95. Per un attimo

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da qui

Dimmi il tuo nome! Dimmi il tuo nome!
Non hai mai urlato tanto in vita tua, perché sai che tutto si decide qui, che i libri interrotti, i segnalini di cui è cosparsa la tua storia, il dolore, la solitudine invincibile, tutto, tutto dipende dall’esito di questo inseguimento, dal riuscire a guardare in faccia la donna che corre in bicicletta, che certamente – non sai perché, ma senti che stavolta non ti sbagli – è la bambina di tanti anni fa, custode del mistero che ha continuato a turbarti fino a oggi, fino a ora che corri come un pazzo in Quai des Gesvres, passando davanti a un bar con le sedie verdescuro e i tavolini bianchi, a palazzi color crema che si affacciano sul lungofiume ingombro di faggi e cassonetti, in uno slalom tra i pedoni che inseguono l’autobus sopraggiunto alla fermata. Per evitare l’impatto col gruppo in movimento, sei costretto a voltarti verso destra e ti scontri col profilo delle torri campanarie della Cattedrale; non sai da dove piova l’idea che non t’aveva mai sfiorato; mentre prosegui la gimcana tra motorini e taxi, e provi a non perdere di vista la donna la cui testa spunta tra un’auto e un furgoncino – coi capelli biondi che paiono una spiga solitaria tra le erbacce -, fai una cosa che non avresti mai pensato; le torri campanarie emettono un richiamo irresistibile, un messaggio che ti coglie impreparato, dopo tanto tempo: prendilo al volo, non hai niente da perdere, lo sai; recita la prima e ultima preghiera di un’esistenza incredula, insensata, al punto che non puoi più immaginare alcun finale, alcuna soluzione a una vita di storie interrotte e corse folli in cerca dei fantasmi del passato. Ti sforzi di portare alla mente le parole che hai udito da bambino, entrando in chiesa per curiosità, dalle labbra avvizzite di vecchiette che biascicavano stanche litanie; ricordi solo l’incipit: ave Maria, se per caso esisti, fammi capire qualcosa dell’enigma che mi opprime giorno e notte, prega per me, povero cristo, concedimi un segnale che mi guidi, magari solo oggi; prometto di non venire a disturbarti oltre. Preghi, invochi, come se qualcuno potesse risponderti davvero, come se dall’alto delle torri potesse partire un ordine per te, di voltarti a sinistra, di leggere la scritta nera sul muro color crema, Prefecture de police; e allora, finalmente, si accende la scintilla, la bambina che corre senza dirti il nome, la donna che spunta tra una macchina e l’altra, la spiga di grano tra le erbacce, le erbacce! Ave Maria. Non avresti mai pensato che qualcuno potesse ascoltarti veramente, in Quai de Gesvres, a un passo dal ponte Notre Dame; che qualcuno potesse convincerti che la soluzione, quando meno te l’aspetti, splende avanti agli occhi di un uomo finalmente felice, per un attimo.

34 pensieri su “95. Per un attimo

  1. ema

    “è la bambina di tanti anni fa, custode del mistero che ha continuato a turbarti fino a oggi,”

    «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

    Lc 1

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  2. Rashide

    Hither, hither, love,
    ‘Tis a ahady mead;
    Hither, hither, love,
    Let us feed and feed.

    Hither, hither, sweet,
    ‘Tis a cowslip bed;
    Hither, hither, sweet,
    ‘Tis with dew bespread.

    Hither, hither, dear,
    By the breath of life,
    Hither, hither, dear,
    Be the summer’s wife.

    Though one moment’s pleasure
    In one moment flies,
    Though the passion’s treasure
    In one moment dies;

    Yet it has not pass’d-
    Think how near, how near;
    And while it doth last,
    Think how dear, how dear.

    Hither, hither, hither,
    Love this boon has sent;
    If I die and wither
    I shall die content.

    (“Hither, hither, love” – John Keats)

    Rispondi
  3. ema

    “e allora, finalmente, si accende la scintilla, la bambina che corre senza dirti il nome, la donna che spunta tra una macchina e l’altra, la spiga di grano tra le erbacce, le erbacce!”

