Inventario minimo. Cinque inediti di Nazim Comunale

Nazim Comunale

Dichiarazione

Prendo atto
che la mia vita oggi
é un fascio di fradicie sterpi
e le vespe ci fanno nido,
un rosario di tasche sfondate
e letti sfatti,
di giorni dal respiro troppo corto
o smagato.

Prendo atto
che il dolore passa
dai denti ai piedi,
dai piedi alle palpebre
e dalle palpebre alle parole
con identico,elettrico furore,
che oggi cercandoe correndo
mi sono sbucciato il capezzolo sinistro.
Eppure di questa frantumaglia,
di questi aridissimi acquazzoni
saprò salvare qualcosa,
appena questa sincope
che frusta l’occhio
riverso
in difformi bassifondi
vorrà darmi tregua,
tra le 5 e le 5 e 35 di domani pomeriggio.
Per il resto vivo qui e male,
appeso come un ragnetto al dire verticale,
allagando quaderni,
mettendo il pollice nel palato,
costeggio la guancia destra della città
e so di non essere atteso,
neppure spiato.
Un approccio metodico alla chimica dell’innamoramento:
tranquillità in capsule,
e un nascondersi sempre uguale,
tipo
cane di carta,
simulacro,
onda e più in là
immagine.
E il corpo?
Solo evocato.

*

Istruzioni per scrivere

Aprire la finestra,
dimenticarsi,
chiudere gli occhi,
tenere stretto nel pugno quello spavento,
poi sfiorarlo con le dita dello sguardo.
Sono solo sogni mancini
fratelli di un’altra risonanza,
la polvere che brilla nel buio somiglia alla vita
-ricordi?-
ustmamò potevi sentire
in punta di palpebra
quell’assenza di parole,
l’attimo nitido e il distacco,
decolla e deriva,
un falso movimento di bassa marea,
la luna magnete
e l’edera della lingua
che invade il muro della casa.
Non posso dire niente.
Le parole fanno solo ombra.

*

Inventario minimo

Il primo europeo sbarcato nelle Americhe,
i paesi che brillano nello sguardo
di chi sta per salpare,
l’invasione delle locuste dopo la pioggia,
il rumore che fanno i pensieri sott’acqua,
il numero dell’acrobata,
un vecchio gitano che racconta la storia
dell’uomo che non sa dimenticare,
il sorriso mite di sfioritura
di chi si abbandona al ricordo
e la ninfa
laggiù
a dorso di una foglia lenta,
lei ride
piano
con le mani
e si specchia nell’acqua.

*

February Dada

A volte le parole non dette,
melograno,
sfumano verso l’età adulta,
la diaspora.
Una premessa primitiva
confusa del nostro destino di esseri espressivi
non esiste
e mi lascio prendere
da questa epopea in nero.
Il resto è minaccia
oscillazioni del Novecento
nella lingua in cui scrivo.
L’immane oceano dell’oralità,
la febbre e l’ossessione
di chi racconta paure,
appunti sull’umana dismisura
e un’incredula,
perfetta
luce romana.

*

Porto è una vecchia
con le labbra pittate male
la gonna azzurra sporca di secoli
e cenere
le gambe all’aria
uno stormo di gabbiani nel ventre
la pancia piena di acqua
i vicoli-dita che riordinano un gomitolo
sfatto
con atlantica calma
le pupille rovesciate
verso l’alto
gli occhi in salita
verso un blu fine secolo
o inizio novecento

Nazim Comunale è nato e vive a Reggio Emilia. Laureato in Storia Contemporanea,fa il maestro elementare dal 1999. In passato è stato giornalista musicale e speaker radiofonico. Suona la propria musica da molti anni ed organizza eventi musicali e letterari.

3 pensieri su “Inventario minimo. Cinque inediti di Nazim Comunale

  1. nazim comunale

    Su Fb posto regolarmente le mie poesie e e le mie attività musicali e tra l’altro sto per iniziare una campagna di crowdfunding per un progetto che unisce proprio poesia e musica,Banda Nauta.Vi invito dunque a seguirmi lì e se potete a darci una mano con questo progetto.Grazie!

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