23. Romero

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da qui

La città è ingoiata dalla nebbia, si vede ancora la statua che allunga il braccio, all’apice del pathos, una coppia che procede lentamente, una mezza facciata di palazzo rassegnata a sparire in pochi istanti.
Pensavo di trovare una situazione più tranquilla, una città di sogno, la possibilità di tornare a generare nello spirito, di ritrovarmi con la gente.
Il canale è lo specchio in cui i pensieri diventano mattoni, finestre, cupole che s’infilano nel cielo.
C’era, poi, la differenza col mio predecessore, così diverso da me, nei modi e nelle idee.
Le nuvole sono macchie grige che l’azzurro sopporta per inerzia, un vaporetto produce una scia ondulata che svanisce quasi subito, come la vita.
Qualcuno disse che fui mandato qui perché ero scomodo, lo stesso destino di Montini, spostato a Milano dalla Segreteria di stato.
Il sole è una palla di fuoco lanciata all’orizzonte, rosso come le labbra, o le lotte operaie, come il sangue versato sui campi di battaglia.
Una battaglia dura contro il comunismo infiammava gli ordini provenienti d’Oltretevere.
Le luci dei negozi sono lampi nella pioggia, candele accese per vegliare morti che non trovano pace.
Il fumo si alza dal fondo della piazza, la gente corre impazzita, i cadaveri sono rannicchiati come feti.
E’ illecito iscriversi a partiti comunisti o dare a essi appoggio.
Il ponte si stende tra una riva e l’altra come una mano in cerca di calore, un vecchio legge un libro sotto la tenda bianca di un bar.
Si sente il rumore degli spari, le guardie si aggirano sicure, con camicie chiare e berretti a visiera.
E’ illecito pubblicare, diffondere o leggere libri, periodici, giornali o fogli volanti che sostengono la dottrina o la prassi del comunismo o collaborare in essi con degli scritti.
Sulla banchina, la gente con le torce contempla la città: un tappeto nero fitto di luci, una galassia di stelle in cui ciascuno crede di trovare il proprio sogno.
I fischi dell’esercito vorrebbero orientare la massa in fuga, un uomo ferito solleva a stento la testa, forse teme di essere schiacciato.
I fedeli che compiono consapevolmente e liberamente atti di cui ai nn. 1 e 2 non possono essere ammessi ai sacramenti.
Le ciminiere, all’orizzonte, sono dita delle mani di Dio, che implorano pietà.
Due giovani restano supini, sperando di evitare le pallottole, il fumo si sfibra e si condensa, al ritmo degli spari.
I fedeli che professano la dottrina del comunismo , materialista e anticristiano, e anzitutto coloro che la difendono o se ne fanno propagandisti, incorrono ipso facto, come apostati della fede cattolica, nella scomunica in modo speciale riservata alla Sede Apostolica.
La laguna è un occhio che mi guarda, labbra che sussurrano qualcosa che non riesco a decifrare.
Morì alle diciotto e ventisei di lunedì ventiquattro marzo del millenovecentottanta.

26 pensieri su “23. Romero

  1. Ema

    “La città è ingoiata dalla nebbia….Il ponte si stende tra una riva e l’altra come una mano in cerca di calore….Morì”

    “Uno non deve mai amarsi al punto da evitare ogni possibile rischio di morte che la storia gli pone davanti. Chi cerca in tutti i modi di evitare un simile pericolo, ha già perso la propria vita”.
    O.Romero

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  2. Ema

    “La laguna è un occhio che mi guarda, labbra che sussurrano qualcosa che non riesco a decifrare.”

    …vivi una vita al servizio del bene e dell’amore così da poter sussurrare, in punto di morte, le stesse ultime parole pronunciate da Gesù :”Tutto è compiuto”.

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  3. M&C

    Tempi di buio nella storia della chiesa, come lo furono prima le crociate e la caccia alle streghe.
    L’importante peró, ció che deve rimanere, è la capacità di imparare dagli errori commessi, senza dimenticare, ma facendone tesoro di esperienza per rinnovarsi, migliorarsi e tendere al futuro con nuove consapevolezze.

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  4. Ema

    “i cadaveri sono rannicchiati come feti.”

    E’ impossibile che gli occhi e il cuore di qualsiasi uomo di buona volontà possano guardare questi corpi e considerarli morti, finiti, senza speranza…le vittime del male umano devono necessariamente significare un nuovo inizio, la fine del male, la rinascita del bene; il bene è necessario.

