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da qui
Riuscimmo a metterci d’accordo: con la raccolta, da parte nostra, di una cifra simbolica, fummo finanziati per il viaggio più importante della vita.
Non avevo mai visto una cosa del genere: un elefante tutto bardato, una torretta sul dorso in cui sedeva trionfalmente un personaggio che doveva essere ricchissimo.
Ci imprigioneranno, ci multeranno, prenderanno le nostre proprietà.
Il treno sembra uno di quelli che partono per i campi di concentramento: la gente si aggrappa alle sbarre d’acciaio delle finestre, guarda la stazione come da un altro mondo che nasce sui binari.
Per me era una verifica importante, l’impatto con la patria delle idee che avevo fatto mie e non avrei mai più tradito – questa era almeno l’intenzione.
Intorno a lui una folla di uomini in divisa – in maschera, si sarebbe detto, se non fossero stati così seri -, con aste lunghe e colorate – stendardi? ventilatori? insegne di comando?
Ma non potranno mai toglierci il rispetto per noi stessi, se non saremo noi a darglielo.
Lungo il tragitto si vede la foresta, famiglie intere che camminano lungo i sentieri impolverati.
Finalmente non ero io a insegnare, a predicare, ero lì per capire, un pellegrino che se ne sta in silenzio, in attesa di un evento decisivo.
Mi feci strada tra ricchezza e povertà, convinto che la via che proponevo avrebbe interpellato tutti.
Vi sto chiedendo di combattere, di combattere contro la rabbia, non di provocarla.
Al passaggio a livello si vede tutta la città: motorette, furgoni, gente con la mano sulla fronte per inquadrare meglio il treno.
Sapevo che il governo non condivideva pienamente il messaggio della Grande Anima; era uno strumento come un altro, un mezzo per raggiungere obiettivi che avrebbero potuto richiedere altri metodi.
Come nasce un sogno? Se dovessi dirlo, mi troverei in difficoltà: sei visitato da qualcosa che ti supera, ti libera dalla meschinità della lotta quotidiana, sei rapito da qualcuno di cui non conosci il nome e le intenzioni.
Noi non vibreremo un solo colpo, ma ai loro colpi non ci sottrarremo e attraverso il nostro dolore faremo vedere la loro ingiustizia.
Adoro i passaggi a livello, perché dal finestrino si vede la storia che si ferma, il fiume in piena della vita si arresta per un attimo, riflette su una corsa senza scopo e senza fine.
Io, invece, mi convincevo sempre più: era l’unica via che dovevamo battere, quella che ci avrebbe portato alla vittoria.
Non immaginavo quale folla immensa mi avrebbe seguito nelle azioni di disobbedienza e resistenza passiva, nei boicottaggi e l’astensione dal lavoro.
E questo porterà dolore, come lo porta ogni battaglia, ma non possiamo perdere.
Ti guardano dall’altra sponda della vita, come se sul treno ci fosse la ragione delle cose, il senso che appare per un attimo e sparisce per sempre, sferragliando.
Era una fede: dovevi crederci sempre e nonostante tutto; detto tra noi: se non vivi così, non sei nemmeno un uomo.
La polizia picchiava duro, ma eravamo tanti, troppi, l’ondata del futuro ormai rompeva gli argini.
Non possiamo: loro possono torturare le mie carni, rompere le mie ossa, anche uccidermi. Allora potranno avere il mio cadavere.
Pensano che il senso sia nel moto, che viaggiare sia la ragione unica del viaggio, liberarsi finalmente da se stessi.
Avevo fatto la mia scelta e, detto tra noi, scegliere vuol dire vivere.
Diventammo indipendenti, il più bel giorno della vita, una folla libera, un cielo che sembrava baciarci, con le labbra piene di nuvole.
Potranno avere il mio cadavere, non la mia obbedienza.

noi veibreremo un solo colpo non ci sottraremo e attraverso il nostro dolore faremo vedere la loro ingiustizia. In questo c’è il segreto della vera vittoria certo non è facile ed è impossibile con le nostre sole forze
– Ero entusiasta, finalmente non ero io a insegnare, a predicare, ero lì per capire, un pellegrino che se ne sta in silenzio, in attesa di un evento decisivo.
