[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=8m0dJXtwwiY]
da qui
Va bene, il tempo è relativo. Ti rassegni a fare avanti e indietro, coi ricordi che sono acqua di mare, quando a riva ti seduce l’onda che si spalma sulla sabbia e ritorna verso il largo, in uno scambio in cui nessuno saprà mai chi ci guadagna. Già, chi ci guadagna, nell’amore? Prepari lo stanzone per l’arrivo di lei, la moretta che hai strappato al ragazzone col ciuffo nero in fronte, rischiando grosso, forse anche la vita. Fa parte del gioco: il gioco sporco di guardare le ragazze in quel modo che non possono reagire, che non resistono nemmeno se lo vogliono. Soprattutto adesso, che sul piatto del giradischi appena comperato hai messo il disco di Sinatra – da dove sarà uscito? -, con la voce che pare rivolta solo a voi, che accarezza a tradimento mentre le chiedi un ballo, sperando che non scendano tua madre e i tuoi fratelli, pensando, per un attimo, che potrebbero irrompere perfino Pino e la sua banda di teppisti col coltello in tasca, quei coltelli a serramanico che scattano con un rumore sordo, che appena lo senti biascichi le ultime preghiere. Ma la cosa, in fondo, non ti tange. Lei si fa stringere, e già provi a immaginare come andrà a finire, dal momento che siete in classe insieme: ti prenderanno in giro, diranno che ti sei accollato il pacchetto delle amiche, mica tanto belle; diventerai lo scoglio con le cozze: ecco, questo è il tenore del primo liceo classico, dove hai imparato, per legittima difesa, a fare il pagliaccio imitando l’insegnante d’italiano, che non riesce mai a coglierti sul fatto e si lamenta con tua madre: guardi, non è proprio possibile, così non si va avanti. L’importante è che domani, tu e la moretta, avete appuntamento al cancello del Belsito: le cabine, d’inverno, sono zattere di legno fradicio nella tempesta, anzi, sono loro la tempesta, perché fuori è vento e silenzio, mentre Sinatra infierisce con la sua voce sempre più insinuante, e ora sei quasi contrariato che lei abbia ceduto così presto; pensi a quando studierete insieme, alla sorella piccola che vi affoga di domande e chiede un parere sull’ultimo disegno impiastricciato coi pastelli a cera. Hai comprato anche l’anello, alla moretta, nel negozio tutto specchi, ma ti penti appena glielo metti al dito: senti che un pezzo del tuo cuore è intrappolato nella morsa d’argento, attraversata da una linea blu carta da zucchero, a forma di fiore. Ancora non hai capito nulla, della vita: quando finisce la canzone, non sai se darle un bacio o sperare che arrivino tua madre e i tuoi fratelli, per vedere la TV.

un quadretto noto, ma qui molto più poetico e ironicamente dolce che nella realtà.
Scusate questo video non centra nulla, avevo un copia memorizzato.
-Ancora non hai capito nulla, della vita.
C’è sempre da impare nella vita, anche da grandi si continuano a fare scoperte importanti.
Ad esempio non si finisce mai di capire abbastanza che ottenere tutto ciò che desideriamo non rappresenta la felicità; anzi, molti desideri, una volta ottenuti, si possono rivelare un abbaglio, una delusione e diventare u peso di cui liberarsi al più presto.
Non si finisce mai di imparare che solo desiderando il bene non si rimane mai delusi.
Già, chi ci guadagna, nell’amore?
Chi sa amare veramente con il cuore.
Una conquista troppo facile? Se l’amore non e’ quello vero può spaventare pensando che potrebbe trasformarsi in una prigione. Meglio gli amori difficili, di quelli ti potrai sempre fidare.
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Ancora non hai capito nulla, della vita…
Nella vita si ha sempre qualcosa da imparare e ogni volta che abbiamo compreso qualcosa,non abbiamo mai raggiunto il nostro traguardo ma siamo arrivati solo all’inizio del nostro cammino,perché la strada che dobbiamo percorrere è lunga e a volte piena di insidie che ci fanno cadere e rialzare per chi vuole continuare a crescere senza fermarsi,mai!
quando finisce la canzone, non sai se darle un bacio o sperare che arrivino tua madre e i tuoi fratelli, per vedere la TV.
