[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=yeaCjyxrgGY]
da qui
Hai deciso di sederti qui per l’ultima volta in vita tua. Il poster di Taormina è un po’ sbiadito, o così sembra. Anche la Piazza dei Miracoli è un calco di gesso in mezzo al prato. Per non parlare dei girasoli di Van Gogh, una macchia gialla e rossa che si distingue appena, sullo sfondo della parete arrugginita. Sfogli le pagine del blocco per gli appunti, con la coscienza lucida che non lo farai mai più. I personaggi escono vivi dalla carta, appena sotto il titolo schiacciato: il prete che crede ancora nel vangelo; Chiaraluna, sospesa tra il fosso e Betelgeuse; Claudia, i cui occhi nerissimi bucano la notte. Scorri più rapidamente le altre indicazioni: il Cristo giudice nella Cappella Sistina, la Creazione, la Liberazione dell’apostolo Pietro; e poi il Bolero di Ravel, Alberto, Bojidar, Arturo Mutter. Immagini i volti, sapendo che non sono quelli veri: hanno tratti che mai potrai conoscere. Neanche il romanzo ti è dato decifrare: la traccia di Anita spiega ogni dettaglio, ma più la ripercorri più ti accorgi che i conti non tornano: c’é qualcosa che sfugge, sbanda e finisce in un fosso, sotto la luce opaca delle stelle. Non vuoi diventare più scrittore. E’ il blocco per note, adagiato sul tavolo con le pagine gualcite, a convincerti che la vita ha segreti che non puoi afferrare, e di cui nessun romanzo troverà mai il bandolo. Pensi a Fabio, al suo ondeggiare nella bara sopra la testa della gente; per il prete era lì la soluzione: nel viaggio incerto di chi non crede più nei riti in cui s’è persa ogni traccia di vita. Ti chiedi se ci sia un collegamento fra la bara che scarta, che pare cadere ogni momento, e Chiaraluna che non sa distinguere tra i fari delle macchine e le stelle: come se il racconto procedesse a tentoni in una terra di nessuno, e proprio il confine inafferrabile fosse la sua patria. Il romanzo può indicare ciò che manca, lo spazio vuoto al centro della storia, qualcosa che chiamiamo anima: il punto di contatto tra i sogni del mondo e il sogno eterno di Dio. Lo scrittore si avventura in una landa piena di pericoli, di nemici che sbucano appena oltre la curva, di labbra ancora pregne del gusto pastoso della birra. Non è roba per te. Puoi augurarti questo, tuttavia: che il sogno del tuo amico, un giorno, trovi ancora qualcuno disposto a riesumarlo; un idealista che accetti di sedersi davanti al poster di Taormina, alla piazza verde e bianca, ai fiori sbiaditi di Van Gogh; di convincersi che Arturo possa davvero guarire dal tumore, che Savin rinsavisca e Chiaraluna si risvegli, finalmente, in un grigio mattino di novembre. Che, soprattutto, il biglietto rosa consegnato da Flaminia, il cuore del mio cuore, non sia l’illusione di cui scrittore e lettore sono vittime più o meno inconsapevoli. Ecco, sistemi il foglio staccato dagli anelli, chiudi il quaderno e guardi verso il cielo, miracolosamente azzurro. Una mezza lacrima ti scende sulla guancia. E’ come se riempisse un vuoto. Come se, per un istante solo, qualcuno avesse avuto il potere di salvarti.
FINE

La musica nasce dal nulla, ha bisogno del silenzio, del suo spazio vuoto, del suo grembo buio, dell’attesa, di un orecchio teso a cogliere anche il più impercettibile dei pianissimo, il suo crescendo, aurora che fa vero anche il sogno più impossibile, così la parola, come un respiro che invade il sangue, ci fa vivi, crea mondi pieni di attese, pianeti roteanti immersi nell’immenso spazio vuoto, grembo buio, silenzio, nulla mai più solitario, mai più senza senso, anche solo per un istante, forse quello in cui Chiaraluna si sveglia, chiamata per nome dalla voce amata, ricreata per un incontro finalmente vivo.
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L’amore salva. Non è vero! A salvarti è chi l’amore te lo dona, un “ti amo”, un “ti voglio bene” sussurrato quando non lo aspetti, o non lo aspetti più, uno sguardo d’amore e la carezza di una vita. Cose che in un romanzo ci sono a parole ma che sono vive solo nei fatti, come ogni cosa che conta e che cambia o ti cambia.
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Un romanzo non è una bacchetta magica, anche la fede non è una bacchetta magica, e anche l’amore non lo è. Non esistono ricette sicure per la felicità.