    “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio. ” (Matteo 13,24-30)

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  4. Clown: opinioni

    Ave Maria
    prometto di non venire a disturbarti oltre
    fai avere questo messaggio
    a una spiga di grano che si crede erbaccia,
    a un’erbaccia che non sa di poter essere
    spiga di grano.

    Anniversario

    Puoi fermarti a rimpiangere
    la giovinezza spensierata
    l’incertezza di sapere
    con chi costruire un futuro
    i capelli lunghi
    i vestiti stretti
    il mare, il sole, le ustioni in libertà
    gli acquisti, i saldi,
    la Renault cinque, Pomezia,
    e poi
    l’isola Tiberina, Ambrogio,
    Deborina, Metka, Alessandra.
    Puoi fermarti
    o continuare
    insieme
    per questo tratto di strada sconnessa
    che un giorno chiameremo
    felicità

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  5. ema

    “ave Maria, se per caso esisti, fammi capire qualcosa dell’enigma che mi opprime giorno e notte, prega per me, povero cristo, concedimi un segnale che mi guidi, magari solo oggi”

    @Clown

    Forse posso…solo per oggi.

    SOLO PER OGGI

    Solo per oggi

    cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.
    Solo per oggi

    avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi,

    non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.
    Solo per oggi

    sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
    Solo per oggi

    mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.
    Solo per oggi

    dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio,

    ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l’ascolto sono necessari alla vita dell’anima.
    Solo per oggi,

    compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
    Solo per oggi

    mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò.

    E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
    Solo per oggi

    saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l’esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.
    Solo per oggi

    non avrò timori.

    In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello

    e di credere nell’Amore.
    Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.

    Papa Giovanni XXIII

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  6. gum

    Ecco finalmente lo stacco che hai tanto aspettato.
    Arriva, imprevisto quanto tempestivo nel punto in cui tutto sembrava inesorabilmente deciso.
    E’ il segnale insperato da te tanto atteso che ti giunge in privato discreto ma inequivocabile.
    Ha il colore dell’oro che su tutto riluce come spiga di grano in mezzo all’erbacce.
    Il messaggio di cui ora hai trovato la chiave di volta per chiarire il mistero che ti aveva inseguito fino a questo momento.
    D’improvviso ogni cosa s’accende al bagliore dell”oro e quello che avevi creduto il tuo vero paesaggio si allarga e assume contorni del tutto diversi che non puoi percepire coi sensi ma solo con l’anima e il cuore: i contorni infiniti della felicità.

    Rispondi
  7. Fides

    Le erbacce possono circondare, nascondere, confondere, persino soffocare la spiga, ma non possono cambiarne la natura.

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  8. ema

    “finalmente felice, per un attimo.”

    MNEMÒSINE – Non ti sei mai chiesto perché un attimo, simile a tanti del passato, debba farti d’un tratto felice, felice come un dio? Tu guardavi l’ulivo, l’ulivo sul viottolo che hai percorso ogni giorno per anni, e viene il giorno che il fastidio ti lascia e tu carezzi il vecchio tronco con lo sguardo, quasi fosse un amico ritrovato e ti dicesse proprio la sola parola che il tuo cuore attendeva. Altre volte è l’occhiata di un passante qualunque. Altre volte la pioggia che insiste da giorni. O lo strido strepitoso di un uccello. O una nube che diresti di aver già veduto. Per un attimo il tempo si ferma, e la cosa banale te la senti nel cuore come se il prima e il dopo non esistessero più. Non ti sei chiesto il suo perché?

    ESIODO – Tu stessa lo dici. Quell’attimo ha reso la cosa un ricordo, un modello.

    dal dialoghetto “Le Muse”, tratto da “Dialoghi con Leucò”, di Cesare Pavese.

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  9. ema

    “è la bambina di tanti anni fa, custode del mistero che ha continuato a turbarti fino a oggi,”

    però…se la soluzione felice sta nel voltarsi a sinistra verso la “Prefecture de police”, questo mistero non deve essere poi tanto immacolato…

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  10. Stella Maria

    Prefecture de police.

