48. Una bellezza mozzafiato

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Il miglior criterio di discernimento, dicono gli esperti, è la frase del Vangelo che invita a riconoscere dai frutti persone e situazioni. Il cammino riusciva a operare importanti cambiamenti; la nostra fatica, spesso eroica, non era un esercizio ascetico o un tratto masochista, ma un’assenso al volere del Signore.
La Grazia stava agendo a livelli profondi, ribaltando atteggiamenti strutturati e divenuti quasi una seconda pelle. Era in atto un processo di individuazione, un passaggio dal falso al vero Sé, per usare un linguaggio mutuato dalla psicoanalisi. Anni fa, in un momento di preghiera, percepii chiaramente che il Signore mi voleva capace di accoglienza, del dono di un amore tenero e gratuito. Ero lontana da quel modo d’essere e lo pregai di trasformarmi, capivo che il percorso mirava esattamente a questo. Le difficoltà nel rapporto con il sacerdote, le nostre incomprensioni, il dialogo e l’ascolto, m’avevano insegnato a pazientare ed accettare, anche quando lui mi causava sofferenza. Avrebbe voluto di più, ma ciò che gli davo era già tanto, rispetto alle mie forze. Si trattava di un incastro singolare: le sue caratteristiche andavano a toccare i miei punti più deboli e dolenti, e viceversa. A dividerci era ancora lo schermo delle nostre paure e resistenze; occorreva andare oltre, per trovare la giusta sintonia.
Si cominciava a intravedere meglio l’opera attuata dal Signore nella nostra vita. Le intuizioni delle e-mail lo invitavano ad analisi serrate, ed io mi sentivo a disagio nel comunicargliele: come avrebbe reagito? Era già esasperato, al pari di me, che mi vedevo costretta ad ascoltare ogni volta i medesimi discorsi. Eppure, le ispirazioni scaturivano da qui.
Il manuale di spiritualità carmelitana ci indicava la strada da seguire, e fu nelle sue pagine che lui trovò la chiave più idonea per procedere: rendere presente la persona di Gesù nella preghiera, parlare a lui, piuttosto che combattere velleitariamente coi mulini a vento, come spesso si rischiava di fare. Santa Teresa d’Avila era solita dire: se farete così, non ve lo toglierete più da torno!
Dio ci ha creati: chi meglio di lui può rivelarci la nostra identità, al di là di ogni maschera o difesa? Percepivamo l’armonia che regna dietro il caos, una bellezza mozzafiato che lasciava incantati e ripagava di fatiche e sofferenze.

10 pensieri su “48. Una bellezza mozzafiato

  1. ema

    “una bellezza mozzafiato che lasciava incantati e ripagava di fatiche e sofferenze.”

    Una magia che si avvera ogni volta quando si incontra qualcuno al quale poter confessare le proprie pene; ci si sente a casa, torna a poco a poco la calma e finalmente tutto acquista il senso giusto. Una bellezza che tutti dovrebbero poter provare.

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  2. F

    “Era in atto un processo di individuazione dal falso al vero Sè” che è quello che riconosce la “Bellezza mozzafiato”, ma è in atto anche un “processo di divinazzazione, non sembra neanche troppo azzardato dopo quel “Padre nostro” che richiama ad essere intimi, familiari di Dio. ” Non posso temere il tuo volto dal momento che ho sentito il tuo affetto, Tu non solo mi hai cercato nello stato in cui ero, ma amandomi, mi hai dato la certezza che mi avevi cercato”. (S.Bernardo)
    La risposta è “Un assenzo al volere del Signore” è un aprirsi alla sua azione, ed è il Padre di ogni lume che accompagna il cammino dell’anima in un desiderio sempre più profondo, e se il desiderio poggia in Lui, già lo possiede: “Hai messo più gioia nel mio cuore/ di quando abbondano vino e frumento”. Mantenersi in questa gioia è, rimanere nella sua intimità, e l’orazione è il mezzo privilegiato: “l’orazione è un tratto amichevole nel quale l’anima parla spesso con Colui di cui conosce l’amore” (S.Teresa) e questo è approdare nell’Amore.

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  3. Alesssandra

    …. “bellezza mozzafiato”, l’opera 102 di Sibelius….espressione dell’inesprimibile!

    “L’udito che sente l’armonia, gode dei suoni messi insieme dall’ordine armonico e per mezzo dei sensi l’anima si trascende” (S. Agostino).

    Grazie di queste pilole per l’anima

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  4. robysda

    Leggendo questa pagina emerge un bel senso di condivisione, anche se talvolta stanco, affaticato; il desiderio di mangiare la vita nello stesso piatto fa sì che l’energia fra i due si crei di volta in volta, a sostegno di una necessaria complicità che va tessendosi ogni giorno, sempre più preziosa, ciascuno sulle proprie difficoltà. Mi chiedo cosa ci sia di più bello che mostrarsi all’altro proprio per quello che si è!

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  5. agnese

    Ritrovarsi in mezzo di caos, con buio intorno, non è facile di trovare una strada di uscita, ci vuole una determinazione di salvezza.

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  6. agnese

    Due persone in mezzo ai guai. Due persone che non riescono comunicarsi, ma sentono bisogno uno del altro per andare avanti e trovare la strada di uscita. Non c’è da combattere tra se stessi, ma insieme, mano nella mano si può aiutare, attraversare brutto periodo nella vita, tutti pericoli, e trovare la pace.

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  7. agnese

    “ogni maschera o difesa?”
    io penso che sempre e solo con la sincerità e verità si cammina meglio, più facile.

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  8. pam

    Un Dio che nel silenzio e nell’ ascolto ti offre una chiave per entrare nel tuo “castello interiore”, e ti fa conoscere e riconoscere te stesso nell’incontro, nello specchio con l’altro, sia anche un cammino di strade parallele ma vicine, da poter sentire un passo accanto al proprio.
    Un’armonia per cui vale la pena percorrere anche una sentiero in salita.

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