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  5. Titti

    “Pensavo di trovare una situazione più tranquilla, una città di sogno, la possibilità di tornare a generare nello spirito, di ritrovarmi con la gente.”

    Ripete spesso il nostro don Faber: “Che senso ha dirsi cristiani se non si è disposti a morire per questo?”

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  6. Ema

    “Pensavo di trovare una situazione più tranquilla, una città di sogno, la possibilità di tornare a generare nello spirito”

    Come si rigenera lo spirito? Le vie del Signore sono imperscrutabili…a volte Dio si serve del dolore.

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  7. Vale

    La laguna è un occhio che mi guarda, labbra che sussurrano qualcosa che non riesco a decifrare.

    La laguna di dice: ti voglio bene! Grazie, per quello che hai fatto e che hai lasciato

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  8. Fides

    I fedeli che compiono consapevolmente e liberamente atti di cui ai nn. 1 e 2 non possono essere ammessi ai sacramenti.

    Lo riconobbero nello spezzare il pane: fate questo in memoria di me

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  9. Clown: opinioni

    Da un disperato bisogno di …. leggerezza, a una totale propensione al martirio

    E’ più facile esaltare l’estremo sacrificio di un vero eroe, che doversi soffermare sull’equilibrato coraggio, fatto di disarmante semplicità, del neo patriarca.

    Forse è troppo rischioso; forse potrebbe essere alla nostra portata doverlo imitare.

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  10. RossellaT

    I fischi dell’esercito vorrebbero orientare la massa in fuga..

    Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce.

    Dio si fa conoscere dal suo popolo anche mediante uomini capaci di rompere il silenzio, destare le coscienze, portare conforto e sostegno dando speranza agli ultimi. Non si può’ parlare di chiesa dei poveri e abbandonarli alla loro sorte.

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  11. Stella Maria

    Uomini come Romero sono la conferma per chi non lo ha visto, che Gesù è una realtà vera, anche l’unica.
    Finchè ci saranno uomini capaci di non pensare a se ma di salire volontariamente sulla croce, prendere la croce di tutti e avviarsi sulla via del Calvario, allora avremo la conferma che Lui tornerà, che il messaggio non è il vaneggiare di un pazzo di 2000 anni fa. Da un senso alla vita anche se le istituzioni a volte glielo tolgono, tolgono il significato alla parola amore uomini come Ernesto Bonaiuti, papa Roncalli, Romero, don Tonino Bello, Giovannia Paolo II sono la testimonianza che solo l’amore salva.
    SM

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  12. Clown: opinioni

    @ Ema

    … ma si parla (commenta) come se si fossse in grado di sopportare qualsiasi peso.

    Romero era in prima linea. Sapeva cosa rischiava ed ha accettato il peso che gli veniva proposto. Un eroe, appunto. Parallelamente, nel bel brano di oggi, troviamo il Roncalli che, fin dai tempi di Intsambul, deve “barcamenarsi” tra accomodante diplomazia, melmosi compromessi, giochi di potere, arrivismo, vendette politiche. Cioè con tutto ciò che è a lui più lontano. Un peso anch’esso da accettare, afffrontare, gestire. Cosa avrebbe fatto Roncalli al posto di Romero? Cosa avrebbe fatto Romero a Parigi? Avrebbe “salvato” i vescovi sospettati di collusione con Peten? Roncalli cosa farà tra gli operai di Porto Marghera?
    Ciò che volevo dire è che viene più immediato riconoscere un Cristo in croce in un uomo costretto al patibolo che in un uomo intento a mediare tra altri uomini. Forse perchè, ripeto, quest’ultima scelta potrebbe essere alla nostra portata e, quindi, più facilmente potremmo scoprirci in difetto. Meglio scrivere di essere in grado di morire per il proprio credo: difficilmente sarà necessario doverlo dimostrare.