Si sprecano troppe energie inutilmente quando si fanno troppe domande in questi è meglio vivere il momento poi il resto verrà da se.
http://www.youtube.com/watch?v=saHpoOclbEE
http://www.youtube.com/watch?v=Bu4Maoxaiyg
Se l’ amore non è vero ma è una semplice infatuazione,”Quando finisce la canzone “si smette di sognare e si ritorna alla realtà sentendosi chiusi come in una morsa con la speranza che “scendano la mamma coi fratelli per guardare la TV”.
“Già, chi ci guadagna, nell’amore?”
In amore vince chi ama.
Ogni giorno nella vita possiamo scegliere di starcene tranquilli e guardare la TV o metterci in gioco e rischiare dando quel bacio perché chi ama soffre ma vive da protagonista e non da spettatore.
con questa pagina mi hai fatto ricordare don, quando una volta stavo con mio,ormai, ex fidanzato al supermercato,stavamo facendo la spesa, c’era poca gente,si sentiva la musica e…in certo punto Marco mi ha preso tra le braccia e abbiamo cominciato a ballare là.
Perchè lo scrivo questo?
Perchè penso che amore è un istinto per stare insieme con la persona che ami. Amore non sono i calcoli: come faccio,quando faccio,in quale momento lo faccio… Calcoli per fare conquistare una persona,perde gusto di amore.
Il cuore che ti indica la strada.
“chi ci guadagna nell amore?”
tutti,perchè amore,vero amore ti fa diventare più bravo,più buono, più sensibile…
guadani tu e tutti che ti stanno intorno
se ami
Chissà se quel disco di Sinatra è stato messo per la voce suadente, da incontro galeotto, o se c’era già un messaggio da cogliere…….il testo, in realtà, parla di un uomo che sta osservando il percorso della sua vita, una vita intensa, con molti episodi, di tutto ciò che ha vissuto nel bene o nel male, parla di una vita ”alla mia maniera”. A proposito di canzoni d’amore, a me piace molto il testo di questa. Il cantante e la voce sono decisamente diversi da Sinatra. Le parole sono molto belle, sulla sensazione di libertà, di eterna giovinezza che si prova accanto a qualcuno che si ama.
http://youtu.be/ThnePX8ghfo
grazie!
infatti, Agnese, non ci sono calcoli.
Pam, sarebbe bello se ognuno mettesse la sua canzone preferita.
“Già, chi ci guadagna, nell’amore?”
E perché parliamo di guadagno?
Forse perché sin da piccoli ci insegnano che ad ogni azione o scelta deve necessariamente corrispondere una perdita o un guadagno, quasi sempre di natura economica o sociale. Quante volte succede che se facciamo qualcosa che nasce da una esigenza profonda ma che non sappiamo giustificarne il perché, ci sentiamo degli sprovveduti? Cioè non riusciamo a giustificarlo in termini di perdita o di guadagno in modo che sia comprensibile e visibile agli altri, o almeno alla maggior parte. E’ un circolo vizioso dal quale è sempre più difficile uscire, ma se non se ne esce forse non ha senso neppure parlare di amore e amicizia.
E’ umano desiderare amore e amicizia, così come è umano desiderare offrire amore e amicizia. E alla domanda: perché?, sarebbe bello poter rispondere solamente: perché sì, perché è giusto così.
@Bioraffaella
@ Emanuela
@Barbara
Condivido con tutte voi, Amare è sempre vincere perché é giusto così,non solo giusto ma l’unico vento che ci porta da chi ha bisogno di noi.
Un abbraccio.
Ernestina.
“Una metà del mondo non riesce a capire i piaceri dell’altra metà”
Jane Austen
posso aggiungere una delle mie?
di Geronimo Stilton:
MAGGIORDOMI EDUCATI
Il vecchio Gustavo è un maggiordomo eccezionale. Bussa sempre prima di aprire un armadio.
E’ come una improvvisa parentesi, trattieni il fiato, si annulla realtà e tempo in una canzone un po’ speciale. Se non è solo scenografia di un momento, che passa e si spegne, se l’emozione resta, il ricordo, o la voglia di riascoltarla quella canzone una, due, tante volte, allora è altro. Ti lascia rileggere ciò che eri e chi sei, rivive, si fa spazio tra occhi, situazioni, storie più o meno passate. Ognuno con la sua, per es, Anna e Marco di Dalla? e quanto di De Gregori e De Andrè?…tutto assolutamente stipato nella valigia di Ligabue….:-)
grazie!
esatto Barbara, l’amore è gratuito.
basta mettere il cuore nella valigia e partire!