
Come può un cuore palpitante d’amore rientrare in uno schema?
“I lampioni sono vigili che smistano le traiettorie delle stelle”
Una città dal carattere forte che tende ad imporre il suo spirito persino alle stelle…ma nel suo profondo esiste quello “spiraglio inatteso” che la rende meno forte e, come la vita, meravigliosamente bella.
vi ringrazio.
da qualche parte c’è una città più giusta, dove il grido degli oppressi non è soffocato e un povero non si vende per un paio di sandali.
Prima o poi si aprirà uno spiraglio nella notte e quella città diventerà finalmente visibile
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=d4XGEmms4vM&feature=related]
Rimasi ad ascoltare, smussando gli angoli, imparando che il silenzio, le parole misurate, sono a volte gli strumenti migliori per entrare nel cuore della gente.
Il silenzio è indispensabile per il cuore di chi ascolta, di chi accoglie. L’incontro definitivo con la più profonda verità di noi stessi.
vi ringrazio.
attendiamo lo spiraglio giusto e necessario.
Partito in sordina dalle colline morbide di Sotto il monte, dove l’unico a svettare sui tetti delle case era il campanile della chiesa, il “buon” Mons. Roncalli (gia’ etichettato con “pecetta”) approda nella Parigi della torre Eiffel, della piramide del Louvre e dell’obelisco e file di alberi giganti. Quella per lui e’ una via stretta “che scende tra case bianche e ciuffi di gerani aggrappati ai balconcini.” Eppure non e’ fuori luogo, perche’ nella sua semplicita’ sa adattarsi ad ogni situazione, restando se stesso.
(sintesi del MG’pensiero nella sala riunione)
uno strato di luce azzurra che conduce a uno spiraglio inatteso nel buio dei tuoi pensieri.
Non bisogna mai smettere di essere cercatori di luce. La luce è necessaria nel dubbio, nella fatica, nella sofferenza, nella domanda dei perché che non trovano risposta. Cercare la luce, lasciando le proprie sicurezze, uscendo dalla propria prigionia per compromettersi in un viaggio che ci porterà ad una gioia grandissima e irrefrenabile.
Se giri pagina, t’investono i giochi di luci e di fontane che corteggiano il corpo affusolato della torre Eiffel – di che colore è la notte di Parigi?
D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. (Italo Calvino)
Un Sogno
In visioni di notturna tenebra
spesso ho sognato svanite gioie –
mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
m’ ha lasciato col cuore implacato.
Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
per colui il cui sguardo si posa
su quanto a lui è d’ intorno con un raggio
che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?
Quel sogno beato – quel sogno beato,
mentre il mondo intero m’ era avverso,
m’ ha rallegrato come un raggio cortese
che sa guidare un animo scontroso.
E benché quella luce in tempestose notti
così tremolasse di lontano –
che mai può aversi di più splendente e puro
nella diurna stella del Vero?
(Edgar Allan Poe)
Se si vuole essere didascalici nei commenti bisogna stare attenti ai dettagli.
Ad esempio, non dovrebbe sfuggire il particolare che la piramide del Louvre è stata inaugurata nel 1989 e che il Roncalli, per quanto beato, non ha potuto conoscerla.
L’immagine della piramide-abat jour presente nel testo riguarda piani temporali differenti
(credo).
@ Clown
“Se si vuole essere didascalici nei commenti bisogna stare attenti ai dettagli.”
Completamente conscia del diverso periodo storico, nello scrivere ho soltanto riutilizzato le frasi “atemporali” del testo.
Stavolta sei Ema o sei davvero Clown?
Se è la secònda che ho detto, allora…facce ride’! :-))) scherzo, ovviamente: non sono forse un personaggio della Warner?
(credo-spero-amo)
Dedica per Clown (don Fabrizio, chiudi gli occhi perché qui, da azzurra, la luce si fa rossa 😉
Henry Weight – Abat Jour (dalla colonna sonora l film “Ieri Oggi Domani” con Sophia Loren)
ABAT-JOUR
che soffondi la LUCE BLU
di Lassù
ABAT-JOUR
mentre spandi la luce blu
tu sospiri chiisà perché
ah, cerchi forse
chi non c’è più
http://www.youtube.com/watch?v=JVrIob9C-II&feature=related
I piani temporali differenti sono, secondo me, semplici ma geniali “licenze poetiche”.
Visto che siamo a Parigi…
http://www.youtube.com/watch?v=Vm4mr4CZXK4
” la notte è un occhio di donna che ti guarda”
Una notte vicino alla sua casa
e dal balcone aperto nella mite
notte del Sud, la donna che m’apparve
golosa di risucchio come un’acqua
gelata. E non avrà mai volto,
sale la gola chiara, scende al buio
degli occhi avidamente salda.
A bocca aperta nella pioggia, un nero
grappolo le lasciava goccia a goccia
sapore di città disse di vento.
(Alfonso Gatto – amore notturno)
@Titti: :))))))). Grazie! Due sane risate fanno sempre bene. Buona giornata!
Vi ringrazio.
Attendiamo lo spiraglio giusto e necessario
grazie!
i piani temporali diversi sono decisivi per me (vedi la complessità del reale).
Fabry,
grazie per la pazienza; se mi permetto di scherzare un po’ è per spezzare la tensione emotiva, sollevare l’umore dei partecipanti e perché anche lo stesso Giovanni XXIII (co-protagonista del tuo romanzo) era noto per la sua ironia e le battute colorite.
Nel 1963 Enzo Biagi, su La Stampa, ne riportò una che Roncalli fece proprio durante il periodo della sua nunziatura in Francia, rivolgendosi ad una dama troppo scollata che gli sedeva accanto ad un banchetto di diplomatici. Al momento della frutta, offrendo una mela alla signora, le disse. “Si ricordi che Eva, mangiato il pomo, si vestì”.
Preferisco, però, un altro aneddoto che riguardail suo incontro con il Rabbino di Parigi, il quale – davanti ad una porta -voleva cedergli a tutti i costi il passo. Invece Mons.Roncalli, sospingendolo garbatamente, gli disse: “Prego, l’Antico Testamento prima del Nuovo”!!!
grazie a te, Titti: chi ha lo spirito ha anche spirito!