25. Pietra miliare

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Una mattina eravamo ai ferri corti: lei fermamente intenzionata a mantenere un contegno distaccato, reprimendo ogni minima traccia di affetto o tenerezza; io che sondavo il terreno per capire cosa fosse accaduto, quali affronti avessero causato una condotta così dura.
Non trovando spiegazioni, m’allontanai gelidamente, rischiando d’interrompere il rapporto, se fosse necessario. Era giusto che i nodi affiorassero, che entrambi lasciassimo emergere paure e resistenze, per scongiurare sacche di non detto in cui naufragano spesso le migliori relazioni. Di fronte a una reazione così energica, lei fu costretta a aprire gli occhi: nella preghiera del mattino, aveva chiesto alla Madonna di far luce sui problemi in sospeso, e la risposta non si era fatta attendere: l’unione profonda era il fattore decisivo perché il Progetto potesse realizzarsi; il Signore rispondeva ad ogni nostra esigenza, voleva spingersi al centro della nostra storia con la pienezza del suo dono, l’abito su misura eletto da don Mario a bandiera della sua missione, l’amore irripetibile e unico di Dio. Ero felice del responso e la invitai ad annotare per filo e per segno l’accaduto, perché restasse come pietra miliare sul cammino. Era chiaro che avremmo scoperto la fecondità della nostra vocazione solo nell’unità senza riserve e pregiudizi: non a caso venivamo attaccati sulla nostra intesa, come dovesse scatenare fatalmente una scia d’invidie e gelosie, la rabbia di chi si vede escluso da qualche posizione di favore. Intuivamo che l’amore non esiste senza libertà, e che l’indipendenza dal giudizio altrui era ancora il presupposto per seguire il Maestro a cui consegnavamo la nostra volontà.

9 pensieri su “25. Pietra miliare

  1. ema

    Alcune domande possono avere risposte lunghe una vita se non interviene la Grazia a’ creare le condizioni affinche’ si possa trovare la forza di apporre pietre miliari.

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  2. F

    Cercare il volto di Dio, “che nulla è meglio o più dolce di Te”, è arduo per la natura corrotta dal peccato, come è arduo rientrare nel suo disegno d’amore, nel suo richiamo che non può essere disatteso, pena il disamore: tiepidezza che disgusta l’Amore. E il suo progetto è spesso oscurità, “frantumi del Verbo” inarticolati da decifrare, un cammino lungo, preghiera, consiglio e, rimane pur sempre, il luminoso dubbio che si converte in ricerca della totalità, in umiltà che riconosce deficienze e miserie, è sentirsi piccoli, dubbiosi, poveri e lasciarsi nel respiro dello Spirito, lasciare che conduca la nostra vita, lasciare che altri siano più illuminati che ricevano dono maggiori e gioire della gioia della Sapienza e sentirsi nella comunione dei Santi come in un prodigio di grazia diffusiva che mi arriva e mi afferra nella benevolenza del Padre celeste, nel suo amore divino che fa di ognuno, un figlio -unico- della sua gloria.

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  3. robysda

    Fratelli, camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi.
    Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
    Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa, lui che è il salvatore del suo corpo. E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.
    E voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata.
    Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.
    Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola.
    Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa! Quindi anche voi, ciascuno da parte sua, ami la propria moglie come se stesso, e la donna sia rispettosa verso il marito.

    (Ef 5,2.21-33)

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  4. pam

    Unioni importanti, un matrimonio, una coppia, un’amicizia, un’intesa di lavoro, di percorso; sì, a volte è un “peccato” lasciare che si incrinino, o perdano di valore o fiducia a causa di ciò in cui si vive, o che è attorno.
    Se è vero che esistono, negli altri come in noi, l’ingerenza, la gelosia, situazioni cogenti – o diffidenza, insicurezze – resta anche a noi metterci in ascolto di quel profondo che “dice bene di noi”, così come ci può invitare a ricevere o metterci in discussione.

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  5. pam

    la musica
    sale, se l’aspetti
    (Fabrizio Centofanti)

    Ciò che è veramente buono, prima o poi riverserà e distribuirà la sua ricchezza.

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  6. agnese

    Ogni uno di noi ha bisogno d’affetto, non è la cosa strana o sbagliata. Ogni uno di noi (e sicuramente noi donne) ogni tanto (almeno ogni tanto) vogliamo la conferma di amore con un gesto affettuoso, con la parola d’amore. E come si dice – il fiore trascurato sfiorisce; così anche l’amore senza gesti d’amore muore.

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  7. robysda

    L’orgoglio ci fa sentire superiori, migliori dell’altro, ci fa prostrare alla “bruttezza”, piuttosto che “piegare” all’umiltà di un chiarimento, sfilacciando il nostro essere, la nostra natura che, al contrario, nasce bella, convinti che il Signore possa ritenerci sempre dalla parte dei giusti, senza renderci conto che in quel momento ci siamo soltanto allontanati da Lui. Credo sia estremamente facile per tutti cadere in questa trappola, in qualsiasi contesto ci si trovi, ma sono certa, allo stesso modo, che prima o poi per ciascuno di noi c’è un sogno, bello, che poserà la pietra miliare sul proprio cammino.

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  8. gum

    Rinnovata in queste righe una grande verità evangelica: l’ Amore come libertà di consegnare a un altro la propria volontà’ La pietra che segna davvero l’ultimo miglio di una strada infinita che conduce da Dio.

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