Ma esiste l’essere umano che cerca la fede, che ama, che inciampa e si rialza, che sbaglia e a volte fa pure qualcosa di buono, che piange e che ride, che spera, che soffre e gioisce. Non esistono bacchette magiche, né ricette miracolose, esiste soltanto la vita, grazie a Dio.
Grazie, Fabrizio, dal profondo del cuore.
Quando un romanzo finisce ecco che i personaggi svaniscono sulla scena ,come quando i riflettori del teatro si spengono alla fine dello spettacolo ed i personaggi diventano più vivi nel ricordo..
Perché ” come un cielo azzurro ” hanno riempito lo spazio del tuo cuore per salvare l’ anima che molto facilmente si perde se non ha la sua stella luminosa che la guidi verso il centro dell’ universo.
Quanta poesia, quanto amore in questa pagina.
Mezza lacrima basta perchè nulla vada perduto.
http://www.youtube.com/watch?v=rG3DrmrXBaE
La fine di ogni cosa è l’ inizio di una nuova vita sorge é questo secondo me che ci salva l’ anima.
– Il poster di Taormina è un po’ sbiadito, o così sembra. Anche…
Se guardi tutto come se fosse l’ultima volta, ogni cosa cambia aspetto, i valori si rovesciano e ti accorgi di cosa è veramente importante per te, per la tua vita.
Ciò che conta è l’anima, l’amore e la speranza che puoi vivere e trasmettere giorno dopo giorno, mettendo da parte i tuoi interessi, i tuoi egoismi e le tue aspirazioni.
La Chiesa, Chiaraluna, tutti ci salveremo quando finalmente apriremo gli occhi e riusciremo a vedere la verità, da sempre rinchiusa nel cuore del nostro cuore: allora una lacrima scenderà a rigarci la guancia, testimone dolce ed amara del cuore trepidante d’amore, dell’anima che finalmente risorge.
…risorge e si salva!
Un girasole di Van Ghog sbiadito,
un cielo azzurro a novembre,
uno scrittore non più scrittore,
un idealista senza ideali,
una bara che sembra cadere.
Nessuno di questi accadimenti potrebbe durare più di un istante solo;
l’istante infinito che occorre ad una lacrima per evaporare,
l’attimo assoluto che precede il big bang di un blocco note
pronto a disperdere nuove galassie di poesia.
Auguri don.
R.
E’
“Van Gogh”
ovviamente.
Qualcuno o qualcosa hanno sempre il potere di salvarci.
Siamo noi, spesso, a non capire di chi o di cosa si tratti.
E’ in questo calvario che, di norma, troviamo salvezza.
FINE
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Quando si scrive, il buono è che non c’è un dovere da compiere ma solo il desiderio di trasporre una storia, e la propria anima, per condividere o suscitare un’emozione. Il vuoto non viene colmato dal romanzo ma le parole mostrano la luna in fondo al pozzo, la luce fuori del tunnel, il sole che già splende e la mano che ti afferra.
Quando si scrive, il buono è che non c’è un dovere da compiere ma solo il desiderio di trasporre una storia, e la propria anima, per condividere o suscitare un’emozione. Il vuoto non viene colmato dal romanzo ma le parole mostrano la luna in fondo al pozzo, la luce fuori del tunnel, il sole che già splende e la mano che ti afferra. Il messaggio che porta in sé dona una speranza a chi non l’ha, un sorriso a piena bocca per chi ce l’ha. Difficile è spiegare una scala di priorità senza far sembrare il secondo gradino una sconfitta e convincere che ciò che viene in cima è la giusta conseguenza della scala o il completamento dei pioli, il vertice raggiunto grazie a tutti gli altri. Oso un esempio forte, e un po’ azzardato, che però eleva, rendendogli onore, il romanzo e la qualità dell’uomo che si cimenta nello scrivere.
Se anche conoscessi tutte le parole e tutti i significati, dentro e fuori l’uomo e la storia, anche il vangelo sembrerebbe un insieme di parole molto belle, emozionanti e profonde se non fosse reso vivo negli occhi dell’altro, nelle sue mani, nel suo essere presente, l’amore di Gesù mi darebbe una via ma non percorrerei la strada se non con l’altro. L’emozione di un romanzo si fa “cuore del mio cuore, nel tuo cuore” nell’incontro con la carne dell’altro, il sangue nel suo sangue. Se così non fosse rimarrebbe una carezza fuggevole che il tempo inevitabilmente scolora pur non perdendone la memoria.
