94. Chissà di chi

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da qui

Hai salutato Fofner: con lui ti senti meglio. Ti ricorda il don, il suo potere di calmarti, come quando tiravi i sassolini contro la serranda e lui scendeva, senza farsi sentire. Ti chiedi come sarebbe andata senza lui, che fine avrebbe fatto la tua vita, tra droghe, alcol e tutte le donne che continuavano a inseguirti. E’ strano trovare due persone così simili, non fisicamente, ma nel modo di pensare e di parlare, nell’ottica da cui si può vedere il mondo. E’ come se tutto apparisse da un’altra prospettiva, si trasfigurasse, rivelandosi per quello che realmente è. Quale sarà il mistero della scritta? Possibile che una frase composta con un pennello e un secchio di vernice abbia il potere di svelare l’alfabeto in codice del mondo, la natura di ogni sentimento, anche il più enigmatico, come il rapporto tormentoso con Mattea o quello con Marika, così ambiguo e coinvolgente? Sei deciso a vederci chiaro, a non tenere più sul filo te stesso e chi ti vive accanto. Cammini, cammini, e ti ripeti Fofner, sei la mia vita, sei la mia vita, come fosse un mantra, una formula magica, come se i fili della storia dovessero congiungersi nelle parole lette su un muro scalcinato, mentre correvi in bicicletta da ragazzo; come se vivere fosse decifrare l’unica frase che conti veramente, tra milioni e milioni di pettegolezzi, chiacchiere, discorsi, la calunnia che aveva sconvolto il rapporto con Mattea, tanto per dirne una; e ora, solo ora comprendi che la vita è una questione di parole che ti girano in testa, ti orientano qua o là, ti mostrano il peggio o il meglio, ti chiudono in te stesso o ti permettono di aprirti all’altro; e allora ripeti, come fosse una parola d’ordine, il numero giusto della combinazione, Fofner, sei la mia vita, sei la mia vita, e sono ancora le parole a spingerti in direzione della grande cattedrale, non sai perché, ti fidi dell’istinto, no, della luce azzurra che ti pare di vedere dentro, come l’acqua del fiume, gli occhi in cui si specchia la città col suo mistero, Parigi, dove arrivasti carico di attese, dove Marika racconta la sua vita e tu la tua, ma adesso, solo adesso ti pare che le storie confluiscano tutte nello stesso punto, come una musica che gira, gira, ma alla fine torna lì, nel pezzo del violino che fa venire i brividi, fa esplodere il cuore,  ora che intravedi la facciata dai portali strombati, il rosone, le torri campanarie, e sei certo di scorgere due figure conosciute, che parlano fitto, chissà di cosa, chissà di chi.

19 pensieri su “94. Chissà di chi

  1. M&C

    “Fofner, sei la mia vita, sei la mia vita…”

    Le parole sbagliate a volte possono ferire, più di qualsiasi arma possono lasciare segni indelebili, sono difficili da dimenticare e cambiano per sempre la vita.
    Però ci sono anche le parole giuste, le uniche da non dimenticare mai e le uniche vere da ascoltare, che hanno un significato profondo al quale vale la pena dare peso, perché sono le sole che possono spingere la vita nella direzione corretta.

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  2. RossellaT

    solo ora comprendi che la vita è una questione di parole che ti girano in testa, ti orientano qua o là, ti mostrano il peggio o il meglio, ti chiudono in te stesso o ti permettono di aprirti all’altro;

    Le parole uniscono, separano, fanno sentire amati o odiati. Le parole sono un ponte verso l’altro, fanno riflettere, cambiare idea, ci aiutano a comprendere meglio i nostri sentimenti. Una parola puo’ salvare: ma di’ soltanto una parola ed io saro’ salvato.

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  3. M&C

    Bellissima anche la musica, perfetta per rimanere incantati nel visitare una città speciale ed unica come Venezia.

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  4. gum

    Quante volte hai sentito il bisogno di entrare nella chiesa per “venirne fuori” quando ormai non vedevi più via d’uscita?
    E’lì tra quelle navate il meeting poin della salvezza, dove s’incontrano prima o poi tutti quelli che vogliono scampare al naufragio della propria esistenza supplicando chi deve aiutarli e dicendogli davvero convinti: sei tu la mia vita, sei tu la mia vita.

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  5. Raf

    Fofner, sei la mia vita, sei la mia vita,

    L’unica scritta autentica che dà un senso alle nostre vite , in mezzo a tante parole inutili !

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  6. Raf

    Per svelare “l’alfabeto in codice del mondo” non è necessario fare troppe congetture, perchè il tutto si rivela nella sua semplicità ,cosi come esso appare.

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  7. Raf

    Che importanza ha sapere ” di cosa o di chi” parlano le due figure conosciute ,l’importante è che in quella cattedrale ,tu ti senta al centro dell’universo,isolato dalle chiacchiere inutili perchè in quel momento l’unico dialogo vero e sincero è il dialogo che c’è tra te e Lui ,che ti parla sottovoce ,affinchè le sue parole ti possano arrivare dritte al cuore.

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  8. Clown: opinioni

    “Ti chiedi come sarebbe andata senza lui, che fine avrebbe fatto la tua vita, tra droghe, alcol e tutte le donne che continuavano a inseguirti.”

    Un protagonista dal passato tormentato! Bacco, tabacco e venere tutti insieme (che, si sa, riducono l’uomo in cenere). Anche se, secondo me, il vero pericolo è costituito da donne e motori (gioie e dolori), cosicché, mancando qui i motori, la situazione non doveva essere poi così grave.
    Tuttavia, con questi presupposti potrebbe essere più utile l’obbligo del burqa che Fofner a salvarlo.
    L’immagine femminile, fino a questo momento, non ne esce benissimo … ma forse sono solo occhi, naso e orecchi da clown a notarlo, notoriamente propensi a soffermarsi sui dettagli e poco avvezzi a decifrare “l’unica frase che conti veramente”.

