di Andrea Leone
Sorteggio, uscito per Marietti nella collana La Sabiana diretta da Davide Rondoni, è il secondo libro di poesia di Lorenzo Chiuchiù, e ci mostra il poeta perugino nella sua raggiunta maturità stilistica.
La poesia di Chiuchiù è eroica, impregnata di entusiasmo, romantica nel senso più stretto del termine, eppure aggiornatissima e dotata degli strumenti più moderni. Partendo dalla poesia francese dell’ottocento (Rimbaud in primis) Chiuchiù passa per Celan e Bonnefoy per arrivare a Milo De Angelis e a certe formulazioni della filosofia contemporanea.
Gli strumenti principali di Sorteggio sono le idee e la visione. L’elemento simbolico e figurativo, spesso splendidamente figurativo, si accompagna all’aforisma e alla sentenza; il discorso più strettamente filosofico e concettuale procede di pari passo con una ricchissima sequenza di immagini spesso splendide, inattuali e magniloquenti.
La parola di Sorteggio ha l’andamento e il senso di una scienza. Una scienza del rischio. Una scienza del pericolo continuo. Una scienza puntata contro l’abisso. Una scienza implacabile e rigorosa della nascita, che attraversa gli attacchi e gli incendi, per usare due parole che ricorrono di frequente in queste pagine.
Ma il pericolo è anche il presente, la vita stessa nella sua essenza assoluta, l’adesso, ed è anche la sua gloria. Obbediente a questo imperativo sia etico che estetico, la poesia di Chiuchiù osa all’estremo, ma è anche perfettamente cosciente e presente, lucida fino alla durezza, condotta con passo e sguardo millimetrico. Il discorso estremamente controllato e allo stesso tempo incandescente è la perfetta assunzione di questo elemento anche velenoso e senza ritorno.