    Ovvero distretto di polizia.

    Ci sono ricordi o gesti che vorremmo cancellare, una parte del passato di cui non siamo fieri, che ci ha creato problemi e ce ne crea. Errori fatti a cui vorremmo rimediare e che ci impediscono di vivere la vita fino in fondo ma il dolore che provocano ci porta a rimuovere quel tempo buio, maledetto. Però all’appuntamento con se stessi non si può sfuggire a lungo, rincorrere o rimandare l’evento crea solo altro dolore e altri danni. Spesso ci vuole una scintilla che riporti la memoria e dia la forza di affrontare se stessi, il mondo, il passato.
    Romolo perchè un distretto di polizia fa si che scocchi quella scintilla? Quale passato ti opprime e non riesci a liberartene? un furto? una rapina? droga? alcool? violenza? omicidio? incidente mortale? qualcosa di cui non ricordavi il nome perchè ognuno chiama il male come vuole, così come si fa col bene. A volte basta affidarsi, a Lei, a Lui, a una preghiera per sciogliere un nodo e finalmente tornare a vivere senza intoppi, tentennamenti, segnalibri e arrivare fino in fondo alla propria storia per cestinare ciò che ci ha bloccato una vita e ripartire.
    Gli ebrei dicono che pronunciare un nome vuol dire possedere quella persona o quella cosa, per questo non si può pronunciare il nome di Dio, perchè nessuno può possedere Dio, tutt’al più puoi amarlo come Lui ti ama o provarci. Forse è per questo che non lo ricordi perchè non vuoi che sia tuo un qualcosa che non ti appartiene più e ti ha rovinato la vita e che qualcuno chiama a volte con un nome di donna: Gianna!

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  11. M&C

    – finalmente si accende la scintilla, la bambina che corre senza dirti il nome, la donna che spunta tra una macchina e l’altra, la spiga di grano tra le erbacce, le erbacce!

    Cambiando prospettiva, “la soluzione, quando meno te l’aspetti, splende e abbaglia gli occhi di uomo finalmente felice, per un attimo”, perchè la spiga di grano si rivela erbaccia e tutto acquista il giusto peso e significato.

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  12. agnese

    Nella pagina di oggi mi ha colpita la frase”la spiga di grano tra le erbacce,le erbacce”
    lo trovo comunque carina.Tra monotono della vita,il fango di problemi,improvvisamente vedi qualcosa di diverso,qualcosa carino,può essere utile,…E ti da la gioia,la speranza che,la vita non è cossi brutta,che ogni tanto ci sta un po’ di felicità come “la spiga di grano tra le erbacce”

    Rispondi
  13. agnese

    “Non avresti mai pensato che qualcuno potesse ascoltarti veramente”
    ascoltano,ascoltano sempre,soltanto che loro seguono nostro bene non nostri desideri in quel momento.

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    1. fabrizio centofanti

      vi ringrazio!
      in un attimo si rivela quello che non hai capito, che allora non potevi capire.
      una bambina braccata dalla polizia, che si nasconde, che non può dirti il nome vero, come la donna di oggi, che ancora corre, ancora teme una sirena, una pattuglia.
      solo l’illuminazione di un momento può gettare luce su un passato incomprensibile.

  14. Raf

    Dimmi il tuo nome! Dimmi il tuo nome!

    Il nome molte volte non si dice per paura , perchè si vive nella paura ,e quando questo succede ti nascondi dietro il silenzio.tutto questo perchè sai che la tua vita è controllata dalla zizzania e tu così piccolo ti senti solo e indifeso per poterla combattere, per questo non hai il coraggio di pronunciare il tuo nome ,perchè pensi che prima o poi la zizzania ti possa soffocare,e che nessuno ti possa salvare, perchè la storia che stai vivendo è una storia più grande di te.

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  15. marco1963

    Il nostro passato ci atterra, ci annichilisce a volte. Ma quanto abbiamo da imparare dal nostro passato!