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  13. M&C

    “… credete fratelli, chi si scaglia contro i poveri condividerà il loro stesso destino.
    … Voglio che sappiate che voi non avete sofferto da soli, perché la Chiesa siete voi. Siete voi il popolo di Dio; Gesù, oggi su questa terra”.
    O. Romero

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  14. Rashide

    “Viviamo molto al di fuori di noi stessi. Sono pochi gli uomini che veramente entrano in se stessi e per questo ci sono tanti problemi. Nel cuore di ciascun essere umano c’è come una piccola cella, intima, dove Dio scende a parlare da solo con l’uomo. Ed è lì dove la persona decide il proprio destino, il proprio ruolo nel mondo. Se ciascun uomo o donna, di quelli che hanno tanti problemi, in questo momento entrasse in questa piccola cella e da lì ascoltassero la voce del Signore che ci parla nella nostra coscienza, quanto potrebbe fare ciascuno di noi per migliorare l’ambiente, la società, la famiglia in cui viviamo”
    “La voce dei senza voce”
    O. Romero

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  15. Titti

    E’ il 1953 e Mons.Roncalli torna a Venezia come Patriarca: il servizio pastorale era la sua vera vocazione, ma in realtà era stato quasi mandato lì in “esilio” da Papa Pio XII (così come il suo amico Montini – futuro Papa Paolo VI – era stato allontanato dal Segretariato di Stato e spedito a Milano).
    A Venezia non diede prova della “santa spregiudicatezza” che dimostrerà una volta diventato Papa, perché da Vescovo obbediente (“Oboedientia” era il motto del suo stemma) si uniformò alle decisioni dei suoi superiori. Pertanto si trovò di fronte all’obbligo di applicare il boicottaggio dei comunisti e dei socialisti.
    La politica italiana gli era estranea dopo tanti anni trascorsi a Parigi, dove soltanto l’idea di dipendenza del partito politico cattolico dal clero suonava ridicola. Anche se non condivideva il crescente assolutismo di Roma, attese di essere all’apice della gerarchia per fare il bene a modo suo, con uno stile inconfondibile, placido e immediato.
    Prediligeva la buona tavola e molti successi di diplomatici cominciarono davanti ad un buon piatto ed un bicchiere di vino.
    Di lui si diceva anche che sapeva quel che voleva e ci arrivava. La sua carità non era arrendevole. Si mostrò severo verso la Mostra del Cinema e la Biennale quando mascheravano da arte l’oscenità; ed anche con i turisti ed i bagnanti al Lido che giravano in abito troppo libero. Ma non evitò di diramare una lettera diocesana di benvenuto ai congressisti del PSI con l’augurio di buon lavoro….facendo irritare il Vaticano.

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  16. Ema

    “un uomo ferito solleva a stento la testa, forse teme di essere schiacciato.”

    Quando si è deboli e feriti, è allora che si alza lo sguardo a Dio per paura di essere schiacciati; per il resto si vive nel delirio di onnipotenza, come se non fossimo deboli e bisognosi sempre di dare e ricevere amore.

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  17. pamela

    ”Padre Rutilio, forse proprio per questo Dio l’ha scelto per tale martirio: perché coloro che lo conobbero, noi che l’abbiamo conosciuto, sappiamo che mai dalla sua bocca è uscito un richiamo alla violenza, all’odio, alla vendetta. Morì amando e, certamente, quando sentì i primi colpi annunciatori di morte, poté dire, come Cristo: perdonali, Padre, non sanno, non hanno capito il mio messaggio di amore.”
    (Omelia durante i funerali di padre Rutilio Grande, di Oscar Romero)

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  18. pamela

    Ci sono momenti in cui negli occhi, nella mente, nel cuore degli uomini c’è il buio pesto, la più totale incapacità di discernere che cosa è umano, che cosa significa essere fratelli, e si tocca il fondo del fondo… Ma ci sono morti che non sono vane, anzi diventano l’inizio della resurrezione: resurrezione di un popolo ed un’occasione per tutti di iniziare a risalire dal fondo in cui si è sprofondati.

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  19. fabrizio centofanti

    vi ringrazio.
    è precisamente nello spezzare il pane che si può aprire uno spiraglio ed è questo che unisce Romero, Roncalli, don Tonino Bello, e ogni altro uomo o donna di qualunque fede o credo che preveda questo gesto liberatore.

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  20. M&C

    Mi colpisce come avvenne la morte Mons. O. Romero: fu assassinato sull’altare, con un solo colpo di fucile, durante la celebrazione del Sacrificio Eucaristico, proprio nel momento dell’offertorio.
    Cadde a terra ed il suo sangue bagnò le ostie, come a significare il sacrificio totale di una vita interamente spesa a difesa dei poveri e degli ultimi, ad imitazione di Cristo.

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  21. Roby (s.d a.)

    Il ponte si stende tra una riva e l’altra come una mano in cerca di calore

    Quasi a chiedere attenzione, o meglio, far da tramite tra l’indifferenza delle istituzioni e la difesa dei diritti umani, una traduzione della Parola in fatti concreti

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