39. Mi ricordo tutto

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Lf0dwbub8Io]

da qui

Sembra facile: un motto per tutte le stagioni. Ma si adatta bene a quello che successe.
Le guardie svizzere hanno qualcosa d’irreale: gli elmi, le alabarde, la divisa d’altri tempi e l’aria di chi difficilmente muove un sopracciglio. Se non le avessi incontrate in un albergo di Loreto, in libera uscita, potrei pensare che siano manichini.
Chissà perché mi vennero in mente mio padre e mia madre, con i volti cordiali dei contadini di una volta.
Qualcuno mi ritenne matto, pensò di non dovermi prendere sul serio.
Visto dalle guardie svizzere, il mondo è un’altra cosa: controllare i movimenti, verificare con la coda dell’occhio, cogliere ogni gesto fuori dalla norma.
Ci vuole fegato per dare vita a tredici creature, coi tempi che correvano, la miseria in agguato e la guerra sempre pronta a portartele via con una bomba o un colpo di fucile.
Sapete com’è la Curia Vaticana, entrarono subito in allarme, ma questo che vuole, erano secoli che non c’era più dibattito, che si decideva infischiandosene della periferia.
La benedizione di quel giorno fu tesa, a denti stretti, sapevi, con la faccia stanca, a quale avventura andavi incontro.
La casa in pietra era il mondo; nei ricordi, c’è sempre la stanza dove giochi a soldatini, il mobile dove la mamma nasconde il cioccolato, il tavolo che a te, bambino, sembra molto più grande del normale.
Dissero che avevano capito male, che io avrei annunciato un’altra cosa.
Quanto tempo mi restava ancora? Sarei riuscito a portare a termine l’impresa? Oggi, a pensarci, mi sembra una follia, ma Dio è per le pazzie, non gli piacciono le cose sempre uguali.
Lo avreste immaginato, cari genitori, che vostro figlio sarebbe diventato papa? Che effetto deve fare, un figlio papa, me lo sono chiesto tante volte.
Cominciò l’opposizione, se non l’ostilità, un conflitto che può uccidere, può fare fuori anche uno importante come il papa; voci maligne dicono che sia successo.
Ero convinto di essere nel giusto, sentivo che dovevo andare avanti, nonostante tutto, che la storia, col Concilio, si apriva per accogliere un messaggio atteso da tanti – non lo stai aspettando pure tu, non attendi ogni mattina il giorno in cui la luce inonderà finalmente la tua stanza?
Angelino, cosa sognavi nella casa in pietra, è possibile che un uomo solo sogni, in una notte, i sogni di tutti?
Mi chiedo ancora oggi se i nemici della Chiesa siano quelli esterni o quelli interni, se nuoccia di più la ruspa che abbatte i luoghi sacri o il vetriolo del giudizio, l’arsenico della paura.
Anche la politica fece sentire la sua voce, turbata da quello che pareva un papa di sinistra. Dolce cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più.
Delle chiese ricordo l’atmosfera, l’odore inconfondibile, la sensazione di trovarti finalmente nell’angolo giusto del mondo, come se lo spazio fosse un orecchio pronto ad ascoltarti, le vetrate occhi che si prendono cura del tuo viaggio seminato di pericoli.
C’è gente che vive solo aspettando una condanna, degli altri, neanche a dirlo. Se sapessero che Dio non è venuto a condannare rimarrebbero delusi: ora è di sinistra pure lui!
Quando vedo i bambini, mi ricordo tutto, mi chiedo sempre dove mi ero perduto, questa volta.

21 pensieri su “39. Mi ricordo tutto

  1. M&C

    – Ero convinto di essere nel giusto, sentivo che dovevo andare avanti, nonostante tutto…

    … nonostante il “vetriolo del giudizio, l’arsenico della paura”, saldo nel presente ma lanciato verso il futuro, con la consapevolezza che “sembra una follia, ma Dio è per le pazzie, non gli piacciono le cose sempre uguali”.

    -Per aspera sic itur ad astra-

    Mi ricorda qualcuno!

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  2. Vale

    ….la sensazione di trovarti finalmente nell’angolo giusto del mondo, come se lo spazio fosse un orecchio pronto ad ascoltarti, le vetrate occhi che si prendono cura del tuo viaggio seminato di pericoli.

    Negli uomini di fede la storia si ripete inesorabile nella pura sofferenza. Abbiamo bisogno di loro per toccare con mano e capire. Fortunatamente alcuni di noi hanno colto il messaggio, prestato attenti l’orecchio e guardato quella luce che ci porta sulla via per un mondo nuovo.

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  3. pamela

    è possibile che un uomo solo sogni, in una notte, i sogni di tutti?

    ‘E‘ anche possibile che in tanti si abbia lo stesso sogno.
    Forse il primo passo importante è iniziare a raccontarsi i propri sogni, e scoprire che l’ angolo giusto del mondo si può costruire dialogando

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  4. Ema

    “Quando vedo i bambini, mi ricordo tutto”

    Esistono persone, belle persone, meravigliose persone, che si ricordano sempre di tutti; questi tutti dei quali si ricordano con le loro preghiere, con i loro come stai?, con le loro carezze amorevoli, con i loro silenzi i loro sguardi eloquenti non sono necessariamente bambini,,,la novità è nei loro occhi; sono gli occhi ad essere quelli di un bambino che guarda tutti allo stesso modo, figli, fratelli, amici.
    Solo con quello sguardo puro e innocente si riesce superare l’esame…

    http://www.youtube.com/watch?v=muR7YzNhfpM&feature=related

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  5. Ema

    “Sembra facile: un motto per tutte le stagioni. Ma si adatta bene a quello che successe.”

