di Max Ponte
Rudy De Cadaval stupisce per la vita irrequieta e per gli incontri con personaggi del mondo dello spettacolo, fra cui numerosi flirt con dive degli anni ’60 e ’70. Una biografia dove non mancano colpi di scena, riconoscimenti e intuizioni anche di carattere tecnologico (mi racconta al telefono di aver lanciato l’uso del cd-rom per i contenuti enciclopedici).
La sua poesia non è estroversa come le vicende personali, si confronta spesso con questioni esistenziali e contiene passi di grande intensità in grado di sostenere la sua opera. Il confronto col dolore corrisponde, dal canto suo, ad una scrittura che si scontra con la gravità. E qui lo stile risente di più di un’insidia lessicale.
Mi pare nel suo complesso una poesia autentica, come il tono della voce dell’autore attraverso l’apparecchio, cioè De Cadaval non è un poeta che si nasconde dietro a costruzioni retoriche, e questa è la principale garanzia per chi legge. Forse anche per questo ha meritato l’attenzione di poeti illustri come Ungaretti che devono aver trovato in lui i segni di un vero talento. Ritengo sia necessario leggere tutta l’opera di De Cadaval per elaborare un’analisi critica esaustiva, mi stupisce che non sia ancora stato fatto visti tutti i riconoscimenti da lui ricevuti (meritatamente o meno, sono in ogni caso eventi che devono spingerci ad un’analisi). Fra le poesie che trovate sul suo sito la mia attenzione è caduta su questa.
LA MIA POESIA
non spiega niente
non chiarisce niente
non rinuncia a niente
non abbraccia tutto
non adempie alla speranza
non crea nuove regole di gioco
non partecipa al divertimento
ha uno spazio delineato
che deve riempire
se non è un dettato esoterico
se non usa una lingua originale
se non desta meraviglia
si vede che dev’essere così
obbedisce alla propria necessità
alle proprie possibilità
e delimitazioni
perde con se stessa
invade altri spazi
e non si fa sostituire
aperta a tutti
senza segreti
ha molti compiti
non basterà
Da “Colloquio con la pietra”, prefazione di Roberto Sanesi,
Guanda Editore ‘I Poeti della Fenice’, Milano, 1985


ha molti compiti
non basterà
.ma è una goccia importantissima