Mi mancherà Chiaraluna risvegliata da un romanzo non scritto, che forse qualcuno scriverà nella storia, che profetizza l’avvento di un nuovo papa che spoglia la chiesa delle sue ricchezze, che nuda e trepidante, come un amante pronta a dividere la passione dell’amplesso, è pronta a condividere il pane spezzato con i poveri del mondo e le miserie dell’altro.
Ora attendo con passione divorante le parole nuove o nuove parole del prossimo viaggio dell’anima dell’autore che da righe scritte o da un pulpito è la luna in fondo al pozzo ma soprattutto la mano che afferra.
Quando i miei occhi guarderanno nei tuoi, quando il mio cuore isolato, di pietra, si trasformerà in carne viva, quando il mio ego farà spazio all’altro, quando come messaggero indicherò la venuta del Regno, allora avrò capito il mio fine e la mia anima sarà salva!
il prete che crede ancora nel vangelo;
Solo chi crede fermamente può coinvolgere l’ altro a credere al suo stesso sogno affinché questo non resti solo un utopia , ma diventi una vivida realtà.
“la vita ha segreti che non puoi afferrare”…ma che puoi con il tempo certamente svelare ,se tieni un cuore attento pronto ad ascoltare ciò che non ascolteresti,e a guardare ciò che non vedresti.
Una lacrima scende quando l’ ego il più potente degli idoli viene abbattuto e tu finalmente riesci a sentirti libero, riesci a sentirti vivo ,perché le porte della tua prigione si sono chiuse dietro alle tue spalle ed ora in poi sai che riuscirai a vivere la vita come una persona libera.Questo il miracolo di un cielo azzurro che solo a guardarlo ti riempie l’ anima di gioia,di quella gioia che ti salva!
http://www.youtube.com/watch?v=uiCRZLr9oRw&feature=list_other&playnext=1&list=AL94UKMTqg-9A9pScQTZGVPGDHEdWzNNrH
Solitamente un solo istante restituisce ciò che molti anni hanno tolto (Publilio Siro)
Un mese fa ho letto un articolo che diceva che „i grandi scrittori scrivono sempre lo stesso libro in modi diversi. Hanno un’emozione seduta al centro del loro cuore e le girano in tondo, raccontandola da ogni prospettiva“ (La Stampa. M. Gramellini).
E leggendo i tuoi libri, Fabrizio, mi sembra proprio di trovare un’emozione, una storia che è sempre filo conduttore: è quella dell’Amore come motore dell’esistenza umana e universale, e del romanzo che compie il suo fine trasformandosi in vita.
Ma in questo romanzo, in particolare, i temi che ti stanno più a cuore si ritrovano tutti insieme: la necessità di una rivoluzione urgente che riporti la Chiesa, anzi le Chiese, al culto della fratellanza umana ed universale in una società che ha bisogno di altrettanta rivoluzione per salvarsi dal baratro di ogni tipo di crisi; la fiducia in quello sguardo del cielo che non ti abbandona mai, la vita, che è soprattutto viaggio di incontro con l’altro e traccia che lasciamo di noi; il senso dello scrivere e la funzione della scrittura. Grazie, come sempre un romanzo che non solo riempie un vuoto, è materia vera e propria, verbo che si fa carne.
Un romanzo dai toni forti come un fulmine a squarciare il cielo, una trama intensa, ricca di riflessioni e spunti mai ovvi, una storia delicata, intessuta con grande sensibilità, una carezza per un’anima tutta da salvare. Dopo un’accurata lettura non se ne esce indifferenti, ciascuno dei personaggi ha lasciato una traccia, un dubbio, una domanda, una riflessione che scava il cuore per arrivare al cuore dell’incontro, il centro esatto dove si nasconde il messaggio più profondo , quello da cui nasce la speranza. Insomma, un viaggio emozionante, all’insegna di una rivoluzione pacifica che altro non desidera se non vedere seduti tutti allo stesso banchetto, a spezzare lo stesso pane.
Sono convinta che Chiaraluna si salverà, per lei stessa, perché il filo delle giustizia non può spezzarsi, per il lettore che ora sa vedere con occhi più attenti e perché no, per regalare un sorriso all’autore ch le ha riservato un’attenzione speciale e una cura in cui l’amore non può e non deve restare al margine .
Si stanno rimischiando tutte le pagine del bock-notes la storia si confonde anzi sembra sfuggire al controllo dello scrittore e sia i personaggi che le sutuations che animano il romanzo perdono il loro ruolo centrale si incupiscono sino a diventargli ostili. C’è qualcosa di più e al di sopra nella mente dell’autore che finalmente fa prendere vita al sogno come la piazza bianco verde abbacinata di luce il contrasto carnale che c’è nei girasoli,il quadro del golfo sfumato come un miraggio, qualcosa da cercare dalle parti del cielo, qualcosa che possa asciugare per sempre le lacrime del mondo.