    Poesia facile

    Pace non cerco, guerra non sopporto
    tranquillo e solo vo pel mondo in sogno
    pieno di canti soffocati. Agogno
    la nebbia ed il silenzio in un gran porto.

    In un gran porto pien di vele lievi
    pronte a salpar per l’orizzonte azzurro
    dolci ondulando, mentre che il sussurro
    del vento passa con accordi brevi.

    E quegli accordi il vento se li porta
    lontani sopra il mare sconosciuto.
    Sogno. La vita è triste ed io son solo.

    O quando o quando in un mattino ardente
    l’anima mia si sveglierà nel sole
    nel sole eterno, libera e fremente.

    Dino campana

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  6. Ema

    TUTTI I SOGNI DEL MONDO

    Non sono niente.
    Non sarò mai niente.
    Non posso volere
    d’essere niente.
    A parte questo, ho in me
    tutti i sogni del mondo…

    F.Pessoa

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  7. Ema

    “Qualcuno mi ritenne matto, pensò di non dovermi prendere sul serio.”

    “La gente ha bisogno dei matti, perché i matti ci rendono più sicuri dentro alla nostra nullità.

    C’era Dino Campana, uno dei più grandi poeti del novecento, considerato matto e semplicemente matto da un uomo che rispondeva al nome di Umberto Saba; Campana morì in manicomio, questo per la cronaca, e molti critici e troppe antologie scolastiche ancora lo ignorano.

    In ogni villaggio c’è un matto, il mondo lo vuole, lo reclama a gran voce, un matto su cui sputare veleno, un matto da compatire, un matto da deridere. Genio e follia, si dice spesso.

    Certo, quando i matti dimostrano qualcosa allora divengono angelo e diavolo, prima semplicemente matti. Ci sono tanti matti, nelle nostre città.

    Gente che passa le giornate a dar da mangiare ai piccioni; forse perché i piccioni valgon più delle persone, perché c’è più logica nel loro volo che nelle nostre architetture verticali.

    La logica vista dove gli altri non vedono assolutamente nulla; il matto è la cosa più vicina al poeta, al matematico, al filosofo; il matto vive di intuizioni mentre gli altri abitanti del villaggio si ostinano a creare e cercare certezze.

    I matti sono quei registi che ti prendono l’Olocausto e sopra ci costruiscono una favola, e poi prendono una favola e ti lasciano a bocca aperta perché io Pinocchio non lo ricordavo mica così tragico, con la luna gigantesca mentre lui viene impiccato sull’albero. Genio e follia, si diceva.

    Secondo me è una stronzata; in realtà sono tutte intuizioni, i matti trascorrono le ore rimanendo distanti dal loro corpo e dagli eventi, mentre noi bestemmiamo al semaforo il matto parla con un lupo e si presenta nudo dal Papa. E poi lo chiamarono San Francesco.

    Perché mica solo i villaggi; anche cinema, letteratura e religione hanno bisogno dei matti.”

    (FaberDeAndré.Com)

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  8. Stella Maria

    I have a dream….
    Ci sono sogni e sogni, alcuni solo privati e confidenziali, altri si sognano almeno in due e sono destinati a cambiare la storia.

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  9. fides&ratio

    C’è gente che vive solo aspettando una condanna, degli altri, neanche a dirlo.

    Ecco, cominciamo da qui: toglierò da voi il cuore di pietra lasciamola cadere quella pietra,e vi darò un cuore di carne, sentiamo come ci pulsa dentro, come accelera quando la speranza è un filo teso sul nulla di domani impossibili; cominciamo da qui: lasciamo cadere il giudizio, la condanna, e ascoltiamo le ragioni che la ragione non comprende.

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  10. Ema

    “non lo stai aspettando pure tu, non attendi ogni mattina come il giorno in cui la luce può inondare finalmente la tua stanza?”

    ” VENNE NEL MONDO LA LUCE VERA, QUELLA CHE ILLUMINA OGNI UOMO.”
    (Gv 1, 9)

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  11. Dany P.

    Dolce cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più.

    La sensazione di essere nell’angolo giusto del mondo…é bellissima..Succede quando sei in chiesa,percepisci l’unione,ascolti tutte le parole come se fosse musica dolcissima.. sai che non esiste condanna,Dio non viene per condannare..ne per giudicare o escludere..Si dovrebbe ripartire esattamente da questo punto,per imparare ad essere come Lui,a guardare con i nostri occhi cosi come farebbe Lui.. e a ripetersi ogni tanto:”Dolce cuor del mio Gesù, fa’ ch’io t’ami sempre più.
    Amare come amano i bambini,con semplicità,spontaneamente,senza forzature..ne giudizi.o esclusioni..Amare Gesù significa scorgerlo negli occhi dell’altro..ecco,fa che io t’ami sempre più.

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  12. RossellaT

    C’è in ognuno di noi un posto segreto dove ci rifugiamo e lasciamo andare la fantasia è in questo angolo che cominciano i sogni.
    Non so se sia possibile che un uomo solo sogni il sogno di tutti, forse è un miracolo, forse è follia ma è anche vero che un pizzico di follia, un pizzico di passione rendono il sogno un po’ meno lontano.

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  13. Raf

    Dolce cuore di Gesù ,fa che io t’ami sempre più.

    Amare Gesù ,e sentirsi amati da Gesù è la nostra ancora di salvezza contro tutte le avversità.

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  14. Roby (s.d a.)

    Entrare, sedersi e respirare nel silenzio un’aria di pace e serenità; è lì che ricompatti te stesso, sgretolato dal vento e dalla polvere della vita, raccogli i tuoi dolori, ti accorgi delle gioie che a volte si nascondono nella fretta, ritrovi un abbraccio che ti scalda e che ti darà una spinta quando, uscendo fuori, ritroverai la salita.

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