[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ZmUHI2yTtVY&feature=related]
da qui
Mi sono interrogato a lungo sulla nostra civiltà, orgogliosa della sua tecnologia.
Gli edifici a due piani, con mattoni rossicci e finestrelle a schiera, hanno scale d’ingresso e garage che di giorno sono chiusi.
La bandiera sventola felice, dico la bandiera a stelle e strisce – ma può una bandiera essere felice?
Non voglio fare di tutta l’erba un fascio: certamente il progresso ha i suoi vantaggi, lo sviluppo economico i suoi risvolti positivi.
Un uomo con la barba – Hemingway, il Signore degli anelli, Santa Klaus? – cammina lentamente, con una busta in mano.
Tra le nuvole si riconosce una donna sdraiata, un uomo pensieroso, un bambino che saluta sorridendo.
Ma aumentare il prodotto solo per creare desideri nuovi e comprare altri prodotti e far nascere altri desideri non vi sembra un meccanismo degradante?
Basta voltarsi per essere investiti da un fuoco di fila di negozi, insegne, cartelli colorati pieni di cifre scritte e cancellate.
Manhattan è una torta con cento candeline, una foresta di alberi di vetro, un groviglio di stalagmiti grige e nere.
Non è un ripiegamento su se stessi di paesi ricchi che faticano a spendere il denaro che guadagnano?
L’Empire State Building è un missile pronto a partire, dietro i rami scheletrici dei faggi.
Le luci di natale si confondono con quelle di mille grattacieli, la città è un occhio che guarda se stesso, abbagliato dal suo riflesso insostenibile.
E’ educativo spingere al consumo millantando gli acquisti come simboli di stato sociale?
Due uomini fotografano nella stessa direzione, come se d’un tratto la metropoli recitasse lo stesso spettacolo per tutti.
Le macchine, sul ponte, sono un gregge che procede rassegnato.
Non è nevrosi, malattia, quella che costringe ad acquistare anche se sei indebitato fino al collo?
Una colonna di fumo spunta nello spiraglio lasciato tra le querce, si è sentito uno schianto: cosa sarà stato?
Un manifesto giganteggia sulla parete di una casa, il flusso di auto, taxi, biciclette, procede imperterrito verso un desiderio, un fastidio, una paura.
E’ possibile ridursi alla fame e non rinunciare a una delle macchine, a uno dei due o tre telefonini?
Difficile capire cosa abbia provocato quel frastuono; più facile decifrare le sirene infinite di ambulanze, vigili del fuoco, polizia.
Le banchine sono dita grassocce che si protendono verso la Statua della Libertà.
Si può giustificare la rincorsa a prodotti che non verranno utilizzati e occuperanno lo spazio vitale senza un motivo ragionevole?
Qualcuno parla di un aereo, ma potrebbe essere un’esplosione interna.
Grimilde alza la fiaccola con entusiasmo, non sembra stanca dopo tanti anni di onesta professione.
Come tornare ad avere un rapporto sano con le cose? Potrà uscire dal vicolo cieco la nostra società?
Eppure tutto fa pensare a qualcosa arrivato dall’esterno, si è aperta una ferita mortale nella Torre Sud.
A guardarla negli occhi, la statua sembra cieca, come avesse il bisogno disperato di una guida.

La nostra fame si spegne nelle braccia dell’amore, nell’abbraccio libero che ci solleva dal peso delle cose e ci dona l’impalpabile consistenza della vita che si rinnova.
http://www.youtube.com/watch?v=PI1RGgFfQ0Q&feature=related
”Ma aumentare il prodotto solo per creare desideri nuovi e comprare altri prodotti e far nascere altri desideri non vi sembra un meccanismo degradante?”
‘Non si tratta più [..] di una irregimentazione superficiale, scenografica, ma di una irregimentazione reale che ha rubato e cambiato loro l’anima. Il che significa, in definitiva, che questa “civiltà dei consumi” è una civiltà dittatoriale…’
(Pier Paolo pasolini, Scritti corsari)
Da CATTOLICIROMANI.COM, il forum dei cattolici romani.
“Dio è amore, ma amare significa anche punire. Un genitore che ama il proprio figlio deve correggerlo, per il suo bene.