    “ora che intravedi la facciata dai portali strombati, il rosone, le torri campanarie, e sei certo di scorgere due figure conosciute, che parlano fitto, chissà di cosa, chissà di chi.”

    Eppure capita anche a me, avvicinandomi, di anelare quell’istante in cui varcherò la soglia, la luce si farà tenue e, finalmente, la mente e il cuore entreranno in sintonia, incredibilmente leggeri.
    Che sia cattedrale con folla di turisti o chiesa di periferia romana, l’effetto è lo stesso.
    Trovi parcheggio e attraversi la strada intasata dal caos delle 18:00; poi il sagrato che, troppo stretto, non tiene a bada alcun rumore. Ma ecco che, già passando per l’esonartece, hai l’impressione di trovarti in un altro posto, l’atmosfera è cambiata e ti predisponi all’ingresso in quel luogo per me sempre misterioso e familiare, dove chiunque abbia avuto cura di dotarsi di un simile stato d’animo, ritrova il suo angolo, la sua immagine, il suo pensiero preferito.
    Gli/mi auguro con tutto il cuore che “le due figure che parlano fitto” contribuiscano ad esaltare questo momento.

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  9. agnese

    Avere un amico con “il suo potere di calmarti”,avere qualcuno che ti aiuta nelle tue bataglie,avere qualcuno che ti fa vedere la strada giusta,avere qualcuno pronto sempre a scendere da te perchè lo chiami,perchè hai bisogno di lui – questo è una fortuna,è un tesoro che vale più di oro,diamanti…
    Avere qualcuno di poter dire:”Fofner sei la mia vita”-tutti sognamo di qualcuno cosi.
    Io sono stata fortunata,anche se io ho lasciato miei amici,loro non hanno lasciato me.

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  10. agnese

    “ma adesso,solo adesso ti pare che le storie confluiscano tutte nello stesso punto”, perchè tutto “gira,gira,ma alla fine torna li”,perchè la voglia di sentire “pezzo del violino che fa venire i brividi”è troppo bella,è più forte di te,e vuoi sentire come ti “fa esplodere il cuore” e non soltanto.
    “Ti fidi dell’istinto”perchè ormai sei “carico di atese” di quale si vuoi liberare con la musica del violino. “Chissà di chi”
    (scusate,devevo scrivere,spero che nessuno non si è offeso,però penso che comunque la vita gira cosi)

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  11. Stella Maria

    Ci sono situazioni che si ripetono all’infinito finchè non comprendi il significato di quell’unica frase che conta, finchè non trovi quel punto che è il baricentro della tua vita. La cattedrale di Notre Dame è splendida e semplice nello stesso tempo, immensa e piena di candele che fanno una luce soffusa che ti fa pensare veramente di essere lì con Lei che tutto ascolta, ti accoglie nel suo grembo e scioglie ogni nodo. La strada è segnata da quei giochi di colore che il sole fa con i mosaici di vetro colorato. Ci sono posti che ti chiamano per darti la risposta a tutte le domande, risposta che si traduce in una sola frase anche scritta su un muro scalcinato perchè non importa dove e come ma solo cogliere il messaggio nella sua pienezza e interezza, nella sua autenticità e verità.

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  12. marco1963

    Non so se i fili di una storia possano ricongiungersi nella parola scritta su di un muro: può accadere, perché le parole che vediamo scritte assumono a volte un senso speciale ai nostri occhi, una filosofia particolare, crediamo che contengano verità assolute e rappresentino per noi indicazioni addirittura personali. Spesso è così, almeno a me è capitato d’ispirarmi ad un concetto riportato su un muro o in un libro. L’importante è capire se quel concetto fa parte del nostro io, altrimenti compiremmo una inutile forzatura. Ma è l’atto del vivere in sé, che ci fa apprezzare le frasi che contano veramente, che poi sono più di una frase: sono uno stile, un’indicazione, un vestito. Allora voglio pensare che quelle frasi, quei concetti, completino in qualche modo la nostra vita, che noi si sia timonieri dell’esistenza e si aggiusti la rotta man mano che le occorrenze lo rendono necessario. Ecco che una parola, una frase, possono incidere in modo definitivo sul nostro futuro. Tutto questo grazie agli autori che si mettono gratuitamente al servizio del lettore. Grazie alla bellezza dell’arte ed al suo frutto, che gli animi più sensibili colgono inesplicabilmente appena sboccia.

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  13. pam

    ”solo adesso ti pare che le storie confluiscano tutte nello stesso punto”

    è quello in cui tutte le storie trovano un senso, una risposta alle proprie domande: ed è in quel punto che, incontrandosi, ci si può riconoscere l’uno nell altro.
    Anche questo blog è un punto dove tante vite e tante storie personali confluiscono e si incontrano.

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  14. robysda

    Tutto nello stesso punto, dove il tempo comincia e finisce, passando silenzioso o travolgente come una tempesta, dove ogni cosa può accadere, dove i protagonisti della storia si incontrano e si raccontano secondo il genio dello scrittore che continua a disegnare, colorare e interpretare sogni e speranze, legando insieme vita e fantasia in un romanzo che ogni giorno stupisce e lascia
    spazio a pronostici che puntualmente crollano come castelli di sabbia.
    Cambia la prospettiva, che ci vuoi fare…è la letteratura, bellezza!

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