In fondo a un cannocchiale rovesciato
un fardello di ore che non so più
pensare senza sentirne la ferita
Dio ti prego dello scioglimento
fa che la pioggia bagni quest’assenza
e in qualsiasi cosa la tramuti
purché vicina purché teneramente
raccolta nel cavo lasciato dal suo corpo
un lembo di vestito un odore semplicemente
un argine-sorriso
*
Farti spazio e guardarti nei versi
stendere un bianco fondo di silenzio
sul quale proiettare i nostri incontri
infinitamente immaginando
e quando in sogno tu ritorni
pensare a una creatura tutta mia
che nel moltiplicarsi degli specchi
si è sfaldata in un’unica sostanza
in un gesto amoroso solamente
nel tono di una voce adolescente
*
Lanterna verde
Lasciati alle spalle i pescherecci
il disordine dei cantieri
le quinte improvvise dei silos
la passeggiata finiva
in fondo a un breve molto
tra casette in bilico sull’acqua
odori freschi voci di pescatori
intenti a sbeccare le crocette
Ci accompagnava quel rumore
secco regolare come un battito
fino al sedile rotondo
della lanterna verde
Puntuali arrivavano i gabbiani
I luoghi sembravano fatti
di cose immutabili
come pietra angeli mare
*
Compagna di scuola
Grumo di tempo orologio inceppato
sui banchi di scuola – il mio cognome
gridato da lontano il professore bello
a ogni incontro evocato –
tra una studentessa uguale alle altre
e la donna quasi vecchia di oggi
sempre le stesse strade e negozi
dove racimolare giornali campioni
fiori finti una sciarpa qualche moneta
per una pasta un caffè
Tutta colpa di un maledetto ascensore
trauma cranico – dicono le carte –
ma quanto abbandono?
*
Libertà
Sembrava meno importante dell’amore
per esempio dei viaggi o della felicità
un’astrazione perfino di destra
la libertà non è pane sostiene padre Carmelo
nelle Noterelle di uno dei mille
diffidare delle parole accentate sulla “a”
diceva Paolo con la sua hybris sfidando
ogni paradiso
Invece nella vita che si compie
la libertà ha preso il posto di noi due
per non perdermi nel suo mare oscuro
l’ho trasformata in una prigione
come un oggetto l’ho tenuta in mano
mentre avrei potuto cavalcarla
ho dovuto leggere molti romanzi
le storie delle donne e dei martiri
prima di cominciare a navigare
nella sua mandorla.
*
Maria Grazia Maiorino, I giardini del mare, con nota introduttiva di Gastone Mosci e disegni di Raimondo Rossi, peQuod, Ancona, 2011.


bella,complimenti. mi sono incantata specialmente con “Libertà”