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La stanza chiude dentro l’invisibile:
i rami, fuori, sono un’illusione
che resta ferma, come nella mente
lo sguardo estraneo, l’ombra delle foglie.
Nel buio si nota subito la luce,
seppure impercettibile.
Non hanno più pareti, le presenze,
adesso splendono
di un oro femminile, acceso d’ambra,
sofferto nella carne.
Ma il suo segreto è l’ombra sul selciato,
la chiave nella stanza, l’inudibile.


Grande è la speranza, anzi la certezza di un bene che verra’ nonostante il buio e la sofferenza che solo nell’intimo viene rivelato.
Molto bella. Grazie
Solitudine buona.
Bellissima, Grazie!
Tutto quello che il mondo cerca di rendere invisibile ed inudibile, il cuore vede ed ascolta.
L’amore oltre ogni ostacolo.
Bellissima.
Ribadisco: l’importante è postare belle poesie e Fabrizio Centofanti ce ne regala tante.
Un incontro con la propria anima, che leggera si proietta su forme ed ombre, ma la cui voce è ineffabile, inudibile. Bellissima!
“un oro femminile, acceso d’ambra,
sofferto nella carne”
Nel testo colmo di mistero ma aperto alla impercettibile luce , mi piace captare quel lato femminile che racchiude fuoco e sofferenza. Sono versi da centellinare e rileggere ancora e poi ancora.
Grazie, Fabrizio
Queste parole arrivano nella mia stanza
fioche come la luce della lampada sulla scrivania
colorano gli angoli delle pareti buie.
Allora mi alzo e guardo fuori
dal nono piano della torre sei
dell’ ospedale nel deserto.
Vedo i palazzi della periferia
pesare sulla terra di questa città
mentre il mare di Creta,
il mare del piccolo Y e di sua madre
bagna le loro fondamenta…
Effimera proiezione dell’ “io cosciente” che va ad infrangersi sulle propaggini rigide della realtà istintiva, senza sfiorarle. Indugia, forse ripiega, sente.
Sconfinato mondo intimo, in pochi versi.
Effimera proiezione dell’ “io cosciente” che va ad infragersi sulle propaggini rigide della realtà istintiva, senza sfiorarle. Indugia, forse ripiega, sente.
Sconfinato mondo intimo…in pochi versi.