“Mi vestirei di mare”, di Carla De Angelis

Recensione di Michela Zanarella

Mi vestirei di mare racchiude ventiquattro poesie di Carla De Angelis, edite da Progetto Cultura nella collana “Le gemme”, collezione di quaderni di poesia curata da Cinzia Marulli Ramadori. È il mare con le sue acque, simbolo di vita, amore e sofferenza, ad alimentare in maniera totalizzante la creatività dell’autrice.
In un fluire rapido e autentico dei versi, si sviluppano le esperienze di una donna, di una moglie, di una madre che vive, ama, soffre e sogna in un mondo che le riserva più ombre che luci.
Una poesia di grande umanità e sensibilità, quella di Carla De Angelis, che si lega indissolubilmente agli affetti dei familiari, in particolare alla figlia, sublimando quell’amore puro e sincero che si manifesta quotidianamente. “Non chiedetemi / gli anni che ha / Ha gli anni / del tempo / che vive.”
L’ esigenza di svelare realtà altamente dolorose, il bisogno di soffermarsi sulla sofferenza, dimostrano la volontà di liberare l’anima da quelle situazioni che a volte annientano e non lasciano tregua ad un quieto vivere. Carla è consapevole di come le difficoltà della vita possono marcare a fuoco la sua personalità, ne prende atto lucidamente e cerca di giungere a dimensioni meno tese attraverso la forza della scrittura.
“Non estirpo la gramigna/ la mieto ogni volta che cresce/ Smoderatamente”.
Penetrando profondamente nella sua intimità, l’autrice riesce a far emergere emozioni e percezioni positive, varcando i limiti di quella drammaticità che sembra insormontabile.
La purezza delle parole, la verità che si trascina nel linguaggio, consentono al lettore una maggiore sensibilizzazione verso le infinite problematiche del vivere nel sociale.
La poesia si fa quindi canto di amore e sofferenza, atto di fiducia verso l’esistenza.

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Informazioni su giovanniag

Giovanni Agnoloni (Firenze, 1976), è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del libro di viaggio "Berretti Erasmus. Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa" (Fusta Editore, 2020) e del romanzo psicologico "Viale dei silenzi" (Arkadia, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo "Il postino di Mozzi", a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopici sul tema del crollo di internet e della società del controllo ("Sentieri di notte", "Partita di anime", "La casa degli anonimi" e "L’ultimo angolo di mondo finito", editi da Galaad tra il 2012 e il 2017 e in prossima riedizione in volume unico), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco e in prossima riedizione in volume unico. Ha scritto, curato e tradotto vari libri sulle opere di J.R.R. Tolkien (su tutti, "Tolkien. Light and Shadow", opera bilingue italiana-inglese, ed. Kipple, 2019), e tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño ("Bolaño selvaggio" a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau, ed. Miraggi, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di Jorge Mario Bergoglio, Kamala Harris, Arsène Wenger, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie e reading in Europa e negli Stati Uniti, e traduce da inglese, spagnolo, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi contributi critici sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”. Insieme alla giornalista Valeria Bellagamba, ha creato e gestisce la pagina Facebook "Anticorpi letterari", con interviste in diretta video a protagonisti del panorama culturale italiani e internazionale. Il suo sito è www.giovanniagnoloni.com.

3 pensieri su ““Mi vestirei di mare”, di Carla De Angelis

  1. Ernesta Scappaticci

    La poesia che canto liberatorio e liberatore.
    Tutte quelle che sto leggendo, avidamente, mi stanno insegnando davvero” tutto” e mi aiutano nel mio essere totalmente appassionata della vita.

    Ringrazio molto chi mette in rete tutti questi poeti e mi permette di leggerli.

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  2. cinziamarulli

    E’ bello leggere le parole di Michela. Ho creduto e credo molto nella poesia di Carla De Angelis, nella sua capacità di penetrazione dell’animo. Un verso, secondo me bellissimo, di Giovanni Giudici, dice “metti la vita in versi”. Credo che questo sia il compito primo di un poeta e Carla De Angelis, con immensi sacrifici, lo ha fatto. Grazie infinite.
    Cinzia Marulli Ramadori

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  3. Carla De Angelis

    Ringrazio Michela Zanarella così precisa e delicata nel suo commento al libro e Ernesta Scappaticci e Cinzia Marulli per avere letto e aprezzato.
    Carla

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