Ora le stragi sembrano a noi orrende, ma:
1- Dio può disporre del creato come vuole. Dio non deve niente all’uomo, anzi è l’uomo che, con il peccato merita ancora meno di quello che riceve, oserei dire. Per questo il sacrificio di Cristo è così grande: Dio poteva anche fare a meno di salvarci dalla corruzione che noi stessi abbiamo scelto per noi.
2- Coloro che sono morti NON sono ‘dannati’ automaticamente. Molti di essi, ad esempio, possono essere ora in paradiso.
3- In vista del punto 2: è errato guardare tutto come se ogni cosa che conta è qui sulla terra e la morte è la fine di tutto.
Questo NON è il messaggio di Cristo.
Anzi Cristo ha detto ‘chi vorrà salvare la propria vita, la perderà’, proprio perchè non è la felicità in questa vita che conta… ma la beatitudine eterna nella prossima.
Pensiamo a molti santi: hanno sofferto molto e molti di loro sono morti molto giovani. Eppure hanno ora un grande compenso in paradiso!”
Il mio telefonino ipertecnologico di ultimissima generazione riesce anche a prevedere il futuro. Abbiate un po’ di pazienza e ce ne sarà pure per la torre nord.
Malati di consumismo, fashion victims; a volte risultato di una società luccicante e triste, sempre più superficiale, dove l’incapacità di ascoltare e l’appiattimento del quotidiano portano, inevitabilmente, alla mancanza di dialogo e di comunicazione. Un senso profondo di solitudine , anche stando in mezzo a cento persone, dal quale fuggire, riversando l’interesse in corse sfrenate allo shopping, quale medicina per raggiungere un’apparente felicità
Come tornare ad avere un rapporto sano con le cose? Potrà uscire dal vicolo cieco la nostra società?
Una volta ad un corso ci hanno spiegato che la società dei consumi si basa su tre elementi principali: la pubblicità che crea il desiderio, il credito che fornisce i mezzi anche a chi non ha denaro e l’assurda regola della produzione di massa per cui ogni bene di consumo deve deteriorarsi per spingerci nuovamente all’acquisto.
Mi sono riconosciuta pienamente vittima di questo tipo di società! Il modo per uscire dal vicolo cieco credo sia creare una società che è esattamente il contrario di quella attuale, una società che si basi sui valori dell’altruismo, della reciprocità, della giusta distribuzione delle risorse.
Il consumismo sfrenato, con la sua corsa all’acquisto, con il suo desiderio di apparire a discapito dell’essere, è sintomo del bisogno malato di sentirsi accettati ed apprezzati, è segno di un “disperato bisogno” di amore, quando non ci si crede amati.
http://www.youtube.com/watch?v=Ug_do2lKCkM&feature=youtube_gdata_player
E non c’e’ niente da fare
non si puo’ controllare
E’ qualcosa di grande
di piu’ grande di noi
E’ una forza misteriosa
che poi non si ferma mai
“Avere un bisogno disperato di una guida”
Quando si ha “un bisogno disperato di una guida”?
Quando si è in preda al panico e ti rendi conto che non sei più in grado di andare avanti, allora e solo allora senti il “bisogno disperato”di affidarti a qualcuno che ti guidi,per ritrovare la strada perduta e ricominciare a vivere ,cercando di essere una persona migliore di prima.
Riscoprire i valori veri é l’unica strada per superare l’egoismo del consumismo, l’unica via per non vedere più nè uomini con la barba lunga ed una busta in mano, nè colonne di fumo.
“Un manifesto giganteggia sulla parete di una casa”
…potrebbe essere anche la locandina del film della nostra vita nel quale, invece di vivere, recitiamo la parte di quelli felici…
http://www.youtube.com/watch?v=FjjvJoSr3XA&feature=related
“tu nascosta in fondo a un’amarezza
a far finta che il mondo sia un bel posto
e adesso la pubblicità”
http://www.youtube.com/watch?v=HgBedSMX8pc
“A guardarla negli occhi, la statua sembra cieca”
http://www.youtube.com/watch?v=A__LB8_mS1E
“Libera l’amore o liberatene per sempre”
“Ma aumentare il prodotto solo per creare desideri nuovi e comprare altri prodotti e far nascere altri desideri non vi sembra un meccanismo degradante?”