    Rispondi
  16. Agnese

    si,tutto questo è vero,ma anche amore e appoggio di veri amici (o anche solo uno) può aiutare a liberarsi

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  17. M&C

    Quanti dettagli c’erano qui, da cogliere per trovare il bandolo della matassa, per poter scoprire quale fosse la realtà e capire finalmente l’identità della bambina, ormai donna: eppure, se non lo avessi svelato tu, don, io non ci carei mai arrivata…

    E’ così anche nella vita reale: quanti particolari ci sfuggono e su quanti dettagli meno importanti, che creano solo confusione, invece ci ostianiamo a soffermarci? Tante volte ce lo hai detto ed in mille modi differenti!

    Abbiamo bisogno sempre di una guida, di un’illuminazione dall’alto, che ci porti a voltarci, ci faccia svegliare dalla distrazione e ci insegni a trovare i veri segnali che guidano verso la verità che è l’unica strada per la felicità.

    Questo romanzo continua a stupirmi, per il messaggio che lascia ad ogni pagina, continuamente e senza fermarsi, sempre nuovo, ma anche sempre uguale: come l’amore, che ogni giorno insiste a dare e a darsi, senza stancarsi e senza risparmiarsi mai.

    Rispondi
  18. vale

    ave Maria, se per caso esisti, fammi capire qualcosa dell’enigma che mi opprime giorno e notte, prega per me, povero cristo, concedimi un segnale che mi guidi, magari solo oggi;

    Il passato ci insegna a gestire nel presente le nostre paure per poter vivere con coraggio il nostro futuro.

    Rispondi
  19. robysda

    Quale campo di grano non ospita le erbacce? Anche un semplice vaso di fiori, ne fa da casa. La vita è piena di erbacce, insidie sempre in agguato, pronte a fiorire in un attimo. Una gimcana, a farsi strada fra camici bianchi, tute blu da mettere a riposo forzato, camicie di forza per arginare la follia di chi vuole arrendersi a ogni costo, magari affidandosi a quei sogni stupefacenti con i quali è facile arrivare dritto nel fantastico mondo di borotalco. Un attimo! e tocchi il fondo. Ma spesso è proprio quando la paura non fa più paura che riesci a sentire il suono delle campana, un richiamo forte, puro e deciso, che ti cerca, e ti sveglia, e se riesci ad ascoltarne la melodia, non puoi che seguirla, anche solo per un attimo, è quella strada giusta.

    forse la vita non è stata tutta persa
    forse qualcosa s’è salvato!!…
    senti che fuori piove
    senti che bel rumore…

    Rispondi
  20. Barbara

    C’era un’altra donna che correva in bicicletta, non ricordo il nome, molte pagine fa, in un altro romanzo, un’altra storia, un’altra vita. Se non sbaglio fece una brutta fine.
    Ci si incontra, poi ci si separa, ma soltanto per incontrarsi nuovamente all’altra estremità di quel cerchio che è la vita.

    Rispondi
  21. RossellaT

    Ogni essere umano deve ricordare la propria storia, il proprio passato perché anche così si approfondisce la propria identità. Attualizzare il passato può suggerire comportamenti futuri perchè memoria e speranza sono tra loro legate. Non è il caso però di tornare al passato per riaprire le ferite o riaccendere rancori ma guardare al passato con il desiderio di correggere gli errori e trovare la pace.

    Rispondi
  22. pam

    A volte in un attimo si risolvono le domande e le ricerche di una vita intera, basta svoltare un angolo, voltare lo sguardo: è un buon motivo per vivere fino in fondo.

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  23. Stella Maria

    @ Barbara
    si chiama Cloe, ed è nel libro appena uscito: E’ la scrittura, bellezza!

    @M&C
    vero stavolta ci ha “fregati” tutti, tutti a settembre!! :-)))

    @Ema
    è una bella interpretazione, molto poetica e passando al profano, molto profano, anche Maria è uno dei nomi, e c’è anche una canzone di Rino Gaetano, mi sà che ho fatto un po’ di confusione:-( ma non essendo nel giro, può accadere:-))
    grazie perchè c’eri ieri sera e non ci speravo, giornata di sorprese!

    Rispondi

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