Sono in pieno svolgimento i Mondiali di Calcio in Brasile e il mondo si divide manicheisticamente in due fazioni: chi li ama e chi li odia o più gentilmente chi i segue e chi li ignora. Non ci sono (purtroppo?) vie di mezzo nel mondo del calcio, football, soccer o pallone che dir si voglia.
O è ‘sì’ o è ‘no’. Tuttavia si sbaglia a credere che il pallone non abbia niente a che fare con il mondo della cultura, della scrittura, della lettura. Al di là del giornalismo sportivo, esistono storicamente fior fior di poeti e romanzieri che a questo agone di massa dedicano, fin dal primo Novecento, liriche bellissime o interi romanzi, come è del resto testimoniato da una brillante iniziativa del quotidiano ‘La Repubblica’ che offre, da fine maggio sino al giorno della finalissima a Rio de Janeiro, ogni giovedì, un libro di narrativa dedicato appunto al gioco del football inglese, brasiliano, argentino, tedesco, spagnolo e italico.
Detto questo, anche l’editoria italiana non si fa trovare impreparata al proposito: fin dall’inizio del 2014 stanno fioccando diversi titoli sull’argomento, che si riducono spesso a libri di alterno valore. Nell’impossibilità di tener dietro a tutto quanto, basta segnalare due testi importanti ai quali corrispondono altresì indubbi pregi letterari: il primo è Adesso abbracciami, Brasile! di Darwin Pastorin, il secondo Storia dei Mondiali di Calcio di Sandro Bocchio e Giovanni Tosco. Sono due opere assai diverse fra loro, per forme e contenuti, stili e generi, tecniche e linguaggi, ma che possono integrarsi per una lettura intelligente e appassionante, grazie anzitutto a una prosa compatta di elevata qualità espressiva, forse ‘artistica’ in Pastorin, più didattica in Bocchio e Tosco.
Pastorin, attualmente direttore di un’emittente televisiva, resta tra i migliori giornalisti sportivi sia per la carta stampata sia su piccolo schermo: l’attenzione ai valori etici, antropologici, ‘mitologici’ del calcio, attraverso sfumature di psicologia e sociologia, sono ora messe a frutto in una sorta di diario autobiografico, giacché Adesso, abbracciami, Brasile! racconta, come in una saga familiare, la storia dei Pastorin a cominciare dai poveri immigrati veneti oltreoceano a fine Ottocento, per addentrarsi nella memoria personale. Anche Darwin nasce lì, a San Paolo per l’esattezza, trascorrendoci l’infanzia per tornare con i genitori in Italia a Torino dove tuttora risiede. La narrazione agile, sincera e a tratti commovente, si snoda tra i ricordi soprattutto calcistici dell’ultimo mezzo secolo, incentrandosi sulla leggenda della Selecao (la nazionale verdeoro) incrociata, come già visto, con le esperienze individuali sia di lavoro sia per diletto, attraverso una serie di episodi talvolta esilaranti talaltra malinconici, fra dramma e pathos, che sono impossibili da riassumere anche per lasciare al lettore la sorpresa: in fondo il lettore potrà trovare, fra le righe, moltissimi spunti interessanti, anche ben oltre la passione più o meno condivisa per il soccer medesimo.
E andare oltre il gioco in sé, per incrociarlo con i risvolti storico-politici che un torneo internazionale immancabilmente si porta appresso, tentano altresì Bocchio e Tosco, entrambi cronisti a ‘Tuttosport’ in Storia dei Mondiali di Calcio dove trionfi e sconfitte, personaggi e partite non sono un mero elenco ragionato, ma vengono inseriti in un climax epocale in grado a sua volta di contestualizzare i tornei medesimi, per far capire in che modo le nazioni dell’intero Pianeta (opportunamente selezionate) si radunino ogni quattro anno attorno a una sfera di cuoio per dar vita a uno spettacolo talvolta emozionantissimo, globale e globalizzato, come ricordano gli autori, citando ad esempio ultracampioni come Meazza, Pelé, Garrincha, Maradona, Zoff, Paolo Rossi, Ronaldo, ricordando l’ultima partita del Mondiale in Brasile fra i padroni e casa e la ‘Celeste’ (Uruguay) nel 1950, oppure la mitica Italia-Germania 4-3 a Mexico 70 (definito la partita del secolo) o ancora il terzo titolo vinto dagli ‘Azzurri’ a Spagna 82 battendo a sorpresa Argentina e Brasile (e poi Polonia e Germania) dopo un girone disastroso.
Quali pensieri sorgono quindi dopo la lettura degli ottimi Adesso abbracciami, Brasile! e Storia dei Mondiali di Calcio? Il primo e predominante è che, nel bene e nel male, i Mondiali attraggono miliardi di spettatori televisivi in un vortice di affari (riservati a pochi) che quest’anno per la prima volta vengono apertamente contestato dagli abitanti della Nazione organizzatrice: da gennaio a oggi, infatti, continuano a fare il giro del mondo le immagini sui notiziari dei cittadini dei quartieri poveri nelle megalopoli brasiliane che contestano i miliardi spesi per gli stadi a scapito delle strutture mancanti (come acqua corrente, strade asfaltate e luce elettrica) in un Brasile che in quanto a Brics (assieme a Russia, India,Cina, Sudafrica) sarà pure una nuova potenza economica, ma dai grossissimi contrasti: e i Mondiali di Calcio non serviranno certo a migliorare la vita nelle favelas, magari forse a regalare qualche attimo di gioia per un goal di Neymar, Hulk o Bernard, ma la realtà è certamente un’altra.
Cfr.:
Darwin Pastorin, Adesso abbracciami, Brasile!, Elliott, Milano 2014, pagine 159, euro 16, 50.
Sandro Bochio e Giovanni Tosco, Storia dei Mondiali di Calcio, SEI, Torino 2014, pagine 587, euro 16,50.

