L’Italia di oggi nei libri di due giornalisti (Revelli, De Gregorio)

Revelli

Finale di partito, Einaudi (Revelli) e Io vi maledico, Einaudi (De Gregorio), per capirne di più

di Guido Michelone

Il Bel Paese è uno Stato e una Nazione, che cambiano a una velocità impressionante, senza però, in molti casi, modificare a fondo una situazione concreta, proprio come accadeva in quel capolavoro della narrativa tricolore che è Il gattopardo di Giuseppe Tomasi da Lampedusa; nell’Italia risorgimentale descritta dal romanziere palermitano l’impresa garibaldina foriera di libertà, democrazia, innovazione, lasciava in fondo, per la povera gente, dopo il polverone, le cose così come stavano prima (o da sempre). A sua volta, anche l’Italia di oggi, forse avrebbe bisogno, a livello sociale, di un nuovo differente Garibaldi e di certo avrebbe necessità di un altro Gattopardo, ossia di un testo letterario che analiticamente portasse a galla le cause più o meno razionali di una ventennale politica ridicolizzata, stigmatizzata, vituperata in tutto il mondo.
Assai meno prosaicamente due nuovi brevi testi – Finale di partito (Marco Revelli) e Io vi maledico (Concita De Gregorio) – cercano di far chiarezza, sia pur partendo da posizioni diverse, solo in parte convergenti, sopratutto in una prospettiva ideologica. Finale di partito e Io vi maledico sono entrambi brevi saggi che raccolgono articoli o inchieste di due giornalisti cinquantenni appartenenti all’area del Centrosinistra: entrambi, nel titolo, alludono ad altre opere: Finale di partita è un dramma del 1958 di Samuel Beckett, principale esponente del teatro dell’Assurdo, quasi a equiparare la surreale anomalia del nostro Paese a personaggi in scena un po’ angosciati, burattineschi, sconvolti. Io vi maledico è la scritta che un operaio dell’Ilva di Taranto immortala sul marmo davanti a casa, l’esatto contrario della benedizione cristiana, per esprimere qualcosa che va oltre la disperazione, però senza blasfemia, solo con la paura del vuoto morale.
Al di là del citazionismo, come affrontano Revelli (docente a Scienze Politiche) e la De Gregorio (cronista e romanziera) il ‘caso Italia’? Il primo, ovviamente senza conoscere l’esito delle ultime elezioni (con il passo in avanti dei grillini), spiega anzitutto l’agonia dei partiti tradizionali, la seconda, lasciando da parte la politica stricto sensu, presenta ventiquattro casi-limite che metaforizzano la variegata composizione sociale di un Paese indisposto, da parte dei mass media, a dar voce ai cosiddetti ultimi. Leggendo quindi, ora, questi due libri tutto sommato giornalistici (ma di un giornalismo di ottimo livello) forse riusciamo a capire qualcosa dell’Italia di oggi, proprio di oggigiorno, poco dopo una votazione che continua ad aggiungere anomalie su anomalie.

De Gregorio

3 pensieri su “L’Italia di oggi nei libri di due giornalisti (Revelli, De Gregorio)

  1. Ernesta Scappaticci

    Grazie per averli postati qui: questi due libri devono essere molto interessanti.
    Li comprerò così da poter : imparare cose nuove e confrontare le mie idee.
    Vi ringrazio per il vostro lavoro attento.

    Ernestina.

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  2. Flecchia Piero

    Libri scritti alla carlona: di corsa, con un occhio a cosa tira. Sono gente che da vent’anni dice la sua su tutto e tutti. Imparassero la virtù del silenzio.

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