L’umiltà caratterizza tutti i grandi uomini ed i santi: è la dote di chi si mette da parte per essere più disponibile a diventare strumento di un disegno più grande, senza montare in superbia, ma con gratitudine.
“Si racconta che un missionario viaggiasse su di un treno, recitando il suo breviario. All’improvviso, dal breviario scivolò a terra un’ immaginetta della Madonna e un ragazzino, seduto di fronte al missionario, raccolse l’immagine guardandola a lungo. Poi, chiese al sacerdote: “E’ tua madre?”. Il missionario rispose: “Sì è mia Madre!”. Il ragazzino insistette: “Ma non le rassomigli affatto!”. Al che il missionario rispose: “Eppure, ti assicuro, che è tutta una vita che io cerco di rassomigliarle un poco…almeno un poco.”
volevo dire non vibreremo un solo colpo
L’umiltà non è debolezza ma, al contrario, indice di grande coraggio.
http://www.youtube.com/watch?v=rhU-maMHuVk&feature=youtube_gdata_player
“Mi feci strada tra ricchezza e povertà, convinto che la via che proponevo avrebbe interpellato tutti.”
la verità, la salvezza riguarda tutti.
Non ha senso parlare di uomini ricchi o uomini poveri…ha senso parlare di uomini.
“Chi non abbia un notevole senso d’umiltà non può trovare la verità. Se vorrete nuotare nell’oceano della verità, dovrete ridurvi a nullità…
La verità non è mai stata rivendicata con la violenza”
(M.K.Gandhi)
Potranno avere il mio cadavere,ma non la mia obbedienza.
Se pensi a quello che gli altri ti potrebbero fare,sicuramente la paura ti assale fino ad invalidarti del tutto.Ma la “Fede”che hai dentro è più forte di ogni tipo di malvagità, ed è allora che prendi coraggio, e ti fai avanti senza fermarti difronte a nulla.Perchè non potranno mai piegare la tua anima alla loro volontà. Essa ,infatti appartiene soltanto a Dio e a nessun ‘altro.
Pensano che il senso sia nel moto, che viaggiare sia la ragione unica del viaggio, liberarsi finalmente da se stessi.
Liberati dallo stress e dal tormento
Libera l’anima da, da tutti i limiti
Che condizionano te ed i tuoi simili……..
Libera l’anima, il corpo e anche la mente
Cerca di guardare il mondo con gli occhi pi aperti
Cerca di fare qualcosa, che ti diverti….
Comincia a muoverti muoverti
Niente finito lo sai finché ci sei…
(Jovanotti – Muoviti Muoviti)
…guarda la stazione come da un altro mondo che nasce sui binari.
La vita è un treno che prendiamo senza neanche saperlo ma ad un certo punto diveniamo consapevoli di quelli che sono i binari e allora non rimane che fare una scelta, far guidare qualcun altro o prendere noi la guida imparando a vivere.
Le stazioni sono gli incontri importanti, le occasioni perdute o quelle prese al volo e spesso ci accompagna un amico che si chiama dolore, allora si che vorresti un altro mondo da cui guardare ma l’unico mondo possibile è quello dell’amore, dell’amore che supera il rancore, la riabbia, l’amarezza o la sconfitta, l’amore che salva e guarisce, l’amore che ti fa riprendere la via sui binari della vita, l’amore che perdona, che comprende, che supera il dolore e allora non ci sono più mondi diversi che si creano ma solo il nostro mondo, questo mondo per cui vale la pena vivere o morire.
SM
“Potranno avere il mio cadavere, non la mia obbedienza.”
La scelta della definizione “cadavere” piuttosto che “corpo” è meravigliosa e rende chiaramente il significato; al contrario del corpo, che conserva una sacralità sia in vita che da morto, il cadavere è qualcosa di assolutamente vuoto …cosa inutile appunto e di nessuna soddisfazione…inutile come certe ingiustizie, inutile come la violenza, il sopruso,l’ottusità umana, il peccato, la rabbia …
IL MIO DISCRETO CADAVERE
Ho la sana abitudine
per le Vacanze ed i Natali,
di fare delle lunghe visite
al mio discreto cadavere.