Assuefatti e immersi quotidianamente in questi meccanismi degradanti, non li vediamo quasi più.
E se improvvisamente dovessimo scegliere e avessimo un solo desiderio a disposizione?
“Questo, mio Dio, desidero, la tua legge è nel mio cuore.”
L’unico bisogno di cui dobbiamo preoccuparci…e conviene cercarlo nel posto giusto…alla Fonte.
http://www.youtube.com/watch?v=zAphmuYVw9c
Nonostante tutti i problemi, credo che il mondo sia comunque un bellissimo posto e che qualcosa di buono e “bello” resista ancora!
http://www.youtube.com/watch?v=EVG80vqVfSA
http://www.youtube.com/watch?v=Xu8wrhdigbM
A guardarla negli occhi, la statua sembra cieca, come avesse il bisogno disperato di una guida.
Siamo circondati, tempestati, soffocati da spot televisivi, pubblicità sui giornali, che ci promettono una vita migliore e più vera. Se solo ci soffermassimo a riflettere e cercassimo nel posto giusto ciò che non si può comprare ma può renderci felici e appagati, metteremmo occhi e orecchi altrove e capiremmo che colui che è venuto per salvarci e che promette “verità e la vita” è a nostra portata di mano è lì che ci aspetta, basta seguirlo con il cuore.
E’ vero la vita è un dono di Dio e solo Lui ne dispone a suo piacimento ma il nostro Dio è un dio che ama la sua creatura più di se stesso fino a concedergli il libero arbitrio e ad avere un immensa misericordia. Dio perdona anche chi gli ha ucciso il figlio, ti suggerisce la via ma non ti obbliga a percorrerla, ti dice cosa è meglio per te ma se anche tu non lo ascoltassi mai Lui ti riprenderebbe fra le braccia di là, comunque, anche per una sola infinitamente piccola opera buona, come ci dice Dostoevskij. Un Dio che punisce e lo fa in un modo così sanguinario onestamente non è il nostro Dio, forse il forum dei cattolici romani crede in un Dio diverso da quello che dovrebbe visto il nome.
Tutti abbiamo bisogno di una guida e la guida è Cristo, la verità e la vita. Cristo che perdona e si prende il carico delle colpe di noi tutti anche se in questa vita ci comportiamo come Giuda ogni giorno per salvarci.
La tecnologia, il benessere, l’uso di tutto ciò che la società offre non è da condannare è il frutto dell’evoluzione che dio stesso ci consente avendoci creati intelligenti. Gesù non ha mai chiesto neanche ai suoi di abbandonare le città e chiudersi in eremi di preghiera e ascetismo. Gesù ci vuole vivi e cristiani nelle realtà in cui viviamo, società consumistiche o meno perchè ciò che conta è sempre il fine di ogni cosa. Dio ci vuole testimoni e fratelli in questa società non in luogo incantato dove tutto è perfetto, sarebbe troppo facile, invece ognuno deve prendere la sua croce, camminare sulla via del Calvario per arrivare al terzo giorno, come dice don Tonino Bello e deve farlo discernendo il bene dal male, il reale dall’effimero, amando fino a spaccarsi il cuore, viceversa che cosa si è fatto per avere una speranza di raggiungere l’Eden.
SM
Il Calvario 3 giorni dopo
Se è lecito esprimere delle preferenze, quella che mi commuove di più è l’apparizione a Maria di Magdala, piangente accanto al sepolcro vuoto. Le si avvicina Gesù e le dice: “Perché piangi?”. Donna, le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che tu non pianga per gioia o per amore.
Vedi: la collina del Calvario, che l’altro ieri sera era solo un teschio coperto di fango, oggi si è improvvisamente allagata di un mare d’erba. I sassi si sono coperti di velluto. Le chiazze di sangue sono tutte fiorite di anemoni e asfodeli. Il cielo, che venerdì era uno straccio pauroso, oggi è limpido come un sogno di libertà. Siamo appena al terzo giorno, ma sono bastate queste poche ore perché il mondo facesse un balzo di millenni.