Pensare, scrivere,agire cosi’…niente e’ piu’ coerente per un sacerdote: ” tu sarai profeta di salvezza, fino ai confini della terra porterai la mia parola, risplenderai della mia luce.”
La fine come un flusso. Lasciare tracce di quel “viaggio incerto” che è stato il romanzo stesso perché se certe sono le vite, incerti sono i i destini che si perdono nelle possibilità. Invitare i lettori a trovare (anche) da soli il finale è ancora intra-t-tenerli nella vita dei personaggi. La vetta finale, di un lungo scrivere di una bellezza espressiva.
La felicità è una cosa che appare per un attimo,
il tempo di chiederle “come ti chiami”
e di sentire pronunciare un nome che naturalmente non ricordi,
ma sai che prima o poi ti tornerà alla mente,
quando meno te lo aspetti,
perchè la felicità è una cosa che arriva per caso,
te ne accorgi quando piangi senza alcun motivo,
come uno scemo o un innamorato,
capisci che è lei a chiederti “come ti chiami”
e allora ricordi bene il nome,
no, lo senti pronunciare per la prima volta,
è il tuo.
“Forse la felicità è il respiro rotto di un istante, in bilico tra un passato che non torna e un futuro che senti sfuggirti tra le mani…
Guardi la Piazza dei Miracoli, il poster appiccicato con lo scotch tra Isolabella e la copia di Van Gogh: il miracolo è sedersi ancora qui…
che la felicità sia trovare ogni volta le parole Flaminia, a te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre?…
Il cuore del mio cuore: ti vedi ancora nella baia di scogli bassi, scendi con prudenza la scaletta in ferro, e lui ti dice buttati! e sorridi, appeso al baratro del tempo e dello spazio, con le pale del ventilatore che sputano l’ultimo sbuffo di aria calda, prima di riuscire a fermarsi e riposare”
(Fabrizio Centofanti)
” Come se per un istante, uno solo, qualcuno avesse avuto il potere di salvarti
Ogni volta che ti sentirai afflitta o triste, la tua sofferenza sarà la mia, mentre quando sarà la gioia a riempire il tuo cuore, allora anche le mie giornate saranno tinte di toni sereni: questo mi ha insegnato colui che mi ha tanto aiutata.
Grazie per i tuoi consigli e i tuoi bei romanzi pieni di speranza che hanno uniti noi lettori nel portare una parola di speranza all’altro.
Ernestina.
@ Robysda (23)
Mi è piaciuta la Tua sintesi fatta di parole tenere e profonde.
Il romanzo è finito ma noi restiamo li’ dove lo abbiamo letto insieme seduti intorno al tavolo dove si spezza lo stesso pane.
sono io che vi ringrazio dal profondo del cuore: per tutto, ma specialmente per aver colto l’appello a trasformare la scrittura in vita.
@ GUM
Grazie! il romanzo è finito e noi continuiamo il sogno
Mi lascio portare dal bello di quello spazio vuoto, al centro della storia, lì dove i sogni, tutti i sogni, dove il finito e l’infinito si incontrano e scorrono, liberamente. Con parole migliori di quelle che potrei dire io, “un cuore puro è un cuore vuoto, un cuore che non ha paura di perdere….. E’ la vita che ci insegna, e il cuore puro si fa svuotare dalla vita”. Nel vuoto, un romanzo che vive, scorre via, lascia spazio e cuore ad altro, a nuove parole, che rinnovano un racconto eterno e lasciano parlare i sogni.
Il romanzo è finito,ma la vita continua.Guardi verso il cielo;hai fatto tutto che ti sembrava giusto.Una mezza lacrima ti scende sulla guancia,hai provato indicare quale è la strada giusta:Salva L’Anima.
“Il romanzo può indicare ciò che manca(…)qualcosa che chiamiamo anima,il punto di contatto tra:sogni del mondo e il sogno eterno di Dio”
E anche se “c’è qualcosa che sfugge,sbanda e finisce in un fosso”, c’è anche qualcosa e qualcuno che hai salvato,hai riempito un vuoto.
“La vita ha segreti che non puoi afferrare”,ma come hai insegnato,con amore si può superare tanto. Salva L’Anima,nonostante tutto
grazie! lasciar parlare i sogni è un esercizio che può salvare la vita.
«La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.»
(A. Schopenhauer)