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da qui
L’appuntamento notturno col Signore diventava ogni volta più importante: m’aspettavo una sorpresa, una presa di coscienza, una nuova epifania. Pregavo lo Spirito e poi centellinavo un testo inviatomi via e-mail: risuonavano dentro fino in fondo, svelando sensi e sfumature che a una prima lettura stentavano ad emergere. Inutile recriminare sul tempo perduto fino allora: la vita ha i suoi ritmi, fa giri infiniti per raggiungere una meta che è a due passi da casa. Per nulla al mondo avrei interrotto la preghiera: mi sentivo infastidito se la sera prima facevo le ore piccole, e cercavo ogni scusa per andarmene; avvertivo che il mattino seguente mi sarei alzato dal letto molto presto.
Quel giorno avrei dovuto riflettere sulla mia relazione con le donne: non c’era argomento più angosciante, in quanto rimarcava il problema della mia fragilità e, francamente, ne avevo ormai abbastanza. Mi si ponevano domande dettagliate, ma una nebbia s’infiltrava nel cervello, una coltre compatta che impediva di formarmi un’idea chiara. Non ebbi nemmeno un’intuizione, non m’era mai successo. Mestamente, presi il libro sul Castello interiore di Teresa d’Avila e vi trovai le pagine sull’orazione di raccoglimento. Parlavano dell’incontro con Gesù nella preghiera, del ruolo dell’orante, chiamato a instaurare un dialogo vivo col Signore. Pensai alla formula d’invocazione che ripetevo abitualmente: Maria, regina della pace, illumina il mio cuore. Finora interpretavo questa luce come una chiave per svelare i meccanismi del maligno. Adesso mi era chiaro il contrario: nel cuore c’era Dio, come Agostino aveva sempre dichiarato. Era quello che aspettavo: non potevo limitarmi a perlustrare i labirinti delle tenebre; dovevo fondarmi nella luce. Il regno di Dio è dentro di voi, avrebbe detto Gesù, secondo Luca. Era giunto il momento di alzarsi, di andare a cercarlo urgentemente.

“La chiarezza è una giusta distribuzione di luce e ombra.”
Johann Georg Hamann
Ogni giorno è un attimo d’eterno; ora ci si leva dalle tenebre della notte, che pure splende di un suo chiarore di stelle in quella porzione di cielo che è l’anima, per scegliere un itinerario celeste su altre meridiane, del resto a pochi è riservato vedere con tanta chiarezza la via per quel diamante lucente, abitazione divina, che Teresa di Gesù chiama “Castello interiore”.
Più il cuore non fa che rimontare percorsi imprevedibili mentre “l’anima fa sangue al tuo gioco”, più Tu, Amore non avvertito, aspetto che ti faccia mio giorno: un chiarore appena, dietro una sola parola- venuta da dove? e Tu in quella parola.
URGENTEMENTE
È urgente l’amore.
È urgente una barca in mare.
È urgente distruggere certe parole,
odio, solitudine e crudeltà,
alcuni lamenti,
molte spade.
È urgente inventare allegria,
moltiplicare i baci, i raccolti,
è urgente scoprire rose e fiumi
e mattine limpide.
Cade il silenzio sulle spalle e la luce
impura, fino a dolere.
È urgente l’amore, è urgente
Restare.
EUGENIO DE ANDRADE
Dio non è un uovo di Pasqua, non c’è niente di più sbagliato che aspettarsi da Lui una sorpresa. Anzi la nostra vita sembra accompagnata da un suono monotono e insistente eseguito da qualcuno che picchia sempre sulla stessa nota senza variazioni, senza imprevisti per un tempo che a noi sembra lunghissimo, come se qualche lustro fosse un tempo lunghissimo. Penso al paralitico della piscina di Gerusalemme che fu guarito da Gesù dopo 38 anni di infermità. Poi ci rendiamo conto che sono le nostre orecchie che non sanno percepire quella che è una soavissima melodia.
Questa è la vera grande sorpresa, che arriva inaspettata proprio come un cinque al Superenalotto, che aperto d’improvviso il nostro cuore ci fa trovare dentro Lui: il dono più bello.
Per uscire dal problema vogliamo avere le idee chiare; la strada chiara che ci fa portare alla luce; chiediamo aiuto a Dio- e via.
olo che quell passaggio, quell dolore che dobbiamo affrontare fa paura.
“Che ti amo Signore, non ho alcun dubbio; anzi ne sono certo. Con la tua parola hai toccato il mio cuore, e io ho cominciato ad amarti…”
(Agostino, “Le Confesioni,” 10,6 )
Nei momenti bui c’è lo sconforto ma se ci fermiamo un solo attimo ci accorgiamo che solo perché c’è Lui accanto con la Sua luce stiamo andando avanti ma ce ne accorgiamo solo la notte perché ci fermiamo un attimo
Anche le Donne al sepolcro cercavano con urgenza ..dove fosse ..Lui si era alzato ancor prima di loro..poi ha avuto il “buon senso” di farsi trovare/vedere/sentire/toccare.. era urgente il loro passa parola..la loro testimonianza..,e tutta l’umanità a venire gia’ all’interno ,gia’ compresa in quel “Beati coloro che crederanno ..” / per entrare nel castello ..interiore urge abbassare il ponte levatoio..
“Non ebbi nemmeno un’intuizione, non m’era mai successo”
“Era giunto il momento di alzarsi”
“Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; inoltre ha posto nel loro cuore la durata dei tempi” (Qoèlet, 3-11)
E’, forse, proprio questa la Sua sorpresa, la trascendenza dello schema: resta a noi il desiderio e la curiosità di andare a scoprire, di volta in volta, che cosa c’è dentro un fatto, un messaggio, bigliettini con cui Dio ci vuol condurre nella caccia al tesoro della felicità.
per capire la Parola del Signore e vivere all’unisono con Lui è importante una Fede sconfinata . questo ci fa ” vedere ” il passato presente e futuro con i “suoi occhi” portandoci alla Salvezza ed al compimento del Suo Disegno che ha per noi.
http://youtu.be/IcQAmyJ8UH8
” Era giunto il momento di alzarsi, di andare a cercarlo urgentemente.”
Ogni giorno mi sveglio e il mio primo pensiero è cercarLo dentro me stessa, poi prego ed incomincio a cercarlo in ogni cosa che faccio.
ernestina