61. La direzione giusta

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Hai riflettuto a lungo sulle strade che si possono intraprendere: pensi che tutti, quel giorno, avrebbero potuto girare a sinistra anziché a destra. Se fossi rimasto nella tua parrocchia, cosa saresti diventato? Il corpo, i sentimenti, sarebbero stati soppressi da una ragione dominante? Era questo che insegnava il prete a cui allora ti affidavi. Saresti un professore inappuntabile, stimato dai colleghi, celibe, totalmente consacrato alla ricerca. Avresti coltivato in segreto i sogni di rivolta, sfogandoli nei modi consentiti dalla legge, con trasgressioni nelle pieghe del privato. Ti saresti isolato sempre più, passeggiando tra i filari fitti delle bibliografie, nelle giungle intricate degli archivi, perdendo la vista nelle note a piè di pagina, fino a stimare l’esistenza stessa una postilla, un codicillo, un appunto sgorbiato sul margine ignorato dai lettori, una macchia d’inchiostro cancellata dal fluire inesorabile del tempo. Quel giorno, grazie a Dio, hai svoltato dalla parte opposta. Quanto dei percorsi precedenti, ti chiedi, confluisce in quelli nuovi? Non resta, nonostante tutto, la tentazione di voltarsi indietro, di credere che forse, magari, qualcosa di buono, nella strada parallela, una parte di te che avrebbe meritato di durare, eccetera eccetera, e avanti, all’infinito? Molti la vivono così: te ne accorgi come prete che ascolta i racconti della gente, i rimpianti riaffiorati a tradimento, i crucci per l’avrei potuto fare, l’avrei potuto essere, e se avessi sposato quello dopo, o quello prima; e mentre segui i percorsi accidentati dei pensieri altrui, contemplando le icone appese alla parete, comprendi che le vite possibili pendono anch’esse dallo schermo mobile dei sogni: ogni tanto si abbocca al richiamo, che per te prende la forma del poster di Taormina, della Piazza dei Miracoli, dove sogni di aggirarti ancora con don Mario, di scendere insieme le scalette in pietra grigia, fino alla baia di rocce scure dove lui ti diceva di buttarti, che aspettavi! Tu sentivi l’acqua troppo fredda, ma sei sicuro che adesso l’avresti accontentato, oggi che daresti la vita per rifare, insieme a lui, due bracciate verso l’isola che dà il nome al posto, senza immaginarlo dal tavolo in legno del salone, dove batti sui tasti aspettandoti parole che accordino l’icona del passato con quella del presente, la strada percorsa e quella su cui stai camminando, in attesa di un segnale, di una prova che il filo non s’è perso, che questa è veramente la tua vita, e puoi essergli fedele più di prima, perché è lui che ti guarda, inchiodato alla parete dell’eterno, e ti esorta a crederci come e più di prima: dài, stai andando dalla parte giusta, non fare mai l’errore di guardarti indietro.

26 pensieri su “61. La direzione giusta

  1. bioraffaella

    La vita ha tante strade,dove puoi scegliere quella che vuoi, ma una sola è la strada giusta dalla quale non ti puoi fermare per voltarti indietro ,e questa strada si chiama: Verità!

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  2. bioraffaella

    Quante volte ci domandiamo se stiamo percorrendo la strada giusta..
    Perché la strada che abbiamo intrapreso non coinvolge le persone che ci stanno accanto (in quanto restano indietro) o solo perché per essi non è la stessa strada che dobbiamo intraprendere noi. A volte le strade ci dividono e ci fanno un gran male ma ognuno di noi ha la sua strada da seguire che lo porta ad una continua crescita interiore,si dice che tutte le strade portano a Roma,si potrebbe anche dire che tutte le strade portano a Cristo ,in quanto ogni strada percorsa corrisponde ad un talento che abbiamo ed ogni talento va sfruttato in modo diverso per ciascuno di noi.

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  3. bioraffaella

    Si dice che”si vive una volta sola” perciò non si può tornare indietro guardando al tuo passato puoi solo guardare avanti camminando nel presente soprattutto se hai capito di intraprendere” la strada giusta”.

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  4. M&C

    Quando cammini nella strada verso il Bene, incontri mille difficoltà ed ostacoli, e mille dubbi ti assalgono in continuazione: perchè la strada del bene è spesso in salita, contrariamente a quella opposta, apparentemente in discesa e meno faticosa.
    Ma uno solo è secondo me il segno, la prova inconfutabile che stai andando nella “direzione giusta”: la GIOIA.

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  5. vale

    Ti volti indietro e pensi a quello che poteva essere e non è stato. Ma, ecco, è arrivato l’uomo!