No, non misurare sui calendari dell’uomo la distanza che separa quest’alba luminosa dal tramonto livido dell’ultimo venerdì. Non è trascorso del tempo: è passata un’eternità. Donna, tu non lo sai: ma oggi è cominciata la nuova creazione.
Cari amici, nel giorno solennissimo di Pasqua anch’io debbo rivolgere a ciascuno di voi la stessa domanda di Gesù: “Perché piangi?”
Le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che non siano l’ultimo rigagnolo di un pianto antico.
O l’ultimo fiotto di una vecchia riserva di dolore da cui ancora la tua anima non è riuscita a liberarsi.
Lo so che hai buon gioco a dirmi che sto vaneggiando. Lo so che hai mille ragioni per tacciarmi di follia. Lo so che non ti mancano gli argomenti per puntellare la tua disperazione. Lo so.
Forse rischio di restare in silenzio anch’io, se tu mi parli a lungo dei dolori dell’umanità: della fame, delle torture, della droga, della violenza. Forse non avrò nulla da replicarti se attaccherai il discorso sulla guerra nucleare, sulla corsa alle armi o, per non andare troppo lontano, sul mega poligono di tiro che piazzeranno sulle nostre terre, attentando alla nostra sicurezza, sovvertendo la nostra economia e infischiandosene di tutte le nostre marce della pace.
Forse rimarrò suggestionato anch’io dal fascino sottile del pessimismo, se tu mi racconterai della prostituzione pubblica sulla statale, del dilagare dei furti nelle nostre case, della recrudescenza di barbarie tra i minori della nostra città.
Forse mi arrenderò anch’io alle lusinghe dello scetticismo, se mi attarderò ad ascoltarti sulle manovre dei potenti, sul pianto dei poveri, sulla miseria degli sfrattati, sulle umiliazioni di tanta gente senza lavoro.
Forse vedrai vacillare anche la mia speranza se continuerai a parlarmi di Teresa che, a trantacinque anni, sta morendo di cancro. O di Corrado che, a dieci, è stato inutilmente operato al cervello. O di Lucia che, dopo Pasqua, farà la Prima Comunione in casa perché in chiesa, con gli altri compagni, non potrà andarci più. O di Nicola e Annalisa che, dopo tre anni di matrimonio e dopo aver messo al mondo una creatura, se ne sono andati ognuno per la sua strada, perché non hanno più nulla da dirsi.
Queste cose le so: ma io voglio giocarmi, fino all’ultima, tutte le carte dell’incredibile e dire ugualmente che il nostro pianto non ha più ragione di esistere.
La Resurrezione di Gesù ne ha disseccate le sorgenti. E tutte le lacrime che si trovano in circolazione sono come gli ultimi scoli delle tubature dopo che hanno chiuso l’acquedotto.
Riconciliamoci con la gioia.
La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del “terzo giorno”.
Da quel versante, il luogo del cranio ci apparirà come il Tabor. Le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del Cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell’agonia, ma i travagli del parto.
E le stigmate lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d’ora le luci di un mondo nuovo!
BUONA PASQUA! – Don Tonino Bello
http://www.youtube.com/watch?v=ngXkrXHngOw
“Un disperato bisogno d’amore” de Gli Stadio è stato già detto, perciò vi propongo una soluzione al PROBLEMA DEL VUOTO INTERIORE DA RIEMPIRE, MA NON CON LE COSE MATERIALI: solo l’Amore spacca il cuore!
http://www.youtube.com/watch?v=kkOYEFLcQt4
Spengo la TV
ah, succede anche a me
è uno dei miei limiti.
Io per un niente vado giù
se ci penso mi da i brividi.
Me lo dicevi anche tu
Sento l’odore della città
non faccio niente, resto chiuso qua.
Ecco un altro dei miei limiti.
L’AMORE SPACCA IL CUORE.
Spara! Spara! Spara, Amore!
L’AMORE SPACCA IL CUORE.
Spara! Spara! Spara, dritto qui …
So come sono fatto io
ma non riesco a sciogliermi
ed è per questo che son qui
e tu lontana dei chilometri
E comunque…è ancora un bellissimo mondo su cui vivere: salviamo il salvabile, anche per le nuove generazioni!
http://www.youtube.com/watch?v=JPoRYdDqIKU&feature=related
Ho visto un Posto Che mi piace si chiama? MONDO
…e poi lo canta anche Jovanotti!
