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da qui
Mi telefonò un amico da Merano, discepolo di una veggente che gli era apparsa in sogno, profetizzando l’imminenza di un conflitto mondiale.
Gli dissi che la notizia non mi coglieva impreparato: anzi, da tempo ero ormai certo che tutti i segreti delle apparizioni stavano per giungere al loro scioglimento. Aggiunse, allora, che avrebbe pregato per la mia sopravvivenza agli eventi che incombevano. Pensavo che il Signore non avrebbe ideato un Progetto a cui teneva tanto se l’avesse destinato a una vita così breve. Non era la guerra che mi preoccupava, ma i dubbi di lei, che esplodevano nei giorni in cui tutto si sarebbe dovuto realizzare. La esortai ad aver fiducia, facendole presente che con Dio c’è solo il sì o il no, e che il di più, com’è noto, viene dal maligno. Avevamo da poco meditato il testo suggeritomi da un giovane don Mario in quello che fu il nostro primo incontro: l’inno alla carità, tredicesimo capitolo della prima lettera ai Corinzi di San Paolo. Nel lungo elenco di attributi dell’amore, il primo posto spettava alla pazienza: come ignorare un appello così chiaro? Il Signore ci vagliava per purificarci, per bruciare la zizzania che allignava in pensieri e sentimenti. Solo così potevamo interpretare la continua tentazione di cambiare strada, che in lei equivaleva alla sfiducia nella mia perseveranza e in me nella stizza crescente di fronte al suo perpetuo vacillare. Il paradosso del Vangelo continuava a impregnare la nostra esperienza quotidiana, come se Dio ci preparasse non solo ai disastri di una guerra nucleare, ma anche, e soprattutto, alle insidie dell’io, il nemico di gran lunga più temibile.

Qualche volta dovremmo prendere in considerazione il fatto che la leggerezza può essere un valore anziché un difetto e non lasciarci sempre schiacciare dal peso di noi stessi.
l’io è IL NOSTRO NEMICO PIù AGGUERRITO, NON CI LASCIA MAI, E’ SEMPRE Lì A TRAMARE COME VINCERE…
IN AGGUATO
Non odi il suo ansimare? Ogni volta
lo sento più vicino: da solo,
con te, nel pieno dell’estate,
tra le urla della folla,
vicino al fuoco, in inverno,
con un bel libro,
nello scricchiolio della neve,
nel clamore della pioggia,
quando accendo le luci di casa,
quando il mare, quando arrivi,
quando stendo la mano
verso i frutti rossi palpitanti.
È qui, in agguato,
alza la zampa, aspetta.
Tu non la vedi, sorridi,
sorrido anch’io.
Lascia che ti baci ancora una volta
prima che il suo fiato ci raggiunga.
JOSÉ LUIS GARCÍA MARTÍN
.
La libertà si confronta con il limite dell’ egoismo e del rifiuto; ma la bellissima musica che hai proposto mi ha fatto pensare solo a cose belle e dolci. Marisa
Ti ride negli occhi
l’arte di amar
..
sorridi se
io muoio in me
(Vinicio Capossela, Resta con me)
Se l’io ci dà pena, è un luminoso sorriso del tu ad alleggerirci. E, allora, si può anche iniziare a volare.
L’INNO ALLA CARITA’
Non ti cerchiamo nelle altezze, Signore,
ma in questa crocifissa storia dell’uomo”
…
liberaci da ogni forma d’amore
universale e astratto,
per cedere all’umile
e crocifisso amore. (Bruno Forte, arcivescovo)
Lasciami lo stupore d’incontrarti ogni momento, inaccessibile Luce, che Tu sia a “bere alle mie mani/ amiche un sorso/ d’acqua sorgiva” nella gioia del mio umile amore: mio canto alla carità in gesti e parole di liturgia sempre nuova.
…I tempi sono cattivi e spadroneggia il Maligno con la sua attività diabolica. badiamo perciò a noi stessi e ricerchiamo accuratamente i voleri del Signore. Timore e pazienza siano il sostegno della nostra fede , longanimità e continenza le nostre alleate nella lotta …..
( da una lettera di Barnaba).
.Le prospettive sociali mutano, le mentalità cambiano, i valori si relativizzano ma l’uomo della croce rimane sempre “vivo” in mezzo a noi ed il suo cuore batte proprio come il mio ed il vostro nella nostra storia di alti e bassi e porta salvezza e perdono .nella piccole cose quotidiane ,passo dopo passo e fino al calvario. in questa crocifissa storia dell’uomo ..
Ecco, questa pazienza! Sì, che è compito difficile; ci mettiamo una idea in testa e lo vogliamo adesso subito che si esprime nostro desiderio.
Ma ci stavo pensando attimino; ma forse la mancanza di pazienza è collegata con la mancanza di fiducia. Non si fidiamo pienamente a Dio e allora non aspettiamo, facciamo tutto al modo nostro e così cadiamo nei guai.
Ma Dio ci ama con un amore infinito e vuole tutto che è migliore per noi. L’Amore è paziente- era scritto nel una preghiera. Allora a noi manca non solo la pazienza ma anche amore e fiducia.
“Il Signore sempre ci perdona e sempre ci accompagna. A noi spetta lasciarci perdonare e lasciarci accompagnare.”
Papa Francesco
“Non si può misurare l’amore di Dio: esso è senza misura!”
Papa Francesco