    “Ormai, Yehoshua – vedo solo i tuoi occhi: se non ci fossi, sarei di nuovo cieca.”
    Fabrizio Centofanti

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  6. robysda

    L’acqua è troppo fredda. Ma una volta sfidato il trampolino non resta che nuotare e sprigionare l’energia che continua a produrre ossigeno per raggiungere l’isola, non resta che sfidare le correnti della diffidenza che remano contro e che rallentano il ritmo, non resta che lasciarsi accarezzare dalle onde apprezzandone l’immensa schiuma bianca dell’amore, non resta che commuoversi davanti a tanta immensità che si offre gratuita, nell’attesa paziente di essere accolta

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  7. bioraffaella

    dove sogni di aggirarti ancora con don Mario, di scendere insieme le scalette in pietra grigia, fino alla baia di rocce scure dove lui ti diceva di buttarti, che aspettavi! Tu sentivi l’acqua troppo fredda…

    L’ acqua all’inizio può sembrare troppo fredda ma poi dopo un po’ che ci hai fatto l’ abitudine essa diventa semplicemente meravigliosa!

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  8. RossellaT

    lui ti diceva di buttarti, che aspettavi!

    E’ solo mettendoti in cammino che potrai trovare la direzione giusta.

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  9. gum

    “dài, stai andando dalla parte giusta, non fare mai l’errore di guardarti indietro.”

    Stai parlando con me ? Per me?
    Questo appello mi sembra vada bene per ognuno di noi.E’ la frase che vorremmo sempre sentirci dire, quella che ci rassicura, ci motiva e ci fa sentire forti come una quercia radicata e inamovibile, sul proprio terreno.
    Si può pure sbirciare nel retrovisore, purchè la direzione sia quella davanti a noi dove sappiamo che troveremo la meta sperata.
    Grazie per quello che c’infondono le tue parole generose, ne abbiamo un gran bisogno e Tu lo sai.

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  10. agnese

    “Un fatto della nostra vita ha valore non perchè è vero,ma perchè ha significato qualcosa”

    Johann Wolfgang Gòthe

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  11. agnese

    “Se l’uomo vivesse pienamente,completamente la sua vita e dessa a ciascun sentimento una forma,una espressione a ciascun pensiero,una realtà a ciascun sogno, l’uman genere riceverebbe una novella spinta di gioia sì da dimenticare tutte le malattie medioevali e ritornare verso l’ideale greco;e fors’anche potrebbe arrivare a qualche cosa di più bello e di più ricco”

    Oscar Wilde

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  12. agnese

    “In ogni momento della vita si è quel che si è,quel che si è stati e quello che si diverrà”

    Oscar Wilde

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  13. pam

    La sensazione è che la grazia di Dio sia in quel ‘buttati’, in quell’invito a superare ogni tua paura, perché qualcuno che ti ama e ti conosce meglio di te stesso sa già che la direzione giusta è quella che prendi da individuo libero.

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  14. Freedom

    Chi di noi, voltandosi indietro sulla strada da cui non c’è ritorno, può dire di averla seguita come avrebbe dovuto?

    Fernando Pessoa

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  15. Freedom

    Quanto dei percorsi precedenti, ti chiedi, confluisce in quelli nuovi?

    Magari uno rimpiange di aver perso qualcosa, e l’ha perso solo per trovare di meglio.

    Andrea De Carlo, Due di due, 1989

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  16. Freedom

    Chiudi gli occhi e riaprili solo quando avrai la forza di tornare indietro senza piangere e guardare avanti sorridendo.
    Anonimo

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  17. Freedom

    Al mondo vi è un’unica via che nessuno oltre a te può fare: dove porta? Non domandare: seguila.

    Friedrich Nietzsche, Schopenhauer come educatore, 1874

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  18. M&C

    Quando comprendi tutta l’importanza dell’essere nella verità,
    perché il Signore è Verità
    e fuori di questo non vi è che inganno e menzogna,
    cambi il modo di stare al mondo.
    E solo in questo consiste d’ora in poi
    il tuo desiderio, la tua meta e la tua pace,
    segnali unici, prove che
    “il filo non s’è perso, che questa è veramente la tua vita, e puoi essergli fedele più di prima”.

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  19. Stella Maria

    Con i “se” e i “ma” recita un modo di dire, “vanno avanti i treni”. Il rimpianto è spesso un modo per autocommiserarsi e spesso scusare se stessi per la vita che si conduce, senza trovare in essa il meglio e goderne. A volte è solo un alibi per rimanere immobili.
    Nella vita quotidiana, nessuno ti mostra cosa accade se prendi una via piuttosto che l’altra ma sono convinta che prendersi la responsabilità delle proprie azioni sia la via da seguire. La direzione giusta è quella in cui sei in pace con te stesso, hai accettato sconfitte e fallimenti ma anche vittorie e primati dell’essere un uomo/donna come tanti. Da giovani siamo convinti di essere migliori di chi ci ha preceduto e che noi, solo noi, cambieremo il mondo, poi cresci e ti accorgi che è il mondo a cambiare te, una realtà con cui fare i conti senza pensare che poteva essere diverso. Sei nella direzione giusta quando la pace ti dà un senso di beatitudine pacata ma serena, capace di farti sorridere anche dopo una giornata storta, non è una gioia effimera legata a singoli eventi che ti lasciano comunque nell’inquietudine.

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