Ogni volta che vado lo ritrovo
più saggio e più in salute
e godendo della morte
come nessuno la gode.
Il mio cadavere ha un tesoro:
una collezione di pomeriggi,
di notti e mattine
dimenticate o dimenticabili,
una macchina di classe media
un cammino da fare a pezzi,
due mezzogiorni interi,
ed un senza fine di eternità
Manuel Díaz Martínez
RICORDA CORPO…
Corpo, ricorda, e non solo quanto fosti amato,
non soltanto i letti in cui giacesti,
ma anche quei desideri che per te
brillavano chiari negli occhi,
e tremavano nella voce – e qualche
casuale ostacolo li rese vani.
Ora che tutto ormai appartiene al passato,
sembra quasi che a quei desideri
tu ti sia concesso – come brillavano,
ricorda, negli occhi che ti guardavano:
come tremavano nella voce, per te, ricorda, corpo.
Konstantinos Kavafis
“Adoro i passaggi a livello, perché dal finestrino si vede la storia che si ferma, il fiume in piena della vita si arresta per un attimo, per riflettere su una corsa senza scopo e senza fine.”
http://www.youtube.com/watch?v=JxwjxjtOHEg
“Come nasce un sogno? Se dovessi dirlo, mi troverei in difficoltà: sei visitato da qualcosa che ti supera, ti libera dalla meschinità della lotta quotidiana, sei rapito da qualcuno di cui non conosci il nome e le intenzioni.”
IL SOGNO
Per nessun altro, amore, avrei spezzato
questo beato sogno.
Buon tema per la ragione,
troppo forte per la fantasia.
Sei stata saggia a svegliarmi. E tuttavia
tu non spezzi il mio sogno, lo prolunghi.
Tu così vera che pensarti basta
per fare veri i sogni e storia le favole.
Entra tra queste braccia. Se ti sembrò
più giusto per me non sognare tutto il sogno,
ora viviamo il resto.
Come un lampo o un bagliore di candela
i tuoi occhi, non già il rumore, mi destarono.
Così (poiché tu ami il vero)
io ti credetti sulle prime un angelo.
Ma quando vidi che mi vedevi in cuore,
che conoscevi i miei pensieri meglio di un angelo,
quando interpretasti il sogno, sapendo
che la troppa gioia mi avrebbe destato
e venisti, devo confessare
che sarebbe stato sacrilegio crederti altro da te.
Il venire, il restare ti rivelò: tu sola.
Ma ora che ti allontani
dubito che tu non sia più tu.
Debole quel amore di cui più forte è la paura,
e non è tutto spirito limpido e valoroso
se è misto di timore, di pudore, di onore.
Forse, come le torce
sono prima accese e poi spente, così tu fai con me.
Venisti per accendermi, vai per venire. E io
sognerò nuovamente
quella speranza, ma per non morire.
John Donne
non c’è luce più bella di quella del crepuscolo è strano perchè annuncia la fine di un giorno, arriva la notte e poi … il viaggio riprende.
http://www.youtube.com/watch?v=-HP_BR_rC6k&feature=related
chiedo scusa il video del commento precedente è questo:
http://www.youtube.com/watch?v=641xeu4Xo60&feature=related
“loro possono torturare le mie carni, rompere le mie ossa, anche uccidermi. Allora potranno avere il mio cadavere.”
“Mi hanno lacerato le mani e i piedi: essi contano tutte le mie ossa. Essi mi guardano e mi osservano; spartiscono fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste” (Salmo 22, 16-18).
grazie!
ci sono sempre almeno due punti di vista, che si completano a vicenda.
Mille poeti e il Salmo e lo stesso fantasma di Ettore, pensavo, possono risponderti Fabrizio: ma tu hai fede robusta e mani di combattente, dunque non abbiamo paura, no, o forse moltissima, ma ci scaldiamo ogni sera al fuoco delle narrazioni e della poesia. Quanto ci basta, e ci può cullare.
Maria Pia Q
scaldimao = scaldiamo
grazie Mary Pie, è sempre un onore, per me.