Oggi,4 Ottobre,san Francesco,
esempio di un uomo che decise di rinunciare a tutto,di vivere in assoluta povertà a vantaggio degli altri “fratelli”…Immagino che in una società come quella in cui viviamo,sia sempre più raro trovare uomini in grado di “rinunciare”,uomini con la stessa vocazione umana e divina.. ma la solidarietà,la carità,verso i poveri,quelli che bussano alla nostra porta,potrebbero darci l’occasione di scoprire ciò che la civiltà tecnologica non potrà darci mai…la consapevolezza di avere bisogno di pensare l’umanità,tutta,come una comunità fondata sulla vera comunione fraterna..in fondo il Vangelo ci invita a donare non del nostro superfluo,ma del nostro necessario..Sarebbe bellissimo se si riuscisse a farlo…a intraprendere un cammino diverso..davvero.
vi ringrazio.
riscoprire la leggerezza è uno spiraglio concreto, come suggeriva Calvino nelle Lezioni americane.
su forum e punizioni divine non mi sembra il caso di spendere parole.
Ma aumentare il prodotto solo per creare desideri nuovi e comprare altri prodotti e far nascere altri desideri non vi sembra un meccanismo degradante?
Non è nevrosi, malattia, quella che costringe ad acquistare anche se sei indebitato fino al collo?
La risposta e’ SI.
Si tratta di shopping compulsivo, nuova forma di dipendenza che miete vittime.
Ma ai giorni nostri ce ne sono anche altre di droghe, cui molti sono dipendenti: il gioco d’azzardo, i videogiochi, l’alcool e non ultimo il sesso per cui si sono aperte cliniche di disintossicazione, anche in questo abbiamo ricopiato l’America (dopo i casi dell’attore Michael Douglas e del golfista Tiger Woods)
La statua è cieca perchè è rimasta impassibile all’attacco terrroristico, al declino del “Sogno americano ” alla banalizzazione della vita quotidiana. Sono bellissimi i film di Altmann che ritraggono una società cinica, impazzita, come la nostra. Vi ricordate l'”uomo a una dimensione “, o la “libertà del Supermercato “? ( compro Dasch o Omino Bianco ?= GRANDE LIBERTA Di SCELTA). Non si può dire che non ci siano stati profeti di sventura.Ora tutto questo è entrato in crisi. Stiamo ritornado a limitarci, a risparmiare.Quel modello è però ancora in piedi e provoca risentimento e rabbia in chi deve ridimensionarsi. Anche perchè la società è spaccata tra chi ha poco o niente e chi ha molto. Come finiremo ? Auspichiamo tutti un nuovo modello di società, ma questa inversione deve avere una base culturale profonda. Sarà molto difficile.
“…la leggerezza è qualcosa che si crea nella scrittura, con i mezzi linguistici che sono quelli del poeta…”
“La leggerezza…si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso”.
-… è proprio quando il peso della realtà fa sentire fortemente il suo peso, che è importante ricordarsi che la leggerezza non è una fuga ma, al contrario, una modalità di attenzione e presenza alla realtà che non si ferma solo alle apparenze, agli aspetti più materiali e facili da identificare, ma coglie anche le sfumature più delicate di una contingenza.
Leggerezza diventa così ricettività, sensibilità, saggezza, delicatezza, apertura a dimensioni più sottili, che convivono con la nostra realtà quotidiana ma si manifestano solo quando ricercate.
È anche un invito a guardarsi con occhi più amorevoli e più umoristici, unico antidoto alla terribile seriosità con cui spesso si affronta la vita. –
http://www.youtube.com/watch?v=YJsa0OfWcGA&feature=related
Nulla potrà distruggere i sogni…
“Le macchine, sul ponte, sono un gregge che procede rassegnato.”
“NOI SIAMO”
http://www.youtube.com/watch?v=nbgqdyN4-I4
concordo: la leggerezza dell’intelligenza, dei sentimenti veri, della libertà creativa può cambiare la realtà pesante in cui siamo costretti a vivere.